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Non siamo alla frutta
Negozi stradiffusi, eppure il fruttivendolo è ancora un’opportunità. C’è chi ha fatto fortuna con mandorle e fichi secchi, chi sul servizio del pronto in tavola, chi sul fattore risparmio. Non servono capitali enormi, la burocrazia è semplice e da poco è arrivato anche il franchising.
«L’ortofrutta è un settore in cui la grande distribuzione stenta e stenterà a sfondare» esordisce Daniele Mariani, presidente di Assofrutterie, l’associazione di categoria di Confesercenti. «La frutta è molto più buona se comprata fresca, di giornata, al negozio. In più al supermercato non si trovano i prodotti di alto pregio che andrebbero fuori prezzo e anche le confezioni famiglia spesso eccessive non piacciono granché». Dopo anni di calo nelle vendite, sia per il caro prezzi sia per l’”effetto euro” sia per le speculazioni nei passaggi che avvengono tra i produttori e il consumatore (più di quattro) e che fanno salire il prezzo anche di 5-10 volte, gli acquisti di frutta e verdura hanno cominiciato a riprendere. Cosa si vende di più? «Mele, banane e agrumi vanno sempre, bene anche insalata e pomodori, mentre alcuni prodotti, come le fragole, molti ortaggi o le angurie hanno una domanda “ballerina”» spiega  Curto Vitaliano, da 30 anni nel settore all’ingrosso e al dettaglio. Le vendite di frutta superano la verdura. Sia al Sud, da sempre grande consumatore anche presso i venditori ambulanti e i mercati rionali, sia al Nord dove nei quartieri più eleganti i fruttivendoli, soprannominati “gioiellieri”, vendono prodotti biologici, frutta esotica, tartufi, primizie e frutta fuori stagione, spesso di importazione, a prezzi esorbitanti.  «Un po’ ovunque ci sono spazi per nuovi negozi – dice Mariani – a patto di offrire prodotti di prima qualità oppure prezzi vantaggiosi». Nel primo caso bisogna prevedere una gamma merceologica molto varia, con acquisti giornalieri nei mercati all’ingrosso e presso i produttori locali che garantiscono freschezza (e maggiori guadagni). È bene inoltre inserire la cosiddetta quarta gamma dei pronti in tavola: verdure pulite, tagliate, pinzimoni e minestroni preparati in un piccolo laboratorio nel retro bottega. Un negozio che si rivolge a un target medio-alto deve invece offrire merce di qualità, consegna a domicilio, servizio curato con addetti capaci di consigliare e pagamenti con bancomat.

di Monica Gadda - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .
L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2007.

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