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Saragozza slow
Settembre è il mese migliore per andare a Saragozza. Sta per concludersi l’Expo, la manifestazione che ha dato alla città spagnola un glamour avveniristico. Ed è il mese clou per le celebrazioni della Settimana santa. Saragozza ha un’anima raffinata, che mescola antichi resti romani, moreschi e barocchi con una vita notturna giocata sulla passione della musica e sul design dei locali alla moda. Il fiume Ebro, il più largo di Spagna, scorre alla destra di Saragozza e accompagna la vita della città. L’incanto di Saragozza prosegue anche al di fuori delle mura cittadine: a nord le piste da sci distano solo un’ora mezza di auto, a sud il paesaggio offre ambienti naturali che sfumano dalle foreste alle zone desertiche. «Mi sono trasferito in Spagna 20 anni fa: tutto era molto diverso ma trovare impiego non era difficile, al punto che nel giro di una settimana avevo già un’occupazione. Oggi la situazione è diversa, ma per chi ha un titolo di studio e voglia di darsi da fare c’è ancora spazio: qui si respira un fervore imprenditoriale molto frizzante, sconosciuto in Italia» esordisce Massimo Marchetti, viceconsole italiano a Saragozza e fondatore dell’agenzia di comunicazione C2Comunicación (www.c2comunicacion.com).
Sono molti gli italiani che vivono a Saragozza?
«I nostri connazionali sono abbastanza numerosi nella zona: godono di fiducia, si inseriscono con facilità e l’atteggiamento della gente è molto aperto. Numerose le chance: la Spagna ha un Pil maggiore di quello italiano e la flessione economica attuale non ha ancora toccato Saragozza, attivissima dal punto di vista logistico e industriale. Da notare poi che questa regione, in pochi anni diventata importante quanto Valencia e Siviglia, continua ad attirare molti investimenti, anche internazionali».
Perché visitare Saragozza?
«È ricca di storia: l’impero spagnolo è nato qui e le orme delle dominazioni passate, ancora imponenti, ci ricordano il ruolo di prima grandezza che il posto ha rivestito nella Spagna d’altri tempi. La visita è molto piacevole perché Saragozza è compatta e ancora regolata da ritmi lenti, e i tanti lavori compiuti in vista dell’Expo hanno trasformato quella che fino a ieri era solo una città di passaggio in una nuova meta turistica. I monumenti da non perdere? Innanzitutto la basilica del Pilar, tra le più famose di tutta la Spagna e di proporzioni gigantesche, con 11 cupole, 4 campanili, 130 metri di lunghezza e 67 di larghezza.

di Maria Spezia - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di settembre 2008.

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