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Il pranzo (automatico) è servito
Grandi affari per chi fabbrica e gestisce distributori automatici. Il comparto ha sviluppato, l’ultimo anno, un fatturato globale che supera 2,7 miliardi di euro, quasi 14% in più dell’anno precedente. Gli addetti ai lavori hanno festeggiato i risultati a Venditalia, l’esposizione internazionale della distribuzione automatica, l’evento biennale che si è tenuto a maggio, a Milano: 300 espositori da 14 Paesi, 15mila visitatori, stand faraonici dei big, proposte innovative per design e prodotti veicolati. Millionaire è andato a caccia di opportunità. E ha trovato oltre al tradizionale caffè, anche zuppe e primi piatti, verdura e frutta fresca e secca, succhi, latte e bevande salutari. Persino la pizza, fatta al momento. E giornali, medicinali, gadget e foto. Che cosa sta decretando il successo dei distributori automatici di cibo? «Il mercato è cambiato. E le macchinette l’hanno capito. Sono diventate il luogo dell dieta. Offrono cibo di qualità, buono e diversificato» afferma Sergio Pieralisi, presidente di Venditalia. In effetti, gli alimenti sono proposti in porzioni contenute, con un apporto calorico inferiore alle 200 calorie a “presa”. C’è poi anche la funzione sociale dei distributori. Favoriscono le chiacchiere tra colleghi o studenti e danno una mano al portafoglio, perché offrono cibo a un prezzo inferiore rispetto al bar. Perché spendere 0,85-1 euro per un caffè al banco, se possiamo averne uno buono a metà prezzo o anche a meno? Il caffè dei distributori è migliorato, negli anni. Se è cattivo, al bar lo paghi comunque, mentre al gestore della macchinetta puoi chiedere un rimborso. E riconoscerlo fa parte del servizio al cliente, fondamento dell’attività degli “omini delle macchinette”. Sono loro che si occupano dell’installazione e della manutenzione, riparano i guasti, riassortiscono gli erogatori in base alle richieste. Un lavoro quotidiano e umile di cui Confida è orgogliosa. Spiega Vincenzo Scrigna, presidente di Confida: «Il 90% dei distributori automatici dovrebbe essere posizionato in luoghi privati. Non si tratta solo dei problemi di sicurezza, dalle protezioni antivandalo ai sistemi di pagamento, che bisogna affrontare quando si posiziona un distributore. La burocrazia è spaventosa. Ogni volta che installiamo una macchina è come se aprissimo un negozio di 250 mq. E il divario tra Nord e Sud Italia è ancora forte. Gli imprenditori al Sud pagano le difficoltà di logistica e sicurezza. Eppure hanno saputo essere più vicini all’utente finale e hanno ottenuto risultati brillanti».
Ecco, nelle pagine seguenti, le principali novità del settore.

I numeri
2 milioni circa, le macchine installate (+20,34% rispetto al 2005)
quasi 3 miliardi di euro, il fatturato del settore (+13,78%)
6 milioni circa, le consumazioni
90%, consumi in uffici e aziende
34.000 addetti del settore
(Fonte Confida Il vending in Italia)

Sughi e gamberi
Dieci prodotti in scatola, tra creme da preparare con acqua bollente, sughi da scaldare e gamberetti che si reidratano. È l’offerta del distributore lanciato dalla Ribram, che lo affianca alla fornitura di Fruits Chips, frutta da sgranocchiare, a basso valore calorico. Altezza: 183 cm. Con antifurto.
Punti di forza: non richiede refrigerazione. Offre un servizio, in campeggi o porti turistici. Disponibile in comodato d’uso, magari a chi gestisce già un parco di vending machine. La Ribram si occupa della fornitura del prodotto.
INFO: Ribram, Delio Motta, tel. 02 2540325

Yogurt e zuppe calde
Yogocream e Cup Soup: sono le novità della Ducale, azienda di Parma, partita nel 1954 dalle macchine da bar, poi specializzata nei distributori di caffè. Oggi punta sullo yogurt magro, naturale o alla frutta, con cereali o liscio, e sulle zuppe calde in bicchiere, con crostini o senza.
Il brevetto Mixerless system evita ristagni, con erogazione da tubi indipendenti: igiene garantita, anche grazie allo sportello scorrevole automatico. Quindi rende possibile l’erogazione di un prodotto delicato come lo yogurt, ottenuto da una miscela di acqua e preparato in polvere. Le minestre, sviluppate in collaborazione con Knorr, sono più gettonate nel Nord Europa: Paesi Bassi, Francia, Belgio.
Punti di forza: lo yogurt va bene anche nelle scuole. Superati i problemi di sicurezza, le minestre sono adatte ad aeroporti, stazioni e luoghi di passaggio dove la ristorazione tradizionale latita, in certi orari. I prezzi: 4.250 euro per Yogocream, da 2.700 a 2.980 euro per Cup Soup (quattro-sei brodi).
INFO: Adriano Borgini, tel. 0521 272619, www.ducale.com

Il bar senza barista
Uno spazio ottimizzato con distributori automatici di bevande calde e fresche, snack, gelati. Un posto pulito e ben illuminato, dove ristorarsi a prezzi accessibili, 24 ore su 24. L’automatic bar è un allestimento della Dadesigngroup, in soli 25 mq.
Punti di forza: lo spazio è sfruttato al meglio, con superfici personalizzabili per creare un’immagine accattivante, oppure ospitare pubblicità. Protezioni contro gli atti vandalici. Non richiede la presenza di personale. L’autorizzazione necessaria dipende dal Comune di competenza. La soluzione (in foto) costa 16mila euro.
INFO: Alfredo Porrello, tel. 0773 1762091

Come al ristorante
Pizza, panini, pasta e snack. Il distributore Food2go offre prodotti alimentari di qualità. I piatti vengono conservati a freddo, scaldati a microonde all’interno dell’apparecchio (realizzato con Bianchi Vending Group) e serviti fumanti, in 80-150 secondi. I prezzi consigliati vanno da due euro per pizza e panini a tre euro per i primi. Erogare anche posate e tovagliolo.
Punti di forza: nomi che ammiccano alle specialità e alle città storiche italiane, un packaging bello graficamente, efficiente per il riscaldamento, utilizzabile come piatto. L’azienda dà assistenza, comunicazione, logistica, trasporto del prodotto. E anche finanziamenti agevolati. Costo dell’apparecchio: 8.100 euro.
INFO: Michele Tassini, 075 8783342, www.aralimentare.com

Frutta secca, dolci e caramelle
Un bar in miniatura, strapieno di barattolini di frutta secca, dolci e caramelle. Gustose tentazioni è un piccolo apparecchio, da posizionare all’interno di uno spazio commerciale, un bar o un parcheggio. Il produttore, Salysol, è spagnolo, ma il concessionario italiano ha realizzato un packaging per il nostro mercato.
Punti di forza: merce a vista, come attrattiva irresistibile. Un apparecchio piccolo costa 200 euro, il barattolino costa al gestore 50-60 centesimi e si vende al pubblico a un euro. Si rientra nell’investimento in quattro mesi, vendendo almeno 100 barattoli al mese. Ideale per integrare altra attività di vending.
INFO: Davide Baldelli, Progeca, tel. 035 201488, www.gustosetentazioni.it

Il riso fa business
Insalate di riso, e poi tagliatelle e altri piatti della nostra cucina. Sapori italiani produce e confeziona piatti freschi, da asporto e pronti da scaldare, in atmosfera modificata, che vivono da 10 a 30 giorni.
Punti di forza: per chi ha un distributore e cerca un prodotto fresco con un buon packaging. Ricarichi del 120-130%. Vita del prodotto: 30 giorni.
INFO: Nonno Rossi Group, tel. 051 406300, www.nonnorossi.com

Pizza in due minuti
Scende la farina, s’impasta con l’acqua. Dopo la pressatura, il disco di pasta è guarnito di pomodoro, mozzarella, prosciutto o salame. La pizza cuoce in forno ed è servita, in quattro varianti. Il tutto in soli due minuti e mezzo. Ed è buona. La “fabbrica di pizza” di Sitos Pizza System è stata ideata ed è costruita in Italia, a Trento, dopo lunga sperimentazione, per garantire conservazione e igiene delle materie prime oltra a qualità e gusto del prodotto.
Punti di forza:  Il distributore fa un prodotto fresco con ingredienti freschi sotto gli occhi del cliente. Funziona 24 ore al giono, sette giorni su sette. E non richiede manodopera. Ideale per i luoghi di passaggio, mense e scuole. Costa circa 30mila euro. INFO: Paolo Michela, Sitos, tel. 0464 486074, www.sitos.it

Al posto della mensa
Roba sana e fresca: è il core business di Vitaminika service, giovane azienda di Paullo (Mi), che rifornisce I distributori con primi piatti, insalate e macedonie, dessert di yogurt e frutta, frutta secca e Soffiotti, snack di solo formaggio soffiato al forno. Per i golosi, profiterol e tiramisù.
Punti di forza: qualità del prodotto e packaging. L’invenduto è un problema del gestore del vending, ma non ci sono obblighi di acquisto. Con prodotti così, il distributore dà un pasto completo.
INFO:  Vitaminika Service, tel. 02 95898157, www.vitaminikaservice.com

Vita da distributore
Se pensate di fare affari semplicemente piazzando due macchinette vi sbagliate di grosso. Vincenzo Scrigna è il presidente di Confida. Ma è anche un imprenditore che si è fatto da sé. Dopo 15 anni da dipendente, ha costruito la sua impresa e oggi ha 38 dipendenti, un fatturato annuo di 3,5 milioni di euro, una sede aziendale di 1.500 mq a Izano, Cremona, e un parco macchine di 1.000 distributori grandi e 2.000 table top, cioè apparecchi per caffè a cialde. Il settore cresce, ma lui non fa misteri delle difficoltà che affronta chi gestisce le macchinette. «Vent’anni fa era più semplice: bastava un kg di caffè per erogare 120 consumazioni. Oggi un apparecchio ha decine di referenze: questa è la richiesta del cliente. Per concordare le 40 selezioni di un distributore, io devo disporre di un magazzino di almeno 200 prodotti, sempre disponibile. Il ricarico su ogni prodotto è di circa il 10-15%. Ma se si considera il servizio che noi offriamo, il nostro utile si riduce al 2-3% sul fatturato. Il lavoro cresce, insomma. Si guadagna di più, ma solo se si lavora molto. E se si accontenta il cliente. Se lui non trova quello che vuole, si perde una vendita. I nostri prezzi, poi, sono fermi da cinque anni. Ritarare gli apparecchi su nuovi prezzi richiede un intervento tecnico su tutto il parco macchine».
Quanti soldi ci vogliono per iniziare?
«Per impiantare un’azienda che installi e gestisca 100 apparecchi, dando lavoro a due persone, occorrono almeno 300mila euro».
Consiglia invece il solo acquisto di un paio di macchine per integrare il reddito?
«No. Lo sconsiglio. Non troverebbe facilmente clienti. Chi accetterebbe di ospitare l’apparecchio di un gestore che non garantisce il rispetto dell norme ingieniche, la copertura assicurativa e un servizio efficiente? Un’azienda strutturata dà fiducia e garantisce tutto questo».
A cosa fare attenzione?
«Qualcuno propone franchising in cui vende apparecchi per 20-30mila euro, prospettando redditività che, in realtà, sono solo ipotesi. Il business, in quei casi, non è per il gestore, ma per chi gli ha venduto gli apparecchi».

Non solo food
- Collezionismo e foto. Tre proposte vending da Dedem: un distributore di prodotti non food, ideale per i collezionisti, e la sua variante slim, Autogadget, con soli 25 cm di spessore, che si può affiancare a un altro apparecchio (1.000 euro). Poi c’è Vending, un chiosco per la stampa digitale da memory card. Ideale come business aggiuntivo in negozi, bar e tabaccherie. Il laboratorio fotografico costa cinquemila euro. Una foto costa al gestore 50 centesimi e gli frutta due euro o più. L’incasso medio prospettato è di 1.800-2.000 euro al mese, circa 800 euro presso un tabaccaio. INFO: tel. 06 930261, www.dedem.it
Edicola. L’azienda tedesca Wurlitzer offe un distributore con otto selezioni di riviste. Costo: 7-8.000 euro. Distribuito da Mec System Italia, tel. 06 88565659, www.deutsche-wurlitzer.de
Farmacia. Preservativi, assorbenti, test di gravidanza. C’è tutto quello che serve nei negozi automatizzati Brekky, in franchising. Cinquemila euro la fee, da 26mila euro per attrezzare un negozio da 20 mq, www.brekky.eu

di Silvia Messa - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di Luglio/agosto 2008.



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