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Stasera mi faccio una bionda
Birra aromatizzata alla castagna. Oppure al miele, ai mirtilli, alle pesche, con mosto d’uva... Sono le sperimentazioni artigianali che animano la “homebrewing”, cioè la passione per la birra fatta in casa. Un hobby molto diffuso negli Stati Uniti, in Belgio e in Svezia e più che conosciuto anche da noi – secondo qualcuno in Italia ci sono tremila birrai in erba, ma pare siano molti di più. La birra ormai si degusta anche nei ristoranti chic, come nel milanese Il luogo di Aimo e Nadia (che la accompagna agli spaghetti piccanti con cipollotti e peperoncini) e nel brindisino Al fornello da Ricci (in cui si beve abbinata alle incanalate di semola). Secondo Assobirra (www.assobirra.it) infatti, la bevanda a base d’orzo è amata anche dalle donne del Belpaese e il suo consumo fuori casa eguaglia quello del vino. Non solo: si moltiplicano i locali che servono quella artigianale, cioè non pastorizzata (non riscaldata a 60 °C per eliminare eventuali microrganismi) e spesso nemmeno filtrata, senza conservanti e con una data di scadenza breve (circa uno-due mesi), che può subire modificazioni nel gusto se trasportata. «In Italia fino a pochi anni fa si considerava la birra come una bevanda poco nobile, ma oggi la percezione sta cambiando. È vero che da noi non esiste una grande tradizione per questa bevanda, ma proprio per questo gli italiani si sentono liberi di sperimentare nuovi gusti e usano la loro creatività e la loro sensibilità gastronomica per inventarsi ricette, raggiungendo risultati molto alti anche a livello internazionale» afferma Lorenzo Dabove, esperto di birra e direttore culturale di Unionbirrai (www.unionbirrai.it). Ma perché produrla da sé, quando è possibile acquistarla ovunque? «Innanzitutto perché la birra artigianale, essendo fresca, è migliore nel gusto di quella industriale. E poi perché è possibile prepararla proprio come si fa con una torta: aggiungendo o eliminando ingredienti a seconda del gusto personale» risponde Dabove.

di Maria Spezia - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .
L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2007.

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