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«Siate folli, puntate all'impossibile»
Oggi voglio raccontarvi tre aneddoti (episodi) della mia vita. Ecco tutto. Non grandi cose. Solo tre storie. La prima storia verte sulla tematica dell’”unire i puntini”.
In gioventù ho lasciato l’università dopo sei mesi, ciò nonostante ho continuato a seguire i corsi per un altro anno e mezzo poi me ne sono andato definitivamente. Ma perché l'ho fatto? è iniziato tutto prima che nascessi. La mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria nubile e quando rimase incinta decise di darmi in adozione. Voleva a tutti i costi che io fossi adottato da una coppia di persone laureate, e si adoperò affinché le cose fossero organizzate per farmi adottare sin dalla nascita da un avvocato e da sua moglie. Sfortunatamente quando nacqui, questa coppia cambiò idea all'ultimo momento e decise che voleva adottare una femmina. Di conseguenza, i miei futuri genitori adottivi, che erano al secondo posto nella lista d'attesa, ricevettero una telefonata nel bel mezzo della notte che li informava: «C'è un bambino, un maschietto, inatteso. Lo volete?». Loro risposero: «Certo!». In seguito la mia mamma biologica scoprì che questa coppia non era laureata: la donna non aveva terminato il college e l'uomo non si era neppure diplomato al liceo. Pertanto la mia mamma biologica si rifiutò di firmare le ultime carte relative all'adozione. Cambiò idea alcuni mesi dopo,  quando i miei genitori adottivi promisero che un giorno io sarei andato al college. E 17 anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso quanto Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori furono investiti per pagarmi le rette. Dopo sei mesi non riuscivo a trovare il reale valore di tutto ciò. Non sapevo minimamente ciò che avrei voluto fare della mia vita e non immaginavo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Ma io stavo dilapidando tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta una vita. Così decisi di mollare e di continuare ad avere fiducia, tutto sarebbe andato bene lo stesso.

di Steve Jobs (traduzione di Lorenzo Roca) Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2007.

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