Mestiere antichissimo tra i più richiesti del 2008. Artigiani over 50 cercano disperatamente qualcuno cui insegnare i propri segreti, che li aiuti a far fronte alle richieste della clientela, disposta a pagare profumatamente un “fatto a mano”. I giovani disdegnano il mestiere del sarto, vogliono lavorare nella moda. Ma molti stilisti hanno cominciato spazzando la bottega di un maestro. Una ricerca dell’istituto Piepoli, per conto dell’Unione artigiani della provincia di Milano, segnala che i giovani pensano che in Italia non si cucia più. Oltre la metà degli intervistati non percepisce quella del sarto come una professione appetibile. Di tutt’altra opinione la stampa straniera, che elogia la creatività sartoriale italiana. Se la crisi falcidia i negozietti, le botteghe dei sarti di qualità campano alla grande. Un sarto finito accentra su di sé la funzione del figurinista, che disegna l’abito, del modellista, che lo sviluppa secondo le taglie o il fisico del cliente, del tagliatore, che applica il modello alla stoffa e la taglia. E si occupa della confezione, con le imbastiture, le prove, le cuciture e le rifiniture: bottoni, occhielli, ricami... Qualcuno lavora da solo, molti assumono dipendenti per le fasi esecutive. Poco personale, clientela affezionata, volumi di lavoro regolari assicurano buoni guadagni. E, in qualche caso, autentici exploit e virate verso la notorietà. «Quella del sarto è una riscoperta importante. Una risposta alla globalizzazione, agli abiti in serie» afferma Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della moda italiana, l’associazione che promuove lo sviluppo della moda nel nostro Paese. «Il sarto fa capi unici, il suo cliente lo sa ed è disposto a pagare. Nonostante la diffusione del prêt-à-porter, il sarto non si è mai estinto. E oggi torna a farsi notare, nel suo ruolo da solista». Concorda Luigi Gallo, presidente della Camera europea dell’alta sartoria, un’associazione nata a Roma tra imprenditori di botteghe di sartoria, accomunate da scelte di qualità, artigianalità, numero contenuto di dipendenti, promozioni comuni (www.cedaseurope.com).
di Silvia Messa -
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L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2008.
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