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Disperata? Arriva il tecnobadante
Gli italiani impazziscono per il Web. Secondo le ultime statistiche Nielsen NetRatings, nel 55,4% delle case c’è un computer. Aumentano le ore trascorse su Internet (più di 17 al mese) e il numero delle persone connesse (30 milioni). Un record se si pensa alle cifre di qualche mese fa. Con il 32% di accessi in più rispetto al 2005. Ma restano ancora le difficoltà. L’11% dei computer non dispone di una connessione a Internet, mentre nel 12% dei casi è connesso, ma l’utente non lo sa usare. L’informatica appare ancora come una scienza esoterica e c’è chi continua a rischiare l’esaurimento nervoso perché non riesce a uscire da un’applicazione, ad aprire una e-mail o a navigare tra i siti preferiti. Che fare per colmare questa tecnolacuna? E’ la domanda che si sono posti tre giovani torinesi, Vincenzo Aguì, Timothy Ormezzano e Silvio Allena, che hanno costituito una società dedicata a quanti si trovano a combattere con le bizze del pc. «L’idea del nostro business è semplice. Hai bisogno di aiuto? Siamo noi che veniamo in tuo soccorso, direttamente a casa tua. E non solo ripariamo eventuali guasti o malfunzionamenti del pc, ma siamo anche disposti a farti un corso accelerato per non incappare più nel medesimo errore. In pratica, siamo tecnobadanti» spiega Timothy Ormezzano a Millionaire. «Abbiamo scelto questo termine, perché la parola “informatico” è ancora troppo specialistica e noi non amiamo i tecnicismi esasperati. Siamo sicuri che d’ora in poi gli informatici a domicilio si chiameranno così».
Come è nata l’idea? «Da sempre cerchiamo di risolvere i problemi col pc di genitori, nonni e amici. Siamo professionisti dell’informatica che a un certo punto hanno pensato di aiutare non solo i conoscenti, ma tutto il popolo dei “disperati” di fronte ai grandi misteri del computer. Ci siamo focalizzati su un progetto imprenditoriale che ha anche una sua peculiare valenza sociale. Il nostro obiettivo è realizzare un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie che, grazie al nostro supporto, potrebbero diventare strumenti di comunicazione più accessibili a tutti». Offrite assistenza a domicilio o telefonica? «Entrambe. Spesso si è “guidati e sedotti” all’acquisto di un prodotto tecnologico e poi abbandonati a se stessi e alle magagne elettroniche. E si ha bisogno di avere vicino, anche fisicamente, una persona che ci risolva ogni tipo di problemi. Oltre all’assistenza a domicilio, forniamo anche quella telefonica (a chi chiama il numero 899 033035), per spiegare all’utente come svolgere una particolare azione o eseguirla per lui tramite vari strumenti di tele-assistenza». Quando siete partiti? «Abbiamo presentato il nostro progetto in occasione della prima edizione di “Giovani e Idee”, un concorso per creativi under 30 promosso dal Comune di Torino nel 2003. Dopo aver valutato a lungo le varie forme associative, di collaborazione e di cooperazione, abbiamo optato per una Srl. In questo modo, siamo stati obbligati a evolverci, organizzandoci in maniera più strutturata e organica». Per intraprendere la vostra attività, quali competenze occorrono? «Ovviamente è importante avere conoscenze approfondite nel campo informatico, ma per gestire una società sono necessarie anche competenze manageriali e di comunicazione. Il nostro team base è composto da tre persone. Vincenzo Aguì ha iniziato, come molti colleghi, con i corsi di formazione e specializzazione prima, e con le certificazioni professionali poi, fino a intraprendere la libera professione di informatico. Silvio Allena, oltre alle conoscenze informatiche, è anche il nostro responsabile della parte tecnica per la zona di Torino, colui cioè che operativamente coordina il team di cinque persone addette agli interventi a domicilio. Infine io, che mi occupo di comunicazione, avendo sempre lavorato nei media e nel giornalismo». Qual è il tipo di assistenza che viene richiesto più di frequente?  «Le casistiche sono davvero tante: alcune più semplici, altre più complesse. Si va dalla fornitura, consegna e installazione di materiale di consumo (cartucce e ricambi), alla risoluzione di problematiche hardware per una periferica (mouse, tastiera, stampante), alle richieste più classiche come la rimozione di virus o la configurazione della connessione a Internet. Sempre più apprezzati sono i corsi di formazione individuali». Chi è il cliente-tipo?  «Si va dal principiante negato-totale che prova a spostare il puntatore (la freccina, per intendersi) appoggiando il mouse direttamente sul monitor del computer, al professionista in affanno perché poche ore prima di una conferenza non trova più la sua presentazione multimediale in Power Point, sommersa da un mare di file di dubbia provenienza. Ma ci sono anche diversi ultrasessantenni che ci hanno conosciuto in occasione del progetto “Web Oltre i 60”, un corso di computer che ha formato 1.500 anziani all’uso del Web, svolto da Tecnobadanti in collaborazione con il Comune di Torino. E poi molti genitori e insegnanti che aiutiamo a destreggiarsi con la Rete e il pc, con un particolare occhio di riguardo agli aspetti di sicurezza dei minori. Infine, diamo assistenza ai lavoratori professionisti e alle piccole e medie imprese, per i quali i servizi sono erogati con modalità e tempistiche ad hoc». Con quanti soldi siete partiti? «Con un capitale minimo per la costituzione di una Srl e per sostenere i primi costi di avviamento. Le prime attività di assistenza e formazione ci hanno garantito la copertura dei costi operativi e di gestione della società. Ora che il progetto ha le potenzialità ed è maturo per essere replicato fuori dal territorio piemontese, siamo pronti a valutare e ad aprire a possibili nuovi assetti collaborativi e finanziari. Anzi, sfruttiamo le pagine di Millionaire per lanciare un appello: “Investitore cercasi!”». Qual è il fatturato di Tecnobadanti?  «Non abbiamo ancora chiuso il primo anno fiscale, ma prevediamo di fatturare intorno ai 170 mila euro».
Quanti interventi eseguite in un mese?  «A Torino e dintorni facciamo 180 interventi al mese. Non consideriamo ancora i numeri provenienti dalle altre province piemontesi, dove il nostro servizio è ancora in fase di avviamento». E’ necessario avere un laboratorio operativo? «Assolutamente sì. Da oltre un anno siamo localizzati nell’incubatore di imprese di e-commerce di Torino. Abbiamo aule multimediali modernamente attrezzate per la formazione e un laboratorio per gli interventi che non possono essere eseguiti a domicilio del cliente. All’atto pratico, comunque, la quasi totalità delle nostre attività viene svolta a casa del cliente. La gestione degli interventi avviene tramite strumenti di collaborazione on line, sviluppati e personalizzati (ticket di intervento, reportistica, strumenti software, storico interventi). I nostri clienti richiedono un intervento a casa tramite il telefono (al numero 393 2223332)». Come avete promosso l’attività? «Il primo canale per la promozione è stato il volantinaggio. Poi sono venute la partecipazione a eventi di informatica e la pubblicità sui giornali locali. Un grande aiuto ci è arrivato dai media: stampa, radio e televisione si sono interessati al progetto Tecnobadanti, dedicandogli ampi spazi e servizi. Ma quello che ci ha fatto realmente conoscere è stato il passaparola». Quanto paga l’utente? «Venticinque euro per l’uscita di un informatico; quaranta euro per l’intervento; venticinque euro totali, se il problema viene risolto nei primi 15 minuti. I prezzi aumentano per chi chiama da lontano o se è un’azienda». Perché un’assistenza di questo tipo è concorrenziale rispetto a quella offerta dal classico negozio? «Prima di tutto evitiamo ai nostri clienti di scollegare il computer per portarlo in assistenza. Ma il valore aggiunto di Tecnobadanti è espresso nel rapporto professionale ma al contempo umano e trasparente che il tecnico instaura con il cliente, cercando durante la risoluzione del problema di dare affiancamento e formazione, affinché il problema stesso non si presenti in futuro». Cercate nuovi collaboratori?  «Sì. Il progetto è in forte espansione ed è fondamentale per noi poter collaborare con persone che condividano la passione per il mondo di Internet e dei computer, la voglia di mantenersi aggiornati, l’attitudine alla relazione con il pubblico, la predisposizione alla risoluzione dei problemi e alla gestione del lavoro in autonomia». Progetti per il futuro?  «Replicare il progetto nato a Torino, e ormai diffuso su quasi tutto il territorio regionale, in altre parti d’Italia è il nostro obiettivo principale. Al contempo, è essenziale sviluppare collaborazioni importanti con i grandi distributori di prodotti per l’elettronica di consumo (per esempio: Media World, UniEuro, Trony), offrendoci come collaboratori e partner per la gestione dell’assistenza tecnica presso il punto vendita e il domicilio del cliente, fornendo un supporto qualificato e efficace». INFO: www.tecnobadanti.it

Come  si diventa informatico
In Italia, la professione di informatico nasce ufficialmente nel 1969 in ambito accademico, con un corso di laurea istituito presso la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Pisa. Attualmente i corsi di laurea di Informatica, dopo la riforma operata dal D.M 509/99, sono distinti in due tipologie: laurea triennale di classe 26e laurea specialistica di classe 23/S. Entrambe consentono l’accesso alla professione di Ingegnere dell’informazione con l’iscrizione all’Albo degli Ingegneri. Corsi di laurea in informatica si tengono presso tutte le maggiori università italiane. Ma oggi è possibile anche laurearsi on line, grazie al primo corso che permette di seguire le lezioni in Rete.  E’ organizzato dal Politecnico di Milano: www.laureaonline.polimi.it Numerosi anche i corsi sia di base, sia avanzati. Pratici o professionali. Indirizzi su: www.prometheo.it, corsi.sinervis.com, www.pcacademy.it

E tu che smanettone sei?
Quella dell’informatico è una figura professionale sempre più richiesta e in evoluzione, destinata a correre dietro a un settore che cambia alla  velocità della luce. Nuove scoperte e nuove applicazioni sono all’ordine del giorno. Niente di ripetitivo e di noioso, quindi, ma un mestiere che richiede una seria preparazione e un certo guizzo di genio. Diverse sono le figure professionali che si possono ricondurre alla professione di informatico e molteplici le opportunità di impiego. Eccole: > Sistemista:  possiede competenze tecniche orientate all’architettura dei sistemi di elaborazione, all’organizzazione del software di base e alle reti di calcolatori. > Progettista-analista: si occupa di sviluppo e integrazione di risorse hardware e software, analizza e progetta l’adattamento di soluzioni tipiche a problemi specifici. > Funzionario commerciale:  svolge attività di supporto alla vendita di prodotti hardware e software, guida e assiste i clienti, svolge attività di consulenza organizzativa.
> Istruttore formatore: opera presso scuole pubbliche e private, si occupa di addestramento nelle aziende. > Ricercatore-docente:  compie attività di ricerca in ambito universitario. > Responsabile  di sistemi informativi:  è responsabile di attività di elaborazione dati, si occupa di controllo, coordinamento e pianificazione delle risorse umane e tecnologiche. > Webmaster:progetta e gestisce siti web.

A chi chiedere aiuto
Tecnobadanti non è l’unica realtà del settore. In Rete, puoi trovare l’assistente informatico a te più vicino e disposto a venire in tuo soccorso direttamente a casa tua:
> www.multibyte.it assistenza nell’installazione e nella configurazione del pc, ma ti aiutano anche a realizzare il tuo sito. > www.doctor-win.net: risolve problemi hardware e software (viene da voi anche alle dieci e mezza di sera!). > www.tecnoline.net/ Assistenza_ Informatica.htm: ti aiuta a sistemare tutto il tuo piccolo mondo informatico (anche in wi-fi). > www.aedservice.it/servizi.asp: ti assemblano il pc direttamente su misura delle tue esigenze. > www.assistenza-informatica.it: ti assistono anche se hai un notebook e organizzano corsi di informatica.

di Gabriele Nava - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2007.

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