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Cartelle pazze

Quando lo Stato decide di recuperare i suoi crediti può succederci di tutto. Dal fermo amministrativo dell’auto all’ipoteca sulla casa. Ecco come contestare multe o imposte “sbagliate” e non rovinarsi la vita
E’ una semplice raccomandata ma può cambiarvi la vita. In peggio. Vi arriva quando un ente pubblico pretende una somma di denaro che (forse) avreste già dovuto pagare. E’ la famosa cartella esattoriale.
“Sana”, se riguarda un credito effettivo e comprovato. “Pazza” se c’è qualcosa che non va nei termini, nelle modalità, nei contenuti: magari un bollo auto vecchio di quindici anni e relativo a una macchina già venduta; o una multa quadruplicata, di cui non trovate più l’attestato di pagamento; o ancora un conteggio IVA vecchissimo che non quadra. Non importa: l’Agenzia delle Entrate e gli altri enti creditori non vanno per il sottile. Prima scrivono, poi passano tutto ai cosiddetti enti riscossori che avviano una procedura esecutiva. E alla fine in molti si trovano con la macchina bloccata, la casa ipotecata, lo stipendio diminuito, il conto corrente pignorato.
Tutto comincia, a regola d’arte, quando si deve pagare una multa o un’imposta, per esempio. Trascorsi i termini, prima o poi arriva a casa un avviso bonario. Ignorato o gettato nel cestino anche questo, la palla passa a Equitalia Spa, la società che gestisce gli enti riscossori: il debitore viene iscritto a ruolo, la sanzione cresce, gli interessi di mora si fanno sentire ed ecco spuntare lei, la temibile cartella esattoriale. «Ci sono due modi per contestare una cartella – spiega Tatiana Oneta di Altroconsumo -  Come prima cosa è bene verificare se è stata emessa a ragion veduta o no. E per fare questo è fondamentale che si conservino sempre tutte le ricevute, se possibile anche al di là dei termini suggeriti. Se si scopre di non dover pagare una cartella, si può fare istanza di autotutela. Cartella e ricevuta alla mano, ci si presenta allo sportello dell’ente creditore (non di quello riscossore) e se effettivamente l’ufficio riscontra un errore, effettua lo sgravio, cioè annulla la cartella e interrompe le procedure di riscossione, oppure riconosce l’errore in parte e in questo caso effettua uno sgravio parziale ed emette una nuova cartella per la differenza.

di Alessandro Calderoni Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .
L'articolo è pubblicato su Millionaire di giugno 2007.

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