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Curami l'anima
Ricorso ai terapeuti: migliaia di persone, ogni anno, cercano di risolvere i disturbi dell’anima con l’aiuto di uno specialista. In Italia ci sono circa 40 mila psicologi, quasi novemila nella sola Lombardia, di cui quattromila psicoterapeuti. Più un numero imprecisato di medici psichiatri, gli unici che possono affrontare i disturbi mentali con un approccio farmacologico. Tanti i metodi di cura: ci sono decine di scuole e approcci terapeutici diversi, che nascono da altrettanti studiosi e capiscuola. Vero è che accanto all’approccio di Sigmund Freud, padre della psicoanalisi (quest’anno celebrato a 150 anni dalla nascita), che spesso richiede lunghi anni di scavo in se stessi, si affermano sistemi diversi di cura: terapie brevi, basate sull’analisi dei comportamenti quotidiani e la ricerca di un miglioramento rapido, tramite tecniche e pratiche attuabili in periodi ragionevoli.
Psichiatra, psicologo o psicoterapeuta: sono mestieri con buone possibilità di realizzazione? «E’ un cammino faticoso, che non finisce mai. Oltre all’Università, al tirocinio, alla scuola di specializzazione, bisogna sempre studiare, aggiornarsi e approfondire» spiega Myriam Pastori, 43 anni, psicoterapeuta presso il centro per la Cura delle malattie psicosomatiche e di medicina dello stress a Monza. «Alla base ci dev’essere l’interesse per la persona, sana o malata, e l’attenzione a quello che ci dice la malattia di chi abbiamo davanti, alle vere cause del disagio e del sintomo» aggiunge Pastori. «Per fare lo psicoterapeuta ci vuole una particolare predisposizione. Ci sono cose che la scuola non t’insegna. E’ un istinto, qualcosa che ha a che fare con la passione e l’accoglienza totale dell’altro. Ma serve anche una buona preparazione: stare otto ore al giorno a contatto di chi sta male, senza ammalarsi, non è facile. Bisogna diventare una specie di stomaco, che digerisce per conto di qualcun altro, che ha perso l’uso del suo».
Farsi curare costa. Quello delle parcelle è un punto che spaventa i pazienti e alletta gli aspiranti terapeuti. L’Ordine degli Psicologi stabilisce però un tariffario con importi che partono da 35 fino a 135 euro per una seduta di consulenza individuale. Ma i terapeuti à la page chiedono compensi da urlo, considerando poi la frequenza di sedute che impongono certe terapie. «Cifre sensate vanno da 60 a 120 euro a seduta» spiega Marco Zamperetti, psichiatra e psicoterapeuta a Milano. «In questo settore non c’è disciplina. Ci sono approfittatori che fanno leva sulla fragilità delle persone». Insomma ci vorrebbero sia grande cautela da parte del paziente, che però magari non è in grado di valutare lucidamente, sia un’etica nel terapeuta.
Ma come si sceglie l’analista ideale? «E’ una sorta di innamoramento. Noi proponiamo una seduta gratuita, per conoscersi. Poi il cliente chiede di essere curato e il terapeuta decide se prenderlo in carico». Pericoli di attrazione fisica fra persone di sesso opposto? «Gli psicoterapeuti hanno una deontologia molto rigida. Devono avere una professionalità inappuntabile. L’Ordine degli Psicologi ha stabilito un codice etico che tutti sono tenuti a rispettare. Altra regola da ricordare: il terapeuta è tenuto al segreto professionale totale».
Ma come si inizia? Dopo l’università, mentre si sta completando la formazione postlaurea, si può cominciare a lavorare come psicologo: somministrare test, collaborare con le aziende, fare l’educatore. «Poi però bisogna studiare le necessità del territorio e proporre servizi e interventi, anche gratis all’inizio, a Enti, scuole, centri. La retribuzione che si ottiene con queste collaborazioni è variabile. Solo dopo 15 anni di lavoro si raggiunge una certa stabilità economica». Forse per evitare esborsi eccessivi, o per la paura di essere giudicati, diversi sono spinti a offrire consulenza on line. «Sono molti quelli che si rivolgono ai giornali e ai servizi di consulenza telefonica e on line, su Internet. Lo psicologo del nostro Numero Verde, disponibile una volta la settimana, riceve oltre 25 chiamate in due ore» spiegano a Viver Sani e Belli. Non a caso la consulenza telefonica gratuita o la risposta a quesiti on line, in siti come www.psicologi-italiani.it e www.psiconline.it, è una strada sempre più battuta per farsi conoscere. Sostiene Laura Rivolta, psicoterapaueta e sessuologa: «I guadagni veri arrivano dalle consulenze con Enti e servizi pubblici. Diversi i percorsi: si può presentare domanda ai Comuni per collaborare con i servizi delle aree minori. E in questo caso un’ora di consulenza viene retribuita, in media, 30 euro. Altra strada è la collaborazione con Asl, consultori e centri psicosociali. Oppure, dopo l’ammissione all’Albo dei consulenti penitenziari, si può lavorare anche per carceri e case circondariali. Il tutto mentre, pian piano, ci si forma una rete di pazienti privati».
Ma tra gli esperti c’è chi consiglia di iniziare l’attività affiancandosi a uno studio già avviato. «Così si acquista credibilità e si avvia il passaparola. Si parte con due, tre pazienti. Con una dozzina di persone al mese e una media di tre sedute la settimana per ciascuna, si arriva a percepire 500-1.000 euro» calcola Gabriele Traverso, psicoterapeuta e titolare del centro Mind & Body di Alassio (SV). «Servono almeno cinque anni per avere un reddito onorevole. Per integrare i guadagni, è bene affiancare un’attività di formazione e informazione. Per un’ora come formatore, si può ottenere da 67 a 84 euro, presso gli Enti pubblici, dagli 80 fino ai 500 euro dai privati. Il gettone di presenza a una conferenza, dopo il periodo in cui si lavora gratis per farsi conoscere, arriva fino a due-tremila euro».
Per i casi non gravi di malessere o disagio, si fanno strada figure di coach, formatori, educatori, counsellor… Gente spesso qualificata con altra base di studio, non necessariamente psicoterapeuti, psicologi o medici, ma in grado di insegnare un metodo per raggiungere il benessere e dare alle persone strumenti di miglioramento personale. E’ il caso di Annamaria Giancastera, 40 anni, dottore in Scienze motorie e in scienze psicologiche dell’intervento clinico, a mezza strada per una seconda laurea in Psicologia. Ha scritto un libro, Filosofia del benessere (Eleven, 10 euro), dove parla del suo approccio alla vita, allo sport e all’alimentazione. «Ho creato un servizio di consulenza, che si basa su colloqui, con test iniziale, dove consiglio i clienti su come fare attività, alimentarsi e raggiungere il proprio equilibrio psicofisico. Poi do la mia disponibilità telefonica in certe fasce orarie. Ogni intervento dura circa un mese. Il cliente spende 100-120 euro». Giancastera ha iniziato da sette mesi quest’attività e attorno a lei, ogni mese, girano 10-15 clienti. Lei è ottimista, crede nel pensiero positivo e nel futuro della sua attività. Intanto, però, continua e insegnare educazione fisica.

E tu perché ci vai?
Il 38% va dallo specialista per guarire da un disturbo specifico
il 25% per affrontare un malessere
l'11% per avere un supporto nella gestione dei problemi quotidiani
il 9% per una crescita personale
Fonte: Eurispes

3 specializzazioni: come si fa
> Psicologo. Per diventare psicologo, serve la laurea in Psicologia (Laurea Specialistica tre anni, più due di specializzaione), un anno di tirocinio, il superamento di un Esame di Stato e l’iscrizione all’albo degli Psicologi della propria regione. Con la laurea in Psicologia è possibile affrontare attività di consulenza, supporto e insegnamento.
> Psichiatra. Per diventare psichiatra è necessaria una laurea in Medicina e Chirurgia (sei anni). A questo punto è possibile condurre una terapia, combinando l’uso dei farmaci ad altri interventi. E’ chiaro che per individuare un approccio opportuno, spesso gli psichiatri seguono corsi di approfondimento e scuole di specializzazione.
> Psicoterapeuta. Psicoterapeuta si diventa dopo una laurea in Psicologia o in Medicina e un corso di specializzazione quadriennale, in Scuole postlaurea presso le Università o in Scuole private autorizzate dal Ministero dell’Università e della ricerca scientifica. Le scuole costano dai 3 mila ai 6mila euro l’anno.
INFO: L’Ordine nazionale degli Psicologi organizza corsi di aggiornamento, prevede polizze per la tutela sanitari e il rischio di professionalità. tel. 06 44292351, www.psy.it

«Io curo il mal d’ufficio»
Come trovare nuovi sbocchi d’impresa. Raffaella Nauti, ha 39 anni e due lauree. Quella in Psicologia è la seconda. Ha iniziato nella gestione delle risorse umane, in azienda. E’ passata alla psicologia per passione e sta completando la specializzazione per diventare psicoterapeuta. Intanto, con un paio di colleghi, ha avviato lo Studio Work, che offre consulenza psicologica soprattutto per i disagi al lavoro. Organizzano conferenze e hanno aperto uno sportello di ascolto sul “mal d’ufficio”.Attorno allo studio, gravitano una cinquantina di clienti. «Una seduta standard dura 50 minuti e costa al massimo 45 euro, ma alcuni approcci prevedono sedute di 15 minuti e tariffe minime» spiega Nauti.
INFO: cel. 329 2973809.

Da leggere
Corinne Mayer, autrice di Buongiorno pigrizia, dopo avere raccontato come lavorare meno possibile con profitto, oggi applica l’ironia al suo mestiere, quello di psicoanalista. In Buongiorno lettino Come sopravvivere all’analisi ridendo, Bompiani, 9,90 euro

Caffè Freud
La psicoterapia scende dal lettino e va al caffè. Tra le idee da copiare, quella del Druid’s Den Irish Pub di Roma, in via San Martino ai Monti 28 (tel. 06.48904781 www.caffefreud.it): ogni giovedì sera si organizza il caffè Freud. Le persone si incontrano per parlare di sé. Stesso principio, con un brivido sexy in più, muove Hélène Lechevalier, che a Parigi organizza incontri nei caffè per parlare di amore, sesso e problemi relazione, nel più completo anonimato.
INFO: www.helenelechevalier.com
Tra le idee da copiare in Italia, quella del Druid’s Den Irish Pub di Roma, in via S. Martino ai Monti, 28 (tel. 06 48904781, www.caffefreud.it): ogni giovedì sera si organizza il caffè Freud. Le persone si incontrano per parlare di sé.

di Silvia Messa ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). Millionaire marzo 2006

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