«Uscire da situazioni impossibili in modo sorprendente»: in inglese si dice to houdinize, in onore di Harry Houdini, l’illusionista più famoso di tutti i tempi. Manipolare carte e monete, far sparire fazzoletti e apparire conigli è un hobby, ma può diventare anche un modo per sviluppare qualità e talenti insospettati. Quali? «La pazienza in primo luogo: per eseguire in maniera convincente un gioco occorre provarlo e riprovarlo tante volte, per ore. Si impara poi ad avere una mente pronta e sveglia perché, se qualcosa va storto durante un numero, bisogna inventarsi su due piedi una via d’uscita senza che il pubblico si accorga di niente. E poi, in genere, la prestidigitazione aiuta a sviluppare un buon senso critico, perché ci si rende conto di come sia facile ingannare il prossimo con l’uso delle parole e dell’atteggiamento giusto» spiega Massimo Polidoro, scrittore ed esperto in materia . Certo, a far sparire la Statua della Libertà o ad attraversare la Muraglia cinese riesce solo David Copperfield, ma chiunque dotato di passione e manualità può imparare qualche semplice trucco. Spiega Vincenzo Pagliara, 44 anni, neo-appassionato: «Ho impiegato un mese e mezzo per allestire uno spettacolo di un’ora, costituito da una ventina di giochi con monete, carte, corde e foulard. Ho comprato un libro (Corso completo di magia) e ho cominciato a esercitarmi. Prima da solo, davanti allo specchio, per verificare i miei errori. Poi di fronte a mia moglie, per avere un feedback». Ma effettuare alla perfezione un gioco di prestigio non basta. «A contare è la capacità di creare l’atmosfera giusta, anche grazie a luci e musica. La magia è una filosofia che rende speciali anche le piccole cose, crea suggestioni, aiuta a riscoprire il piacere di tornare bambini» prosegue Pagliara. Ma le qualità che sviluppa la prestidigitazione non finiscono qui, né rimangono nell’ambito privato. L’illusionismo, poi, può essere anche una terapia. «Esibirsi davanti a un pubblico aiuta ad affrontare con serenità il giudizio degli altri e superare timidezza e paure. E poi è un incredibile passatempo: quando sono in coda da qualche parte, io tiro fuori una moneta e mi perfeziono nei miei trucchi» conclude Vincenzo Pagliara.
di Lucia Ingrosso -
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L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2008.
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