Le Sporadi, le Cicladi, il fitto arcipelago del Dodecanneso, le Ionie. Destinazioni turistiche, isole abbaglianti, taverne sul mare, mulini a vento ma anche luoghi dell’anima e tesori sfuggiti alla globalizzazione. È la rivincita del Mediterraneo. I turisti si innamorano delle isole greche, spesso ritornano, a volte ci restano. Trasformandosi in imprenditori. Qualcuno insegue un’aspirazione, qualcuno trova il benessere. Forse non tutti diventano ricchi sfondati, ma tutti cambiano vita, raggiungendo una qualità impagabile.
Per partire con un’impresa, in Grecia, bastano budget ridotti, rispetto all’Italia. Il grande passo, ovvero il trasferimento, l’hanno fatto in tanti. Luisa Rosa e Carmine Buscemi, 48 e 43 anni, hanno mollato il lavoro in banca e, dopo avere visitato molte isole, hanno scelto Naxos, per la sua bellezza e la sua vocazione agricola. Lei, quattro lingue fluenti. Lui, la passione per la cucina. Hanno lavorato per altri, si sono fatti stimare e oggi mettono le loro competenze al servizio di una cooperativa locale che affitta appartamenti degli isolani solo a italiani “selezionati” in cerca di tranquillità e rapporti umani. La loro è una parabola comune: andare, conoscere e farsi conoscere, imparare la lingua. Poi scoprire quello di cui c’è bisogno, che sia un ristorante italiano, un negozio di abbigliamento o un servizio artigianale. L’importante è cominciare in piccolo, non pestare i piedi ai locali e adattarsi ai ritmi che prevedono mattine alacri, con sveglie all’alba, sere indaffarate, fino a mezzanotte, e lunghi oziosi pomeriggi di riposo, tra mare, famiglia e amici.
Spiaggia et labora, insomma. Ma la Grecia non è solo casette bianche e blu e paesaggi mozzafiato. Paese a vocazione agricola, è il terzo produttore mondiale di olio di oliva. Secondo il ministero per gli Affari esteri, la sua economia è in fase di accelerazione. I tassi di crescita sono tra i più alti nell'Unione Europea. Fino al 2006, per otto anni consecutivi, la crescita è arrivata al 3,5%. Si è toccato il 4% nel 2007, grazie agli oltre 21 miliardi di euro di fondi comunitari che le nuove prospettive finanziarie 2007-2013 attribuiscono al Paese. Qualche segno meno spunta con l’inflazione, ben al di sopra della media europea, nei conti pubblici in grave dissesto e nel tasso di disoccupazione, che rimane al di sopra del 10%. Le previsioni della Commissione Europea, però, sono positive (fonte www.esteri.it). Potrebbero aprirsi spazi per lavorare come dipendenti, ma quello che attrae di più gli italiani è l’idea di avviare una propria attività, in autonomia.
A quando risale l’amore degli italiani per la Grecia? L’ondata più antica sono i profughi delle guerre del ’900. La seconda risale alla fine degli anni Sessanta e comprende per lo più donne italiane sposate a greci che si rifugiarono in Italia per frequentare l’università o sfuggire al regime. Erano il 25 per cento degli studenti stranieri. Da noi, all’inizio degli anni Settanta si formò anche un grande movimento di resistenza contro la giunta militare di Atene. La terza ondata è determinata, a partire dalla fine degli anni ’80, da uomini d’affari e dipendenti di aziende italiane. Una nuova imprenditoria italiana che non risiede in modo permanente ma solo per una stagione. Sei mesi al massimo.
«La maggioranza (circa seimila donne e cinquemila uomini) dei nostri ex connazionali si trova in Grecia per ragioni di carattere affettivo, commerciale, e anche istituzionale» spiega Laura Genco, 26 anni, sociologa. Si è occupata di italiani in Grecia nella sua tesi di laurea, all’Università di Salerno, completando le ricerche con un periodo ad Atene. Oggi, continua ad analizzare flussi migratori, per il suo dottorato di ricerca. La Grecia è geograficamente e culturalmente molto vicina all’Italia e questo facilita il processo di integrazione all’interno della società ellenica. L’affinità tra i due popoli ha una storia di oltre 20 secoli di scambi dalle coste dell’Egeo a quelle tirreniche e viceversa.
Rita Barillà, medico, e Fernando Buscemi, scrittore, vivono in Sicilia, dove già si respira aria di Grecia, se la sognano durante l’inverno e la percorrono nelle vacanze. Per loro è diventata un hobby, tanto che con un gruppo di appassionati hanno creato un sito, www.mondogreco.net, per far conoscere in Italia cultura e tradizioni greche. Così Serena Galdo, designer salernitana di 33 anni. Ha un compagno greco Dimitri Papaioannou, direttore artistico del Synch (www.synch.gr), festival di musica elettronica, arte urbana e cortometraggi, che si tiene ad Atene dal 13 al 15 giugno: per l’occasione, Galdo ha disegnato e progettato il merchandising.
«Il fenomeno dell’emigrazione a scopo imprenditoriale è abbastanza recente, agevolato da una maggiore semplificazione e flessibilità burocratica» prosegue Genco. «Inoltre, la forte espansione del mercato ellenico negli ultimi anni, associata ai minori costi per l’apertura di un’attività di tipo imprenditoriale, rende possibile la realizzazione di quello che in Italia spesso resta soltanto un sogno». Da un sondaggio condotto dall’Ambasciata, con l’Ufficio Ice di Atene e la rete consolare, emerge che gli imprenditori che hanno effettuato recenti investimenti giudicano positivamente lo sviluppo nel settore agro-industriale, tanto che in alcuni casi (Euricom, Rito’s Food, Eurimac) sono già allo studio progetti di ampliamento e diversificazione della produzione.
Poi, la Grecia assorbe l'1,96% delle esportazioni complessive dell’Italia: significa una capillare diffusione di beni di consumo e prodotti italiani: abbigliamento, mobili, articoli per la casa, prodotti alimentari. Anche il mercato ellenico, dove la forza lavoro costa meno, ha visto un forte spostamento di capitali dai Paesi a capitalismo avanzato, italiani compresi. «Sono stati i grandi gruppi a fare i primi investimenti (Fiat, Eni, Pirelli, Barilla, Alitalia, Telecom, Montedison, Enel), avviando relazioni industriali che hanno contribuito al consolidamento della presenza italiana nel Paese» chiarisce Genco.
Recenti e sempre più numerose anche le richieste di piccoli imprenditori italiani che vogliono rilevare attività turistiche. «Si possono trovare ancora molte opportunità come piccoli alberghi, complessi di appartamenti da affittare ai turisti, ristoranti ma è importante fare attenzione ai vecchi atti di compravendita, alle licenze per la costruzione e agli abusi» mette in guardia Vassilios Savvas, responsabile di un’agenzia immobiliare che promuove a livello internazionale la vendita di immobili che si trovano in Grecia.
Aggiunge Genco: «Nonostante la flessibilità burocratica e la convenienza dei costi d’investimento iniziale, i maggiori ostacoli allo sviluppo dell’imprenditoria italiana in Grecia sono gli elevati oneri fiscali e le rigidità del mercato del lavoro. A tutto ciò si aggiunge la bassa produttività del lavoro e la fragilità della struttura economica, elementi che, secondo la Camera di commercio italo-ellenica, determinano un ambiente non ancora ottimale per l’investimento estero. Altro ostacolo? Quello linguistico: non sapere il greco crea problemi di accesso ai servizi e di integrazione nella struttura sociale».
Insomma la Grecia non è il Paradiso, ma le opportunità non mancano. «Quello che balza agli occhi, dopo l’euro, è che la merce nei negozi in Grecia è parecchio più cara che in Italia. E questo potrebbe offrire opportunità agli italiani che vogliono commerciare» osserva Angelo Saracini, architetto ad Atene, da 30 anni in Grecia, presidente del Comitato italiani all’estero. «Prodotti che nei mercatini italiani si vendono a prezzi bassi, in Grecia si possono piazzare al triplo. O come dettaglianti o vendendoli a terzi. Un’attività commerciale è quindi più facile da avviare, rispetto a quella di ristorazione. Per l’apertura bastano documenti costitutivi, passaporto o carta d’identità e in pochi giorni si ottiene il codice fiscale e un blocchetto per emettere ricevute. Più complicato chiudere: serve maggiore documentazione e in caso di bancarotta si applicano tasse in base ai guadagni presunti. Per informarsi sulla parte fiscale delle attività, ci sono Uffici delle tasse locali, nei vari distretti, isole comprese. Non ci sono molti consulenti per l’avviamento d’impresa e Ice e Ambasciate sono utili in caso uno disponga di grossi capitali».
La Grecia attira anche professionisti, dopo la pensione. Sergio Coggiola è un giornalista che si è trasferito definitivamente ad Atene, ma non sta con le mani in mano: nel 2003 ha creato Eureka, una testata in italiano per i nostri connazionali, da dove osserva l’Italia e la Grecia. «Gli italiani sono dappertutto, nelle isole, con ristoranti, gelaterie, negozi, piccole agenzie, che garantiscono loro la sopravvivenza e il godimento delle condizioni di vita locali. Ma attenzione però: la Grecia è un Paese difficile, dove bisogna in primo luogo entrare nel costume greco. Ci vuole molta pazienza e consapevolezza: girano ancora tante tangenti. E il fatto che, nei ristoranti, agli italiani sono riservati sempre controlli igienici più rigidi. Stanno andando forte le importazioni di generi alimentari italiani di qualità: oggi si trova spesso un buon caffè all’italiana, ma in genere sono i greci a occuparsene».
Oltre alla ristorazione, campo d’azione del 60-70% degli imprenditori italiani in Grecia, attirano la voglia d’impresa i servizi di chartering e noleggio barche e la gestione degli affitti di stanze o appartamenti, soprattutto nelle Isole Ionie e nel Dodecanneso. «Le attività sono presenti un po’ ovunque a macchia di leopardo. Molti italiani operano a Corfù, Lescada, Mykonos, Rodi e Cefalonia. Meno a Creta » spiega Stelio Campanale, presidente della Camera di commercio italo-ellenica di Roma. È un’associazione che offre servizi ai soci (175 euro la quota annuale) e informazioni gratuite o a pagamento a chi vuole avviare un’attività in Grecia. Mette in contatto gli italiani con i consulenti in loco o con possibili soci o collaboratori. «Fra le zone che promettono di più ci sono quelle ai confini con i Balcani. Lì è conveniente insediare impianti per produrre o vendere merci che da noi sono fuori moda, ma in Bulgaria e Romania vanno ancora. Il costo del lavoro, in Grecia, è più basso: 30% meno dell’Italia. E la burocrazia, comunque, è più veloce. Bastano un paio di mesi per avere i permessi. I tempi si riducono se si rileva un’attività già esistente. E ancora: ho l’impressione che la cura della persona, soprattutto tra le donne, sia cresciuta anche in Grecia. Ci potrebbe essere spazio per le estetiste». Meglio andare e venire dall’Italia o trasferirsi per tutto l’anno? «Le attività rendono quando sono seguite di persona. Certo, quelle legate alla stagione turistica, danno la possibilità di chiudere nei mesi invernali. E di tornare nel nostro Paese, quando non c’è lavoro».
Visto e residenza
La Grecia ha aderito al Trattato di Schengen l’1 gennaio 2000. Basta la carta d’identità o il passaporto. Non è richiesto visto per i cittadini dell’Unione Europea. La durata massima del soggiorno turistico è di tre mesi. Per soggiornare più a lungo, occorre procurarsi prima della scadenza un certificato di residenza della durata di sei mesi, rinnovabile fino a cinque anni, presso l'Ufficio per gli stranieri o il commissariato di Polizia del luogo di residenza, oppure presso l'Aliens Department Office ad Atene.
Il permesso di soggiorno vale anche per i familiari del lavoratore. Per periodi superiori all'anno, occorre richiedere la carta di soggiorno.
Servono carta d'identità o passaporto validi, dichiarazione di assunzione del datore di lavoro o un attestato di lavoro.
La carta di soggiorno è valida su tutto il territorio nazionale per almeno cinque anni dalla data di rilascio, è rinnovabile automaticamente, dev’essere rilasciata entro sei mesi dalla richiesta.
Se si è disoccupati e cittadini Ue, si può trasferire l'indennità di disoccupazione in Grecia, cercando un lavoro, fino a tre mesi. INFO: www.euroaction.it
IL COSTO DELLA VITA
I dati si riferiscono al costo della vita nelle isole “turistiche”
Salario minimo: 700-850 euro (15% più basso dell’Italia)
1 litro di benzina: 1,15-1,27 euro
1 bottiglia di ouzo al bar: 6 euro
1 caffè espresso al tavolo: 3,50 euro
1 kg di arance: 1,65-1,80 euro
1 big mac: 3,10 euro
1 biglietto cinema: 6 euro
1 biglietto mezzi pubblici: 0,50-0,80 euro
1 pranzo economico: 13-20 euro
1 pranzo di lusso: 50-70 euro
1 notte in un albergo tre stelle: da 50 a 80 euro
1 notte in uno "studio" (appartamentino): da 70 a 100 euro (agosto)
Affitto mensile di un appartamento di 80 mq: 300 euro
Acquisto di una casa nuova, ben rifinita: 2.000 euro al mq
Testimonianza 1 Corfù
«Prima di trasferirvi del tutto, state in Grecia per tre mesi»
Corfù (per ogni testimonianza c’è il boxino-scheda dell’isola)
A qualcuno sembrerà di non essere partito dall’Italia. E magari di stare a Venezia, tanto lo stile della Serenissima e degli altri domini storici italiani ha improntato l’archittettura dell’isola. Corfù si trova nel Mar Ionio, di fronte alle coste albanesi. Vi abitano 110mila persone, 36mila nella capitale, Kerkyra. L’isola è triangolare, 580 kmq, con molte spiagge e insenature adibite a porti.
Giovanni Muzzillo, 46 anni, ex ambulante, di Napoli. Dal 1991 si è stabilito a Corfù. Ha tre negozi di abbigliamento e un ristorante. È il referente locale del Comitato italiani all’estero. Disponibile per un consiglio:
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«Ho fatto un po’ di tutto, in Italia, anche il Carabiniere. Come ambulante, a Napoli, guadagnavo bene. Ma, quando mi sono messo in regola, lo Stato mi prosciugava i guadagni. Non sopravvivevo. La Grecia invece mi sembrava un Paradiso. Ho fatto le mie prime vacanze nel 1983. Nell’86 sono entrato in società con un ristoratore locale. Fino al ‘90 andavo e venivo dall’Italia, passando in Grecia e in giro tre-quattro mesi, d’estate. Nel ‘91 ho scelto di stabilirmi a Corfù, avviando un negozio di abbigliamento. Poi ho iniziato con i ristoranti estivi, oggi ne ho avviato uno che funziona tutto l’anno e, in contemporanea, ho tre negozi di abbigliamento. Ho messo su famiglia con una ragazza greca. Mi sento però sempre uno straniero. Alla Grecia faccio comodo perché pago le tasse, ma resto di un altro Paese. Per questo, tra italiani, è importante creare una rete di contatti e di collaborazione. Un esempio? Ciao Italia (www.ciaoitalia.org), associazione di ristoratori italiani nel mondo, riconosciuta dal ministero delle Politiche agricole, offre un riconoscimento di qualità da esporre. A chi vuol venire in Grecia, consiglio di trovare un buon avvocato locale, che parli italiano. Poi prendere contatto con le Camere di commercio locali, per le norme e le procedure. La Grecia ha prezzi più alti, ma c’è meno smercio che in Italia: meglio vendere prodotti di nicchia e cercare il posto giusto o un buon interlocutore commerciale per venderli. Per questo, è bene prendersi un periodo di due, tre mesi e un budget di tre-quattromila euro per girare, conoscere, chiedere dritte a chi già ha un’attività. Insomma, buttare esche per eventuali collaborazioni commerciali o addirittura, per lavorare come dipendente per un periodo. Chi decide di vivere in un’isola deve pensare in piccolo: guadagnare il giusto e vivere meglio. Meglio scegliere una nicchia, come il commercio di specialità italiane di qualità, o mestieri artigianali dove le nostre competenze fanno la differenza: idraulici, falegnami, salumieri, pasticceri hanno delle chance. Non posso dare garanzie, perché sono le capacità delle persone e il periodo di “analisi di mercato” preliminare che incidono maggiormente. Ma a Corfù vedrei bene l’apertura di wine bar e di un laboratorio di pasticceria. In questo caso, basterebbe un investimento di 30mila euro. Una scommessa vincente, per chi la saprà sfruttare».
Testimonianza 2
Othoni
Quattro amiche e un chiodo fisso…
Othoni- scheda
È il punto più occidentale della Grecia, la più grande delle isole Diapondia, a largo della costa Nord-Ovest di Corfù. Ha quasi sei km di larghezza e 3,6 km di lunghezza. Colline all’interno e coste rocciose (30 km), ma con belle spiagge bianche. I targhetti da Corfù approdano nel porto di Amno, a sud. Da questa bella baia, dove si trova la grotta di Calipso, partono sentieri e strade sterrate per raggiungere i villaggi, abitati per lo più d’estate.
Quattro amiche innamorate di Othoni, il loro “Chiodofisso”: così hanno chiamato il loro bar ristoro, avviato insieme lo scorso anno, investendo 3.500 euro a testa. I loro nomi: Cristina Z., pianista di Belluno, 35 anni; Marinella G., psicologa bolognese, 45 anni; Elisabetta P., architetto emiliano, 51 anni e Paola T., avvocato di Lecce, 48 anni.
«Ci siamo conosciute a Othoni e abbiamo deciso di fare qualcosa insieme: cercavamo una scusa per prolungare il più possibile il nostro soggiorno sull’isola. Questo posto è selvaggio. Fino a pochi anni fa, ci arrivava solo un caicco per portare le provviste. Oggi ci sbarcano due traghetti al giorno, tre ore da Corfù, e i turisti che arrivano con le loro barche, in partenza dall’Italia o sulla via del ritorno. Non ci sono comfort vacanzieri né locali alla moda. Soltanto mare, tranquillità, profumi e la natura del mediterraneo. Fare business non è una priorità, per noi. Cercavamo pace. All’inizio abbiamo collaborato in cucina alla Locanda dei sogni, che poi ha chiuso. Poi abbiamo cercato un localino, di fronte al mare. Trenta mq, rustici, da sistemare, dove abbiamo portato i nostri elettrodomestici e tavolini e sedie, dall’Italia. Offriamo caffè, torte e focacce casalinghe. Molti ingredienti ce li portiamo dal nostro Paese, altri arrivano da Corfù. A Othoni non c’è un forno e il pane lo facciamo noi. Cuciniamo piatti italiani, stuzzichini, come quelli che offriremmo agli amici, a casa. I prezzi sono quelli di un bar. E indirizziamo ai ristoranti dell’isola chi vuole fare un pasto completo. L’isola offre molto e, dall’esterno, ci sarebbero tante attività da poter avviare. Ma qui bisogna entrare in punta di piedi, con rispetto, senza pretendere di fare cose che fanno gli isolani. E bisogna considerare che molti sono emigrati negli Usa o in Argentina e tornano appena possono. Abbiamo investito 3.500 euro a testa tenendo aperto solo 45 giorni. Quest’anno abbiamo riaperto. Chi di noi quattro può, ci va: siamo intercambiabili. Quello che incide di più sono le difficoltà logistiche e le spese di viaggio. Per la burocrazia e il fisco ci siamo appoggiate a un avvocato e un commercialista di Corfù. Tra noi socie, andiamo d’accordo. Sono felice di avere avviato Chiodofisso. Il nostro è stato un appoccio positivo, forse incosciente. Ma tanto divertente».
Testimonianza 3
Castellorizo
«Sono partito con 200 milioni di lire: oggi ho due case e una barca per pescare»
Kastelorizo-scheda
L’isola più piccola e orientale del Dodecaneso, è grande 10 km quadrati: qui vivono 250 abitanti, tra rocce e tranquillità totale. Quasi tutti parlano italiano. Il suo nome ufficiale è Megisti. È stato il set del film Mediterraneo di Salvatores. La Turchia è a un passo.
Davide Latilla, 51 anni. Viveva a Roma, ma amava il mare. 16 anni fa si è trasferito a Kastelorizo, dove passa la vita in barca a pescare. «Il mio sogno era fare il pescatore e in Italia non potevo realizzarlo. In Grecia ho trovato il posto ideale, un’isola da vedere assolutamente. L’avevo conosciuta negli anni 70, venendo in barca. L’unica difficoltà nel trasferimento è stata prendere la decisione. E imparare il greco, all’inizio. Ma qui ti senti a casa. Mi sono inserito così bene che sono stato assessore comunale e mi occupo di musica e teatro. Sono partito con 200 milioni di lire. Ma per comprare una casa, allora, ne bastavano 15. Per alcuni anni non ho fatto altro che godermi la vita. Oggi ho una seconda casa e la barca. È vero, i tempi sono cambiati, ora ci vogliono più soldi per avviare un’attività, sempre meno però che in Italia, soprattutto nelle piccole isole. Lì è importante non arrivare come un invasore, conoscere la comunità, farsi accettare. A Kastelorizo manca un ristorante italiano. Per un certo periodo, ne ho aperto uno io, ma mi impegnava totalmente. La ristorazione, in generale, è il campo in cui gli italiani possono fare meglio, soprattutto nel Dodecaneso, dove il turismo italiano è predominante. La pizza è ben vista. La burocrazia per un’attività non è dissimile da quella italiana. I consolati, ancorché onorari, sono abbastanza efficienti. Ed esistono programmi di sviluppo comunitari per le neo-imprese e per quelle feminili, di cui possono godere i residenti».
Numeri utili
- Ambasciata italiana, Atene, tel. 210 3617260 www.ambatene.esteri.it
- Consolati italiani, Atene, tel. 210 9538180 e-mail:
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- Camera di commercio italiana, Ice, Atene tel. 210 7294971 e-mail:
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- Comitato italiani all’estero Comites, Atene, tel. 0030 210 2230911 e-mail:
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- Camera di commercio italo-ellenica, Roma, tel./fax 06 85355378, e-mail:
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, www.cameradicommercioitaloellenica.com
- Per chi vuole capire le opportunità occupazionali del mercato greco: http://europa.eu/youth/working/index_he_it.html
- Informazioni sulla ricerca di un'occupazione, siti utili, programmi dell'Ue e di formazione: http://www.neagenia.gr
- Per società italiane che vogliono aprirsi al mercato greco: Italy Bureau-Stelnet di Atene, ufficio affiliato alla Stelnet Italiana, www.stelnet.com
- Ente turismo ellenico: Milano, tel. 02 86 04.70, e-mail:
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; Roma tel. 06 4744249,
e-mail:
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; www.ente-turismoellenico.com
E io compro un agriturismo
«La buona notizia: con un po' di fortuna (e pazienza) in Grecia si trovano ancora belle occasioni nel settore immobiliare. Attenzione, però: i prezzi non sono così bassi come nei Paesi dell'Est, tipo Bulgaria» commenta Vassilios Savvas, fondatore di un'agenzia immobiliare che aiuta a trovare un immobile in Grecia (www.stelnet.gr; www.grecia-case.com). «C'è molta gente che vuole acquistare casa a Mykonos ma in certe isole i prezzi sono davvero altissimi. Meglio Corfu, Santorini, Creta, Rodi, Paros: destinazioni scelte sempre più spesso da chi investe in Grecia, perché sono quelle “meglio servite” dai collegamenti aerei e navali».
Per avere un'idea dei prezzi, abbiamo chiesto a Savvas di segnalarci due opportunità per chi vuole avviare un'attività commerciale.
Grecia continentale.
Al centro della Grecia classica, sul Golfo di Corinto, a 20 km dal noto centro termale di Loutraki, a un'ora di auto da Atene e due ore da Patrasso, è in vendita un terreno agricolo edificabile di 18.520 mq con un’attività di agriturismo. Sul terreno si trova una casa di 180 mq circa, altre costruzioni di 80 mq con camere, area coperta, forno antico a legna, wc, doccie esterne, due casette, cisterna grande per l'acqua. Prezzo: 680mila euro.
Grecia isole
Piccolo complesso di appartamenti e 10 camere a Santorini, con terreno di 650 mq. Spazio edificato 300 mq circa, con possibilità di costruire ancora. L'aeroporto si trova in una distanza di circa sette km. La licenza è valida. Prezzo: 550mila euro.
di Silvia Messa -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di giugno 2008.
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