Si è messo in proprio inventando t-shirt di un materiale nuovo, bello come la seta e più fresco del cotone
«Lavoravo per un’impresa cinese che importava legno di bambú in Usa, ma gli affari non andavano bene. Mi proposero un taglio di stipendio e, nonostante il parere contrario di amici e conoscenti, non accettai e lasciai l’azienda. Conoscevo il mercato ed ero convinto che c’era il potenziale e anche spazi, perché investigando on line non avevo trovato niente del genere.
Così, nel 2003 aprii un ufficio in Cina, insieme a una ragazza conosciuta su Internet e cominciammo a importare filati e fibra di bambú». Fin qui la prima parte della storia di Rick Delano (38 anni di Brea, California), fondatore di Bamboo Textiles, che non si è mai scoraggiato, nemmeno quando il suo nuovo business non funzionò. Visto che a nessuno interessavano i filati e la fibra grezza di bambù, decise di dimostrarne utilità e qualità realizzando delle t-shirt. Fu la mossa vincente: nel 2004 ne vendette 35 mila. Il nuovo materiale, morbido come la seta, più fresco del cotone, durevole, ipoallergenico, biodegradabile e con un buon prezzo (17 dollari), aveva conquistato il pubblico e destato l’interesse delle aziende d’abbigliamento. Alle classiche magliette si sono poi aggiunti i top, i pantaloncini da ginnastica, i cardigan, le felpe a manica lunga, i boxer da uomo e i calzini. «Ho cominciato investendo 125 mila dollari e prevedo di fatturare due/tre milioni di dollari nel 2007» spiega Delano. «In Cina ho sette dipendenti in ufficio e sette fabbriche che confezionano gli articoli per nostro conto. Ho due marchi di proprietà, Spun Bamboo e Bamboo Apparel e produco capi per altre dieci etichette di moda. Il mio obiettivo? Crescere ancora e passare dalla piccola produzione a quella su larga scala».
INFO: www.bambooclothes.com
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