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Vado a vivere in tribų (e trovo me stesso) |
C’è in Sudafrica una baia bellissima, disseminata di capanne che di sera si trasformano in un presepe arcaico, con le torce appese alle pareti esterne. Si chiama Coffee Bay, è l’estremo lembo meridionale dell’Africa, una delle aree più povere di risorse ma tra le più ricche di bellezze incontaminate. Qui vivono gli Xhosa, l’ultima tribù esistente in Sudafrica. Qui, arrivano ogni anno, tanti giovani europei, tra i 20 e i 30 anni, che non hanno voglia di vivere chiusi in un ufficio e decidono di mettersi in gioco, lasciando sicurezze, famiglie e rapporti umani pre-confezionati. Vengono dalla Germania, dall’Inghilterra, dai Paesi Bassi. Pochissimi gli italiani, ma tra loro c’è anche una ragazza che Millionaire ha incontrato. Fabiana Viero ha 29 anni e arriva da Molvena, in provincia di Vicenza. Produceva tute da motociclista nel laboratorio di una zia. Un carattere ribelle e la voglia di libertà l’hanno portata nel 2000 a trasferirsi a Londra, poi in Sudafrica, dove ha scoperto Coffee Bay. E si è subito sentita a casa. Altro giovane, stessa storia: Michiel Schoonderwoerd, ha 22anni, è di Utrecht (Paesi Bassi), studiava per diventare fisioterapista. Qualche mese fa ha deciso di mollare tutto e partire. Voleva immergersi in una cultura completamente diversa da quella d’origine. Dal 16 febbraio vive a Coffee Bay, a stretto contatto con gli indigeni. A dare ospitalità e lavoro ai giovani “emigranti” sono i due ostelli che si trovano nel villaggio della tribù, meta di un popolo di viaggiatori indipendenti, che gira il mondo con zaino e sacco a pelo alla ricerca di emozioni e natura. Michiel lavora come barista al Bomvu Backpackers, Fabiana al Coffee Shack: gestisce il bar e accompagna gli escursionisti nei luoghi più belli della zona. Tra i due ostelli e la comunità Xhosa c’è una forte relazione. Gli ostelli sono fisicamente nel villaggio, chiunque lo desideri può dormire in tribù.
di Tiziana Tripepi
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di maggio 2008.
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