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Squilla la tv

Ore 23:30. La televisione si trasforma. Per le emittenti locali, parte il telepeep-show di provincia, un irresistibile crogiuolo di casi umani, pezzi di corpo, pornografia censurata, opinionisti da bar di periferia, buffoni inconsapevoli, bellezze stradali. E una miriade di numeri telefonici. Obiettivo: spennare quelli cui non basta vedere quattro tette rumene e due culi obesi per raggiungere la pace dei sensi.
Il primo appuntamento è imperdibile: Sexy Bar. E’ sul satellite, su PlayTv, ma tra un canale e l’altro si becca anche con l’antenna normale. Corrado Fumagalli e Sonia Eyes presentano un talk show basato sul sesso, tra battute in bergamasco e telefonate sospiranti. ì Dieci ragazze dal look inconfondibile sorridono, ammiccano, si scoprono e battono le mani. Quando scatta la pubblicità, la parte del leone la fa “Chiamami” il giornale di fotoannunci che sponsorizza la trasmissione.
Alle 23.41, su Canale Italia in un altro talk show si parla di calendari e modelle.  Su La 9, la cartosensitiva Francesca nonsocosa, con top leopardato, risponde anacoluti e banalità a una presunta telespettatrice. A mezzanotte e mezza su Tele7 compaiono due lesbiche in azione, quindi una bionda che si leva un capo d’abbigliamento per ogni telefonata che riceve. E per chiamarla, devi comporre un 899. Su Odeon è il momento di “Playboy Late Night Show”: interviste salaci, strip, sesso a tutto tondo.
All’una di notte,  ancora su La 9, «Tettone, grasse, incinte», declama una voce da doppiatore mentre le immagini sono quelle di un uomo smilzo. All’una e mezza ci sono gli 899 di padrone cattive, gay dotati, godi e taci. E qualche linea araba dedicata ai voyeur extracomunitari. Alle 2 su Telereporter arrivano i nudi di Grand Hotel Casinò. Sul satellite il carosello continua.
La lista di emittenti osè, in onda per tutta la notte, è notevole: in tutto sono una ventina, da Tlc Sat a New Television. Da menzionare Divafutura channel, quello di Riccardo Schicchi, con le pornostar in video a turno per accalappiare spettatori e farli chiamare un 899; ancora Play Tv, con Maurizia Paradiso che va in giro e usa la gente comune per convincere chi sta a casa a chattare attraverso un 899; Roma Sat, che di 899 ne pubblicizza ben dieci alla volta mettendoli tutti insieme sullo schermo.
Ma cosa sono questi fantomatici numeri? Si chiamano servizi audiotex, o servizi telefonici a valore aggiunto. Sono i moderni 144: telefoni erotici, tendenzialmente fuorilegge, potenzialmente truffaldini, sicuramente redditizi.  Come riferisce il sito web della Polizia Postale, «il decreto legge 23 ottobre 1996, n.545, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, ha vietato i servizi audiotex dal contenuto erotico, osceno o pornografico, mentre il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni del 26 maggio 1998 ha incluso tra i servizi possibili l'astrologia, la cartomanzia e i pronostici concernenti il gioco del lotto, enalotto, superenalotto totocalcio, totogol totip e lotterie nazionali». Quindi chiunque faccia sesso al telefono attraverso un 899 è già fuorilegge. Non solo. I numeri che cominciano con 892 e 899 sono detti "non geografici a tariffazione specifica" e vengono regolati dal decreto ministeriale 13 luglio 1995, n.385, dalle norme successive in materia e dalle delibere espresse tra il 2000 e il 2005 dall’Autorità Garante delle Comunicazioni. Se ne evince che sono servizi a carico del chiamante e chi li gestisce ha la possibilità di definire, previa comunicazione e approvazione da parte del Ministero delle Comunicazioni, le tariffe specifiche per l'utente del servizio. Poiché queste tariffe possono variare, chi vende la “chat” telefonica ha l’obbligo di farla durare al massimo 6-8 minuti e di comunicare il costo della chiamata a chi telefona, prima dell’inizio del servizio tariffato. Inoltre la pubblicità televisiva degli 899 deve per legge riportare già in video una sintesi delle tariffe applicate.
Questo sulla carta. Nella realtà funziona ben diversamente. Innanzitutto chiamando due o tre numeri a caso tra quelli visti in tv si nota che a introdurre al servizio è sempre una voce che dice il nome di una società fantasma (spesso con base all’estero) che gestisce il prodotto e lo presenta come “intrattenimento culturale”. Di solito si pagano due-tre euro al minuto. Per cosa? Per essere trasferiti a una tizia che ti dice che hai una bella voce, sospira un po’, ti chiede cosa vuoi che faccia. Oppure per sentire una registrazione di una che ti legge (e male) un racconto erotico. Insomma spendi venticinque euro per una pagliacciata.
Su Toscana Channel viene pubblicizzata una chat “per amici” con numero verde. Peccato che ti accolga una serie di gemiti e poi una voce ti dica che il servizio gratuito ha posti esauriti, quindi ti rimanda a un 899. Oppure Diva Futura, il servizio di Schicchi, ha un 899 che non indica la tariffa della chiamata ma ti dà velocissimamente un numero verde da chiamare per sapere quanto stai per spendere: secondo voi quante persone segnano il numero al volo, chiudono, richiamano, si informano, poi chiudono e solo allora  richiamano il primo numero? O ancora la famosa diretta di alcuni programmi che offrono strip a ogni chiamata: quando telefoni al 899 ti mettono in attesa e vai avanti minuti pagando fior fior di quattrini senza sentire altro che una musichetta. Alla faccia della trasparenza, poi, i prezzi sono scritti in caratteri microbici e spesso anche sfocati.
Ci sono insomma centinaia di furbacchioni che guadagnano milioni di euro prendendo la gente per la bava. Mettere in piedi un 899 non costa molto. A seconda della compagnia telefonica cui ci si rivolge per l’attivazione – e sono a decine – la linea può essere gratuita,  costare poche centinaia di euro una tantum o richiedere un canone mensile. Chi gestisce il servizio deve scegliere se far pagare la telefonata a minuti o interamente alla risposta. Poi deve scegliere quanto far pagare a chi chiama. Il sito della Polizia Postale parla di un range tra i 23 centesimi e 1,31 euro IVA esclusa ma gli 899 che abbiamo provato noi, come già indicato, si spingono quasi fino a tre euro al minuto. Di questa cifra in media il 60-70% finisce al gestore del servizio, il resto a chi fornisce la linea. Poi ci sono gli 0088…, che naturalmente non trasferiscono la chiamata in Puglia (gli zeri sono due) la girano a una connessione satellitare che costa molto di più tanto all’utente quanto al gestore. L’unico vantaggio, per chi succhia denaro agli ingenui, è che i numeri satellitari funzionano da rete fissa anche se gli abbonati hanno chiesto la disattivazione dei numeri a pagamento tipo 899 e 892.
Oltre la linea, le spese per chi fa business in questo modo sono pubblicità televisiva e telefoniste. Umberto Grimaldi, regista hard milanese, racconta: «Le tv private pagano 100-200 euro per ogni filmato da usare per gli 899. Di solito vendo spezzoni di video già girati, perché altrimenti andrei in perdita, considerando la paga delle “attrici”. Le tv pigliano i filmatini da cinque-dieci minuti e offrono il pacchetto completo al cliente». Oliver Buzz, produttore audiovideo lombardo, realizza invece ex novo le sue clip, direttamente per i gestori di 899. «Le attrici, in massima parte straniere, costano 100-500 euro l’una, e io devo vendere i filmati con un ricarico di qualche centinaio di euro per il mio guadagno». Poi ci sono gli spazi pubblicitari, che sulle tv locali o satellitari costano in media una ventina di euro al minuto, forfettizzabili in base al consumo mensile. E poi i call center, perché chi geme al telefono non è la bionda discinta del filmato ma una casalinga squattrinata che risponde agli annunci “cercasi telefoniste”. Paga oraria media: 15 euro di giorno, 20 euro di notte. Oppure un tot al minuto, a seconda di quanto riescono a trattenere al telefono i malcapitati.
Come guadagnare di più? Usando un call center per tanti 899 alla volta. Facciamo un calcolo ipotetico. Stiamo stretti e immaginiamo dieci 899 puntati sullo stesso centro chiamate, presso il quale lavorano nel complesso sei telefoniste, giorno e notte. A spanne, potremmo dire che  con soli dieci clienti al giorno per linea, il guadagno netto mensile si aggira per i gestori sui cinquantamila euro.
A volte, però, questa montagna di denaro rischia di essere soltanto la punta dell’iceberg. Secondo gli esperti del settore, infatti, in alcuni casi gli 899 nascondono giri che non si fermano alla telefonata erotica. Per questo motivo chi lavora seriamente nel mondo dell’hard tende a tirarsi fuori dal bailamme della telefonia. Abbiamo inseguito attori, registi, produttori: alcuni non rispondono alle domande, altri dicono che non ne sanno niente. Basti il parere di uno dei guru del porno nostrano: Giuseppe Sbarra, l’uomo che ha aperto il primo sexy shop in Italia, più di trent’anni fa, e tuttora gestisce fiere, produzioni e negozi a Milano: «Non sono così stupido da rovinarmi la vita e la carriera con la prostituzione».

Bollette calde
Ecco come non sborsare cifre da capogiro
1. Chiedere alla propria compagnia telefonica di rete fissa di disabilitare (gratuitamente) le chiamate uscenti verso numeri a valore aggiunto (899, 892, 166 eccetera)
2. Effettuare la stessa richiesta anche per i prefissi internazionali della cosiddetta zona 7, quella dei satellitari 088…
3. Chiedere la disabilitazione può interessare anche a chi vive da solo o con persone che non chiamerebbero mai un telefono erotico: esistono aziende  che producono piccoli software, detti “dialer”, che se scaricati inavvertitamente e installati sul computer possono tentare di collegare il modem a una banca dati hard proprio attraverso un 899 o un telefono satellitare, anche senza l’intervento diretto dell’utente. Poiché non si tratta di virus ma di programmini che sfruttano i buchi dei software usati per navigare su Internet, è possibile che un normale antivirus non li blocchi. Occorre tenere sempre aggiornati i software del proprio computer e possibilmente sfruttare connessioni veloci (ADSL o fibra ottica) che non richiedano il collegamento della normale linea telefonica al modem.

Il sesso tira, on  e off line
Chi naviga su Internet con una certa dimestichezza può trovare senza sforzo pornografia di ogni tipo del tutto gratuitamente. Ma anche per gli internauti un 899 può avere un certo fascino, se serve per parlare direttamente con una ragazza reale, già vista, conosciuta, contattata. E sorpattutto desiderata. E’ il caso – cubitale – di www.ragazzeinvendita.com, un sito senza peli sulla lingua che conta circa duemila ragazze disponibili e poco meno di centomila iscritti. Come funziona? Basta registrarsi e accedere al database di fanciulle di ogni età e da tutt’Italia. Carta di credito alla mano, è possibile avere sessioni di videoconferenza privata, e-mail, cellulari, immagini e addirittura capi d’abbigliamento intimo usati. Chiamando un 899 è poi possibile conversare con la ragazza prescelta. Per molte, anche giovanissime, è un secondo lavoro. Naturalmente nessuno può giurare che una volta che il contatto è stato “venduto”, qualche signorina non tenti di guadagnare di più…

di Alessandro Calderoni ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). Millionaire gennaio 2006


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