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Il mio anno vissuto senza sprechi |
Non ha usato per un anno l’automobile e ha smesso completamente di prendere l’aereo. Ha eliminato qualsiasi tipo di detersivo, si è lavato con l’acqua piovana e ha costruito un lombricaio per distruggere i suoi rifiuti organici. Non è nè pazzo, nè masochista, ma un consumatore coscienzioso. Si chiama Leo Hickman è un giornalista inglese che ha vissuto 12 mesi a impatto zero. Oggi la sua esperienza è diventata un libro, La vita ridotta all’osso. Per scoprire come è possibile vivere in modo ecologico secondo le più rigide regole “verdi”, Millionaire lo ha incontrato. Come le è venuta l’idea di vivere un anno “a impatto zero”? «L’iniziativa è in parte mia e in parte della rivista per cui lavoro, il Guardian. Nel 2003 ho notato che le tematiche ambientali sembravano sempre molto lontane dalla quotidianità: i media parlavano del degrado dell’Amazzonia o dello scioglimento dei ghiacci dell’Artico, ma nessuno collegava questi fatti con il normale stile di vita in una città occidentale, cioè quello che causa i maggiori problemi ecologici. A questo punto mi sono chiesto se io, tipico rappresentante di una vita comoda, vissuta nella totale ignoranza dell’etica ecologista, sarei stato in grado di modificare la mia vita quotidiana in un obiettivo ambientalista. Sarei stato capace di comprendere il vero impatto dei miei consumi quotidiani? Ne ho parlato in redazione e ho accettato la sfida lanciata dal mio caporedattore: sperimentare uno stile di vita senza conseguenze negative per l’ambiente. Ma come capire se è meglio il caffè del commercio equo o quello biologico, oppure come pulire casa senza inquinare? In principio mi sono rivolto a tre esperti di settore e in seguito mi sono informato sui costi e i consumi di energia e i loro risvolti ambientali. E ho inaugurato un blog, per raccontare la mia esperienza. All’inizio dubitavo dell’interesse dei lettori, ma da subito ho ricevuto centinaia di messaggi, dal Sudafrica alla Cina, dal Messico all’Italia. Così è iniziato il mio anno di esperimento “etico”: un cambiamento fatto mantenendo inalterate i miei normali ritmi di vita professionale».
di Maria Spezia
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di giugno 2007.
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