Era disoccupata e viveva con i fondi statali. Gli editori rifiutavano i suoi manoscritti, ma lei non si perdeva d'animo. Oggi Joanne Rowling ha un patrimonio pari a 840 milioni di euro ed è più ricca della Regina Elisabetta. Storia esemplare, quella della "mamma" di Harry Potter. Ma non unica. Sono almeno una decina gli autori che hanno costruito, sulla loro scrittura, una fortuna planetaria (romanzi, film, merchandising...). Stephen King, John Grisham, Ken Follett, Patricia Cornwell, Wilbur Smith, Dan Brown... In Italia abbiamo tre casi esemplari: Andrea Camilleri (arrivato al successo a 70 anni), Giorgio Faletti (tre milioni di copie vendute col suo giallo d'esordio) e Umberto Eco (disse di avere la ricetta per un best seller e lo dimostrò scrivendo Il nome della rosa).
Ma purtroppo, in genere, con la scrittura non si fanno i soldi. Né, il più delle volte, si campa. Pubblicare un libro, per quanto difficile, è possibile. Anche se poi un volume con il proprio nome non trasforma un esordiente in uno scrittore. Noi, Silvia Messa e Lucia Ingrosso, stiamo facendo la nostra gavetta: scriviamo romanzi nel tempo libero e abbiamo trovato editori che credono in noi. Ma vorremmo di più: far decollare i nostri libri. Così abbiamo chiesto consigli agli addetti ai lavori. Sono dritte utilissime per chiunque voglia affermarsi come scrittore. Parola di esordienti.
Federico Moccia, scrittore
Come scrivere un best seller?
«Credendo in quello che si fa, contro tutto e tutti. Il mio primo libro Tre metri sopra il cielo l'ho pubblicato a pagamento, spendendo, quasi 15 anni fa, tre milioni di lire. Così ho gettato le basi per quello che sarebbe successo anni dopo: la ristampa con Feltrinelli, il film, tutte le copie vendute... Ora con Ho voglia di te ho seguito la stessa ricetta: pubblicare qualcosa in cui mi riconoscevo. Lo scrittore deve essere testardo, anche un po' presuntuoso, andare dritto per la sua strada. Mentre scrivo un libro, poi, non penso al film che potrebbe diventare. Ma chi, come me, ama il cinema inevitabilmente finisce per scrivere per immagini...».
Post scriptum
Moccia ha venduto oltre un milione di copie e, col seguito, ha toccato le 400 mila nelle prime due settimane. Si può dialogare con lui sul suo blog sul sito della Feltrinelli (www.feltrinelli.it)
Giuseppe Braga, scrittore esordiente
Servono i corsi di scrittura?
«Ho frequentato, per almeno quattro anni, corsi di scrittura creativa a Milano. Sono utili per capire come funziona il mondo dell'editoria. Procurano incontri e contatti interessanti. Danno la possibilità di confrontarsi con gli altri, leggere le proprie cose. In questo modo si ottengono pareri, consigli, a volte anche critiche. Però non si diventa scrittori grazie ai corsi. Il mio libro d'esordio (Ma tu lo conosci Joyce?, Sironi, X euro) riguarda proprio la mia esperienza fra un corso di scrittura e un altro. Con ironia e qualche consiglio utile. Come ho trovato l'editore? Mandando dei racconti alla rivista Vibrisse (www.vibrissebollettino.net) e facendomi notare dall'editor Giulio Mozzi».
Post scriptum
Esistono molti corsi di scrittura creativa. Giuseppe ha frequentato quello coordinato a Milano da Bruna Miorelli, giornalista culturale di Radio Popolare (13 incontri con esponenti dell'editoria a 300 euro, info: 349 3206832).
La Scuola Holden organizza seminari e corsi, anche on line, con moduli a partire da 240 euro (info: tel. 011 6632812, www.scuolaholden.it). Per conoscere gli indizzi delle principali scuole di scrittura in Italia cliccate su www.librialice.it/writers/law.wri/sscrit.htm
Valeria Bonadonna, una dei fondatori della casa editrice Carte Scoperte e scrittrice
Perché cominciare con un piccolo editore?
«Perché investono nei nuovi autori. Noi scegliamo storie di vario genere, fruibili, leggibili ed evocative, che permettano ai lettori di identificarsi. Serve spessore umano, si deve sentire il cuore dello scrittore. L’autore può avere un piccolo anticipo dall’editore (200-250 euro), poi una percentuale sulle vendite, circa il 5% per gli esordienti. Gli scrittori affermati concordano condizioni migliori».
Post scriptum
Il punto dolente è la promozione. I piccoli editori spesso non hanno budget per la pubblicità. Indispensabile quindi che il libro si faccia notare sullo scaffale con una veste grafica accurata e che l’editore, quando il titolo decolla, cerchi la pubblicazione all’estero. Così ha fatto, in Spagna, Russia e Portogallo, l’editrice di Cerana, Carte Scoperte. Ha cominciato l’attività l’anno scorso e con Requiem per il giovane Borgia di Elena e Michela Martignoni cavalca il momento d’oro per il romanzo storico. In uscita anche due film sui Borgia.
Benedetta Pagni Frette, ufficio estero e diritti di Kowalski editore
Su cosa si basano le case editrici per valutare i manoscritti?
«Io mi baso molto sulle sensazioni. Dopo anni di letture, riesco quasi subito a "sentire" il testo e quindi a valutarne la forza narrativa. Il mio grande maestro Mario Spagnol diceva che per trovare un bestseller la fortuna conta al 70%... Per aumentare le sue chance, a un esordiente consiglio di mandare la proposta corredata da una breve sintesi del testo, più notizie sull'autore. Non mandare fiumi di pagine, perché tutte le case editrici ne sono sommerse».
Post scriptum
Informazioni, indirizzi, spunti ed esperienze per chi cerca editori, sul sito www.rifugio.freeweb.org. Da leggere L’agenda dello scrittore. Tutto quello che uno scrittore deve sapere sul mondo del libro, di Giorgio Maremmi, ed. Firenze Atheneum, 10 euro e Le professioni della scrittura. Come trasformare una passione in un lavoro di successo, di Elisabetta Bucciarelli, Il Sole 24 Ore, 12,39 euro.
Raffaele Cardone, consulente editoriale: dirige il Festival della mente di Sarzana
Che cosa fa l’ufficio stampa per il successo di un libro?
«Ha un ruolo fondamentale. Deve attivare canali e conoscenze dell’autore. Poi raccontare chi scrive più che i contenuti del libro. E’ l’autore la leva per guadagnare la visibilità. E’ il caso di Alessandro Piperno: la presentazione di Antonio D’Orrico, critico del Corriere, ha fatto di lui un personaggio e spinto alla lettura del suo romanzo d’esordio, Con le peggiori intenzioni (Mondadori). L’ufficio stampa deve contattare anche tutti i media, con comunicati, telefonate, incontri con giornalisti. I blog su internet innescano il passaparola. Poi val la pena di investire sulle biblioteche di pubblica lettura, dove la gente chiede consigli. Anche i festival letterari sono un’ottima vetrina».
Post scriptum
Gli incontri pubblici con l’autore vanno concepiti con una regia: faretto sullo scrittore, scaletta degli interventi. Evitare un’intervista banale e introduzioni chilometriche del presentatore. Prevedere letture brevi, con calore, senza enfasi. Abbinare eventi che abbiano un legame logico stretto, coerente e tematico con l’autore o il suo libro. Scegliere bene la location, data e ora: la sovrapposizione con altri incontri.
Ernesto Ferrero, Direttore Editoriale Fiera Internazionale Libro Torino
Perché un aspirante scrittore dovrebbe visitare una fiera dell'editoria?
« Non c'è mai stato tanto spazio per gli emergenti come oggi. La caccia ai "nuovi" è diventata quasi spasmodica, basta avere un po’ di talento e di buona tecnica e si arriva alla pubblicazione. La Fiera rappresenta un’occasione per farsi conoscere dal grande pubblico.
E che cosa rende un libro un bestseller?
«Il vero bestseller è quello che soddisfa esigenze ancora inconsce, risponde a domande diffuse sui grandi temi della vita e della morte, a un bisogno di identificazione. Oppure è una macchina costruita abilmente a freddo, come accade negli Stati Uniti, dove il marketing opera con professionalità. Invece da noi per noi troppo tempo l’idea di raccontare storie che "prendono" il lettore è stata considerata una volgarità. Il letterato italiano adesso, finalmente, ha capito la lezione».
Post Scriptum
La Fiera Internazionale di Torino è la più grande libreria d’Italia. Accanto ai grandi editori italiani, i piccoli e medi sono la maggioranza degli espositori. Sede e date: Lingotto Fiere, Torino, 4-8 maggio 2006, 7 euro. Info: tel. 011 5184268, www.fieralibro.it
Alberto Gelsumini, consulente Mondadori nella redazione varia e saggistica
Quanto conta la confezione (quarta di copertina, titolo, aletta...)?
«Questi sono elementi fondamentali, che impegnano a lungo. Il titolo e il sommario devono far capire che cos'è il libro ed essere freschi, farsi ricordare. Nella scelta, ci si basa su quello che ha venduto in passato. Fra i nostri titoli è piaciuto Il libro blu delle coccole. Capito che la parola "coccole" funzionava, è stata usata ancora. A volte si prende una frase del libro, che lo rappresenti. Un esempio: Chi mi credo di essere, per la biografia di Maurizio Costanzo. In quarta di copertina (il retro del libro) si tende a mettere un virgolettato che colpisca. Per i libri stranieri funzionano le recensioni di riviste prestigiose. Per i libri di comici, le battute più riuscite. Nell'aletta (parte interna della sovraccoperta) si riassume il contenuto, spesso grazie a molti virgolettati».
Post scriptum
E’ l’editor che revisiona il testo e decide elementi quali titolo, sommario, quarta di copertina... Fra gli organizzatori di corsi ad hoc si segnalano la casa editrice Minimum Fax (tre giorni, a 275 euro, a Roma; info: tel. 06 3336545, www.minimumfax.com), l’agenzia letteraria Il segnalibro (6 giornate a 700 euro circa, date e località varie; info: tel. 06 35400912, www.ilsegnalibro.it) e la scuola di scrittura Omero (percorso editoria, su tre livelli, ogni tranche costa 250 euro, a Roma; info: tel. 06 5809990, www.omero.it)
Isabel Allende, scrittrice
Il vero segreto per avere successo?
«La scrittura è come l’atletica: bisogna allenarsi ogni giorno. Non basta l’ispirazione. Serve grande lavoro. Meglio scrivere su quello che si conosce, per piacere e amore della scrittura e del raccontare. Non per la gloria, perché è molto difficile avere successo. Tutti scrivono e pochi pubblicano. Il mio segreto? La fortuna e buoni editori. E un agente, senza il quale non si ottiene nulla dagli editori».
Post scriptum: Isabel Allende è cilena, ha venduto 40 milioni di libri, tradotti in 27 lingue. In Italia ha pubblicato con Feltrinelli 15 titoli.
Piergiorgio Lupoli, presidente dell’associazione Tarantonostra.com
Autoproduzione e pubblicazione fai-da-te:quando conviene?
«Realizzare in proprio un libro, dall'impaginazione alla stampa, richiede un investimento iniziale, ma non limita i guadagni alla misera percentuale del diritto d'autore (fra il 5 e il 10%). Noi abbiamo realizzato, per scopi benefici, l'antologia Pallafatù, racconti sul calcio tarantino. La distribuzione, inizialmente limitata a una sola città, non era problematica e della promozione ci siamo occupati noi (molti degli autori sono giornalisti). Per la pubblicazione, ci siamo appoggiati a un editore che ha fornito il codice Isbn, la possibilità di vendere in libreria (che come associazione non avremmo avuto) e il suo sito Internet per la vendita on line. Abbiamo scelto la stampa tradizionale: è superiore a quella digitale per la rilegatura. Per 500 copie di 180 pagine con copertina plastificata la spesa è stata di 1.700 euro (la digitale sarebbe costata 1.300 circa). Preacquistando un certo numero di volumi abbiamo ammortizzato in partenza l'investimento dell'editore. La prima tiratura è andata esaurita in tre settimane e adesso abbiamo ristampato altre 500 copie. Un consiglio: se si pensa a una ristampa, conservare le lastre, che possono essere riutilizzate consentendo un risparmio».
Post scriptum
Per chi sceglie il fai-da-te la stampa digitale è competitiva, specie su basse tirature, rispetto alla tipografia. La Uni Service di Trento fa preventivi on line e dà supporto anche nel momento della distribuzione (tel. 0461 233233, www.uni-service.it). Stesso servizio di print on demand è offerto da Lampi di stampa (prezzi a partire da 496 euro per 100 copie di un volume da 80 pagine). Info: tel. 02 28315997, www.lampidistampa.it
C’è un premio per te
I libri premiati hanno più visibilità e vendono di più. Esistono centinaia di premi, spesso promossi da realtà locali. In alcuni casi, è prevista una tassa di iscrizione. Tra i più prestigiosi, per opere edite, dove le candidature sono sostenute dagli editori:
Premio Campiello (www.premiocampiello.org);
Premio Chiara (tel. 0332 335525, www.premiochiara.it);
Premio Grinzane Cavour (prevede varie sezioni e categorie, www.grinzane.it);
Premio Strega (www.fondazionebellonci.com);
Premio Bancarella (www.premiobancarella.it);
Premio Scerbanenco (specificio per gialli e noir, assegnato nel corso del Courmayeur Noir Festival, www.noirfest.com)
Trucchi da mettere in pratica
Dove nascono le idee migliori per scrivere un libro? Meglio usare la penna o il computer? E’ vero che la musica di sottofondo ispira? Che cosa mangiano gli autori di bestseller quando scrivono? Tutte le risposte a queste e altre domande pratiche in Trucchi d’autore di Mariano Sabatini (Nutrimenti, 10 euro), una specie di manuale ricco di consigli utili e trucchi pratici su come scrivere un bestseller
di Silvia Messa e Lucia Ingrosso (
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). Millionaire aprile 2006
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