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Stressato? Prova con il Tai chi |
Più che uno sport è una ricerca. Fisica e spirituale. E il risultato, per chi lo pratica, è evidente: benessere del corpo e della psiche. Il Tai Chi Chuan è una pratica antichissima, che arriva dalla Cina, e sta alla base di tante discipline di combattimento, come karate, judo e kung fu. È strano pensare che ci sia una stretta parentela tra le arti marziali e questi lenti movimenti, che ricordano una danza. Eppure è così: i gesti armoniosi sono spinte e parate, colpi e protezioni. Ma la lotta non c’è. O meglio, non si vede. Avviene dentro chi pratica il Tai Chi, ogni giorno, e dentro ognuno di noi, attraverso la contrapposizione tra le energie opposte e complementari, il maschile e il femminile, lo yin e il yan, che vanno integrate l’una nell’altra. L’equilibrio energetico è l’obiettivo del Tao, la filosofia orientale su cui si fonda il Tai Chi Chuan. «T’ai Chi significa “principio primo”, Chuan “arte marziale interna”. Interna perché agisce dentro di noi, sul Chi, l’energia vitale. L’obiettivo non è la prestanza dei muscoli, ma il controllo del pensiero. E la ricerca di equilibrio si ottiene attraverso il movimento e l’interazione di sistemi diversi del nostro corpo. Contrazioni ed espansioni del sistema muscolare, che agiscono sul metabolismo e la psiche» spiega Franco Mescola, insegnante. Dopo un passato da karateka agonista e varie disavventure alle articolazioni, 35 anni fa ha incontrato un maestro cinese, Chang Dsu Yao, e il Tai Chi l’ha conquistato. Nel 1985 ha fondato il Centro ricerche Tai Chi, un’associazione che conta 1.500 aderenti, collabora con la federazione europea e ha sedi a Milano, Napoli e Venezia. Organizza corsi per tutti, compresi quelli che vogliono diventare insegnanti. Ne fanno parte anche una cinquantina di istruttori, di cui solo 10 danno lezioni come attività primaria. Gli altri lo fanno part-time o per passione, presso 50 strutture, tra club, palestre e associazioni.
di Silvia Messa -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2008.
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