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Il dollaro scende, il valore dell’oro sale. Il metallo giallo è ai suoi massimi storici, mentre il valore della moneta americana continua a diminuire. Basta guardarsi in giro per vedere quasi ovunque negozietti con messaggi esposti all’esterno: «Compro oro, pago subito in contanti». Complici anche la crisi economica e una domanda sempre più crescente dei nuovi Paesi emergenti, come Cina e India, così sui media si parla di una vera e propria corsa all’oro.
I “compro oro” sono negozi diventati legali nel 2000: acquistano l’oro dai privati pagandolo fino a un terzo del valore reale per rivenderlo a società che lo mandano a fondere o per farne un mercatino di gioielleria usata. Anelli, catenine, bracciali, medaglie e monete, soprattutto se rotti o inutilizzati, sono sempre meno un bene rifugio da tenere in cassaforte. Si parla di quotazioni record intorno a 20 euro al grammo (a 24 carati), ma le somme offerte variano moltissimo. L’oro viene pesato, se ne stabilisce la caratura e il grado di purezza. «Il più delle volte arriva oro 18 carati, 750 millesimi di titolo» sostiene Maurizio Mazzoni, fondatore di Aurum a Genova, operatore professionale (www.aurumitaly.it). «Valutare il metallo giallo non è comunque difficile, anche per chi non ha competenze nel settore. Se si avvia l’attività in franchising è la stessa casa madre che fa il corso». Per un oggetto d’oro usato 18 carati si riconoscono da 7-8 euro fino a 11 euro al grammo. La presenza di eventuali pietre preziose non fa salire il valore. Fatta l’offerta, se il cliente accetta, il pagamento avviene subito in contanti. Solo se il valore della merce supera i cinquemila euro è ormai obbligatorio pagare con assegno. Ma di solito la gente non porta più di un etto di merce. In base alla politica commerciale del negozio, una parte dell’oro conferito o tutto viene rivenduta a grossisti – tanti sono svizzeri - che lo mandano poi a fondere per farne nuovi gioielli. È invece illegale vendere l’oro usato direttamente alle società di fusione, a meno che non si disponga della relativa autorizzazione (vedi box “La legge”). Le fonderie pagano un po’ di più perché non c’è l’intermediario. Capita spesso che siano loro stesse a proporsi agli oro point non appena vengono a sapere dell’apertura.
Ma quanto si guadagna a rivendere un grammo d’oro? La somma pagata dagli operatori è legata anche al fixing dell’oro puro quotato in Borsa che, a sua volta, risente della ricettività del mercato. «Oggi siamo intorno a 14-15 euro al grammo sull’oro 18 carati» spiega Nicola Laurenza, fondatore del franchising Oro in Euro. Per ogni grammo di oro ritirato, la differenza tra il prezzo d’acquisto dal privato e quello di realizzo va dunque mediamente da 4 a 6 euro. Ancora maggiore è il guadagno se i gioielli vengono rivenduti direttamente al pubblico. I margini qui superano anche il 100%, fino a 10-12 euro al grammo». Per questo nei compro oro sempre più spesso c’è il mercatino dell’usato e in molti hanno vetrine on line sul proprio sito Internet o su eBay. Al di là del nome che appare sull’insegna, per aumentare il proprio giro d’affari la maggior parte dei compro oro ritirano anche l’argento e spesso persino quadri o sculture di presunto valore. «Sull’argento, però, il margine è minimo, avverte Mazzoni. È di scarso valore (è quotato oggi circa 30 centesimi al grammo) e comporta grossi costi di trasporto e di lavorazione. Ma è bene comunque ritirarlo per offrire un servizio in più al cliente. «Tanti i negozi che ritirano anche capsule e dentiere! Il margine su lingotti e monete d’oro puro 24 carati è solo il 2-3% e oltretutto per legge si potrebbero ritirare solo occasionalmente a meno di configurarsi come operatore professionale (vedi box). Rende bene invece la compravendita di orologi di marca, diamanti e pietre preziose.
Come si comincia l’attività? Primo passo: la location. Sono da preferire le zone periferiche dove gli affitti sono anche più bassi, lungo strade di forte passaggio. Possono essere sufficienti 20 metri quadrati - qualcosa in più per l’esposizione della merce se si fa vendita al pubblico – da arredare in modo moderno, lontano dagli antichi stereotipi dei banchi di pegno. La vetrina in genere viene coperta di manifesti “compro oro/pago subito”, anche per assicurare la privacy di chi entra. «Basta un’unica persona che stia in negozio anche cinque-sei ore al giorno. E, al di là dei sistemi di sicurezza (paratie antisfondamento di divisione dal pubblico obbligatorie per legge, allarme, videosorveglianza, cassaforte), bilancia di precisione, minuterie e prodotti per la valutazione dei preziosi e l’insegna, non c’è bisogno d’altro» dichiara Marco Bernocco, responsabile franchising del marchio Oro Cash. Si riesce pertanto a stare nei 10-20mila euro di investimento.
Se l’attività è ben congegnata, si rientra dal capitale investito dopo tre-sei mesi. Bassi i rischi d’impresa, non c’è pericolo di invenduto dato che le società di raccolta con cui ci si convenziona ritirano per contratto, a volte anche a domicilio e gratis, tutto l’oro conferito con pagamento pressoché immediato. Minima anche la liquidità che si deve avere, non oltre 5-10mila euro, più che altro per pagare gli oggetti che arrivano in negozio. Ma attenzione, chi apre "un compro oro" non diventa automaticamente ricco. Prima di partire, in questo come in tutti gli altri settori, è bene fare esperienza sul campo e valutare il mercato. Perché non è tutto oro quello che luccica...
IL MERCATO DELL’ORO IN ITALIA
500 tonnellate: oro lavorato all’anno
180 tonnellate: oro usato raccolto
80 tonnellate: oro usato che finisce in fusione
214.000.000 grammi: la stima dell’oro presente nelle nostre case che non verrà più utilizzato
LA LEGGE DELL’ORO
L’attività di un “compro oro” è soggetta a precise disposizioni in materia di acquisto preziosi, stabilite nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
- Autorizzazione Pubblica Sicurezza. Chi effettua l’acquisto di oggetti preziosi usati con rivendita a grossisti senza ulteriore trasformazione o con vendita diretta ai privati ha il solo obbligo di richiedere l’autorizzazione di Pubblica Sicurezza alla Questura, previa comunicazione al Comune di inizio attività per il commercio di metalli preziosi. Per chi non ha precedenti penali, basta rispettare i requisiti di sicurezza imposti e il rilascio non è un problema.
- Autorizzazione Ufficio Cambi. Chi manda i preziosi alla fusione o acquista oro da investimento (lingotti e monete) non in modo occasionale deve adempiere a una serie di dettami della Legge 7/2000 che prevede per questi operatori professionali l’obbligo di autorizzazione dall’Ufficio Italiano Cambi (www.uic.it) per le sole società di capitali o cooperative con capitale sociale interamente versato non inferiore a 120mila euro. L’oggetto sociale deve essere il commercio di oro e i responsabili devono avere requisiti di onorabilità previsti dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia emanati con Decreto Legislativo n.385/1993.
- Dieci giorni prima di vendere. Si può acquistare oro solo da persone maggiorenni munite di documento d’identità e non lo si può rivendere prima di 10 giorni per eventuali controlli della Finanza. Un contratto firmato dal venditore solleva comunque il negoziante dalla responsabilità di comprare oggetti rubati.
- Il registro. Obbligatorio infine tenere un apposito registro, il Libro delle antichità, preziosi e beni usati vidimato dalla Questura, per le operazioni giornaliere di compravendita e con i dati dei clienti.
Dal lingotto in gioielleria, per finire a un “compro oro” e nuovamente in fonderia o nella vetrina dell’usato. Ecco come cambiano i prezzi del metallo giallo.
In banca - oro puro 24 carati: 20 euro al grammo (aprile 2008), oro 18 carati: 15 euro/grammo.
In gioielleria - oro nuovo lavorato 18 carati: 40 – 80 euro/grammo in base alla lavorazione.
Al “Compro oro” - oro usato 18 carati (prezzo di ritiro): 7-11 euro/grammo.
Al grossista - oro usato 18 carati venduto all’ingrosso: 14-15 euro/grammo.
Al mercatino - oro usato 18 carati venduto a privati: 13-22 euro/grammo in base a lavorazione e pietre.
FACCIAMO DUE CONTI
Immaginiamo di ritirare 1.500 grammi d’oro al mese. Si tratta di un’ipotesi molto prudente, dato che tra gli operatori c’è chi ne ritira quattro chilogrammi.
Ecco i risultati, distinguendo tra due possibili soluzioni di rivendita:
1. TUTTO L’ORO VIENE RIVENDUTO A UN GROSSISTA
Costi di ritiro = 1.500 grammi x 9 euro/grammo = 13.500 euro
Ricavi = 1.500 grammi x 14 euro/grammo = 21.000 euro
Margine vendita oro all’ingrosso = ricavi–costi = 21.000–13.500 =
7.500 euro al mese
2. DUE TERZI DELL’ORO SONO RIVENDUTI A GROSSISTI MENTRE IL RESTO VIENE VENDUTO AL PUBBLICO IN NEGOZIO a un prezzo medio di 20 euro al grammo
Costi di ritiro = 1.500 grammi x 9 euro/grammo = 13.500 euro
Ricavi da rivendita a grossista = 1.000 grammi x 14 euro/grammo = 14.000 euro
Ricavi da rivendita in negozio = 500 grammi x 20 euro/grammo = 10.000 euro
Ricavi totali = 14.000 + 10.000 euro = 24.000 euro
Margine vendita all’ingrosso e a privati = ricavi–costi = 24.000–13.500 euro = 10.500 euro/mese
Per calcolare il guadagno mensile, da questi margini vanno tolte le spese per la gestione dell’attività nell’ordine di due-tremila euro al mese tra affitto (500/1.000 euro), utenze (150/250 euro), commercialista (120/150 euro), pubblicità (500/1.000 euro), burocrazia, assicurazioni e varie (200/500 euro).
A fine mese l’utile (al lordo delle tasse) è dunque tra 5.500 e 7.500 euro in base ai servizi offerti.
PARTIRE IN FRANCHISING
Numerose le proposte in franchising. Per valutare però la vera esperienza e professionalità di un franchisor e orientarsi meglio nella scelta del marchio, Millionaire consiglia di non limitarsi a confrontare le cifre previste per diritto d’entrata, investimento e royalty, ma di richiedere:
• Visura camerale per verificare da quanto tempo la rete opera e l’ammontare del capitale sociale;
• Recapiti degli affiliati per poterli contattare e verificare il grado di soddisfazione sui servizi promessi;
• Fac-simile delle fatture di vendita per verificare con il proprio commercialista se il modo di operare proposto è lecito;
Ciò premesso, segnaliamo due tra i marchi maggiormente consolidati che ricercano affiliati su tutto il territorio nazionale.
ORO CASH + IL MERCATINO DELL’ORO
Anno di inizio attività: 2000
Anno avvio franchising: 2001
Superficie locale: 15-35 mq
Personale: 1
Investimento iniziale: 10-12.000 euro
Fatturato medio annuo: 150-390.000 euro
Fee d’ingresso: a partire da 6.000 euro
Durata del contratto: sei anni
Info: Marco Bernocco, Handle Srl, Milano, tel. 039 9285033
www.orocash.it
ORO IN EURO
Anno di inizio attività: 2001
Anno avvio franchising: 2002
Superficie locale: 25-40 mq
Personale: 1
Investimento iniziale: a partire da 14.000 euro
Fatturato medio annuo: 200-450.000 euro
Fee d’ingresso: a partire da 6.000 euro in base alla formula scelta
Durata del contratto: tre anni
Info: Nicola Laurenza, Oro in Euro Srl, Milano, tel. 0331 796888
www.oroineuro.it
di Monica Gadda -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di giugno 2008.
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