«La gente della notte fa lavori strani, certi nascono oggi e finiscono domani» rappava Jovanotti negli anni novanta. E sono davvero in tanti a fare lavori strani col favore delle tenebre. Creativi, sbandati, artisti, geni del marketing, irregolari, insonni, e tutto quel magma umano indefinibile e indefinito che chi gira di notte ben conosce e riconosce. Nel 2007 la discoteca è una categoria che quasi non esiste più. Per due ragioni. Primo, sono pochi i locali che resistono con questa sola definizione e pochissimi quelli stile anni Ottanta, in cui entri, balli e te ne vai. Secondo, perché oggi si balla ovunque: al pub, in palestra, in spiaggia, al parco, in piscina. Tutta la notte è un po’ discoteca e niente lo è più. Così anche l’animazione perde i sui contorni classici e diventa cultura libera. Dj, vocalist, cubiste sono roba morta. Ogni sera è ormai un happening differente, il pubblico ha zero tabù e molta noia, ha visto tutto e fatto tutto, vuole divertirsi senza spendere un capitale e si sposta come una mandria globale tra aperitivo, cena e dopocena. Spesso nel medesimo locale, così si fa prima. Allora occorre un’invenzione, una trovata, qualcosa che anestetizzi. Ed è lì che la notte sfodera i suoi migliori pargoli. Le ultime in ordine di tempo sono le Sadik Angels. Rese note da un paio di recenti comparsate televisive, le Sadik sono un gruppo milanese di otto ragazze che dal 2006 ha deciso di far fruttare la propria passione per la parte nera della vita e del look, sfoggiando completini fetish e sdoganando una versione light e da palcoscenico delle performance sadomaso più crude. Quando arrivano loro nei locali - che le pagano ormai migliaia di euro per qualche decina di minuti di spettacolo - la gente sa che ci saranno infermiere sexy, dominatrici armate di frusta, maschi legati, incerottati, calpestati e maltrattati, armi e sangue finti. Un circo cupo che piace per la prorompenza delle protagoniste (dai nomi evocativi: Sapphiria, Daemonia, Deabolika, Lady Juliette e così via) ma falsifica televisivamente il gioco di ruolo del sadomaso. Tanto che metà del pubblico va in delirio e metà reagisce deputando loro l’indifferente sguardo da cubista-già-vista.
di Alessandro Calderoni
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di luglio-agosto 2007.
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