Falegnami, ma anche ebanisti, restauratori, decoratori, tappezzieri e arredatori. Tutta la filiera del legno offre grandi possibilità di occupazione, con soddisfazioni economiche e opportunità di realizzare aspirazioni artistiche. Sì, perché chi pensa ai moderni lavoratori del legno come a umili Mastro Geppetto è decisamente fuori strada. L’evoluzione delle tecnologie, la scoperta di nuove nicchie, e la continua richiesta del mercato rendono questo comparto più remunerativo e accattivante di quanto si possa immaginare. Partiamo dalle cifre: quello del legno è il secondo settore italiano per numero di imprese (15% delle imprese manifatturiere). I falegnami occupano il terzo posto fra le professioni di difficile reperimento dopo parrucchieri-estetisti e idraulici (fonte Ministero del Lavoro e Unioncamere). In altre parole, il 73% dei posti da falegname disponibili non vengono occupati. «Purtroppo si crede ancora che si tratti di un lavoro fisico da svolgere in un ambiente polveroso e insalubre. In realtà oggi ci sono nuovi materiali, nuove tecniche di lavorazione e anche le imprese più piccole sono altamente tecnologizzate» esordisce Angelo Fantin, presidente di Confartigianato Legno Arredo. «Così chi ha una vocazione artistica potrebbe trovare spazio in questo settore. Attualmente c’è grande richiesta di lavori di decorazione, restauro, stuccatura». Certo il mestiere richiede un alto grado di specializzazione e la gavetta è lunga. Non ci si improvvisa falegnami o restauratori. «Ho iniziato ad andare a bottega quando avevo 15 anni. Poi ho frequentato un corso biennale in una scuola di restauro, ma il mestiere l’ho imparato con la pratica» dice Franco Vigorito, 33 anni, titolare con Luca Cagnola di Vecchi tempi, laboratorio di restauro e rivendita di mobili antichi a Milano. «Oggi, invece, si frequentano corsi, anche costosi, che pretendono di insegnarti tutto. Così, finito il corso, i ragazzi si aspettano di essere trattati da restauratori, ma per i restauratori che dovrebbero dar loro lavoro sono soltanto apprendisti senza esperienza».
di Giuliano Pavone -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di luglio-agosto 2008.
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