Martedì 07 Febbraio 2012
 CERCA NEL SITO 
nome  
e-mail
   
segui millionaire
 
la rivista
Scopri i contenuti del mese
L'archivio di Millionaire
Leggi i pezzi "storici"
Tutto sul Franchising
Gli articoli più letti
Lavoro
Business
Soldi
Motivazione
Piaceri della vita
interactive
Accedi ai servizi
L'esperto risponde
Bacheca
i nostri link
Franchising City
I Kit Creaimpresa
Lo spot: Millionaire Rap

         news        le idee

 



E io apro un boat & breakfast
Arriva da oltreoceano e sta conquistando anche gli italiani. Si chiama boat & breakfast, è una formula a metà tra l’albergo familiare e la barca presa a noleggio. Consente agli ospiti di dormire a bordo e fare colazione in uno yacht ormeggiato nel porto. Ma, quella che a prima vista potrebbe essere liquidata come una vacanza in una camera più piccola di quella di un hotel, ha invece le carte in regola per farsi largo nel settore alberghiero. Le sistemazioni più spartane hanno prezzi sui 60 euro a notte a cabina anche in alta stagione, cioè abbastanza contenuti per fare concorrenza alle strutture ricettive dei dintorni e accaparrarsi la clientela più giovane. Le imbarcazioni più grandi e lussuose invece conquistano un target di pubblico di fascia alta facendo leva sull’originalità della location: in aggiunta al colpo d’occhio sullo skyline urbano che non ha nulla da invidiare a quello delle strutture eleganti di terra, approfittano della posizione privilegiata dei porti cittadini, per la maggior parte localizzati in prossimità dei centri storici. Per chi punta al business, i boat and breakfast sono spesso l’altra faccia del charter nautico. «Le società di noleggio possono così sfruttare al massimo l’affitto delle imbarcazioni e proporne l’uso anche nella bassa stagione» spiega Massimo Revello, presidente Isyba (Associazione italiana mediatori marittimi, www.isyba.it). L’Italia, non solo sulle coste meridionali, è più che adatta allo scopo: sia per il clima temperato di molte giornate invernali sia per la bellezza di numerose città costiere, da Palermo a Bari, Ravenna, Genova. «Al momento in Italia circa il 15% delle imbarcazioni a noleggio che richiedono la presenza di equipaggio a bordo propongono il boat & breakfast: percentuale che per le barche più piccole scende al 10%» prosegue Revello. Il business è lontano dalla saturazione e chi sta cercando un modo per trasformare la propria barca in un’attività economica ha il vantaggio di presentare poca concorrenza.
Come si avvia un’attività di boat and breakfast? Innanzitutto è bene sapere che si può anche partire da zero, basta acquistare una barca adatta all’ospitalità: la distinzione non sta nella vela o nel motore, quanto piuttosto nelle dimensioni degli yacht. «Si va da almeno 10 metri per la vela, che così consente pernottamenti per una famiglia con due bambini, mentre le barche a motore misurano almeno 12 metri: queste sistemazioni non prevedono personale a bordo, ma l’organizzazione di un servizio di reperibilità per ogni evenienza» consiglia Revello. L’acquisto si aggira sui 100mila euro per la vela e 300mila euro per le barche a motore: cifre che si dimezzano per il mercato dell’usato. «La maggior parte dei panfili proposti per il boat and breakfast è però composta dai 18-20 metri, su cui è necessaria la presenza di equipaggio a bordo» sottolinea Revello. I costi di acquisto, per queste case galleggianti, sono di due milioni di euro circa: importi che si riflettono sui prezzi di pernottamento, in questi casi fissati da 200 euro in su per cabina a notte. L’equipaggio a bordo si organizza in base al numero degli ospiti: l’impiego di una persona di servizio per ogni turista è adottato solo nelle barche più esclusive, di solito ogni membro del personale serve tre-quattro ospiti. Altri costi fissi sono l’assicurazione – un investimento annuale pari a circa l’1% del valore dello yacht – in aggiunta al mantenimento (pulizia dello scafo, manutenzione del motore, cura del legno... 15 mila euro l’anno circa) e all’affitto del posto barca nel porto, che varia a seconda dell’esclusività del luogo e dalle misure e va da 3.500 euro in su ogni 12 mesi. «Difficile trovare posto in Liguria, Toscana, Lazio e Campania: meglio cercare i porti minori di altre regioni, ancora tutti da sfruttare» suggerisce Revello. È quello che ha fatto Massimiliano Moro, amministratore unico della Wind Sardinya Sail (www.windsardinyasail.com) di Alghero (Ss) che dall’anno scorso usa le sei imbarcazioni della flotta charter anche per il boat & breakfast. «In città atterrano gli aerei della Ryanair con turisti tedeschi, inglesi e spagnoli: ma qui non c’è la concorrenza della Costa Smeralda» conferma Moro. Pochi gli accorgimenti per la gestione del servizio: il riscaldamento, indispensabile per la stagione invernale, e un coordinamento simile a quello alberghiero per ricambio di biancheria e preparazione della prima colazione. Le barche sprovviste di una cambusa adeguata possono rimediare stringendo convenzioni con i bar del porto e proporre così il servizio di colazione a terra: in alternativa, con un poco di organizzazione (thermos per le bevande calde, contenitori refrigerati...) è possibile portare in coperta un breakfast casalingo.
Racconta Ava Cappelletti, proprietaria della barca d’epoca Shaula (www.realvenice.it/shaula):«Ho posizionato la mia barca nell’isola della Giudecca di Venezia: la location è tra le migliori al mondo e permette di proporre anche servizio di escursione nelle isole meno rinomate della Laguna, da Sant’Erasmo a Poveglia. Prepariamo la colazione, riforniamo il frigobar della cabina più grande in base ai desideri degli ospiti. Abbiamo predisposto la filodiffusione, gli attacchi per la ricarica dei cellulari e il collegamento con l’acquedotto portuale anziché limitarci al serbatoio di bordo: tutti dettagli apprezzati. Ora stiamo pianificando un collegamento su gommone dal porto alla stazione ferroviaria di Venezia» aggiunge Cappelletti. Le strategie di promozione sono numerose: un sito Internet declinato in più lingue, fondamentale per tutti, può essere affiancato ad altri canali come l’appoggio ad agenzie turistiche locali e la segnalazione nel porto stesso. «Frequentiamo fiere di settore in Germania e in Inghilterra con un buon riscontro, perché molti si avvicinano alla nautica proprio con un soggiorno di una sola notte. La difficoltà in questi casi sta nello spiegare che la barca non è un albergo ma uno spazio più piccolo, dove sono bandite le scarpe con tacco per non danneggiare i legni pregiati delle strutture» avverte Moro. Infine, un’avvertenza: è importante sfruttare l’imbarcazione per almeno 70 giorni, in modo da arrivare a coprire le spese e iniziare a guadagnare.

Burocrazia in pillole
Agevoli gli adempimenti burocratici per chi vuole svolgere attività di boat & breakfast: il primo passo avviene presso il Registro delle imprese ed è l’indicazione dell’oggetto sociale dell’azienda come “attività di locazione e noleggio per attività da diporto”. Presso la capitaneria di porto locale bisogna invece presentare all’ufficio dell’iscrizione imbarcazioni una dichiarazione che attesta la locazione a noleggio della barca, in aggiunta a una seconda dichiarazione per l’assunzione di responsabilità connessa all’esercizio di locazione. Le dichiarazioni verranno registrate sulla licenza di navigazione della barca: per il loro rilascio è richiesto il pagamento di una normale marca da bollo amministrativa.

«Ho visto una barca turca e me ne sono innamorato…»
«Quando l’ho vista ho capito subito che era quella che cercavo da tempo: perché la barca è un po’ come una donna, capace di affascinarci con un colpo di fulmine». Federico Colleoni, ristoratore bergamasco e proprietario della goletta My Bubu, ormeggiata a Portoferraio (Li), sull’Isola d’Elba, propone la formula del boat & breakfast a Genova dal 2006. «Ho impiegato anni per trovare la barca giusta: sulle pagine di una rivista di nautica avevo scoperto la bellezza dei panfili della Turchia, costruiti in legno pregiato secondo tradizioni antiche. E così sono partito alla ricerca di un sogno: non sapevo nemmeno dove andare. La destinazione indicata sulla rivista  era tra Marmaris e Bodrum. Dopo alcuni viaggi e tante conversazioni con la gente del posto ho capito che, per evitare qualsiasi problema, era meglio acquistare una barca già pronta anziché farne progettare una ex novo. My Bubu, costruita nel 2000, era perfetta per me: tutta in mogano, quercia e teak, è lunga 28 metri e contiene due cabine doppie, tutte dotate di bagno. In Turchia imbarcazioni usate di questo genere hanno prezzi che variano da 100 a 900mila euro, a seconda dello stato di conservazione: My Bubu era in ottimo stato e per sfruttarla come charter è stato sufficiente ristrutturare i servizi igienici. L’Isola d’Elba è adattissima alla nautica da diporto: le sue baie sono riparate e vicine a Toscana, Corsica e Sardegna, cioè a scenari da favola. L’idea del boat & breakfast mi è venuta proprio a Genova in occasione del Salone nautico, quando la città trabocca di visitatori ed è difficile trovare posto in albergo: ho pensato che le tante fiere organizzate nel capoluogo ligure e la vicinanza dell’acquario cittadino avrebbero fatto da trampolino di lancio al pernottamento in porto. L’organizzazione non è stata un problema: a bordo è sempre presente del personale, che si incarica di preparare la colazione agli ospiti. E così nei mesi invernali My Bubu si sposta dall’Elba a Genova per diventare un albergo galleggiante. Con il ricorso alle due formule sono riuscito a coprire i costi di gestione e a realizzare il mio sogno di possedere una barca bellissima». INFO: www.marececo.com

All'estero
Il Nord Europa va in botel
Anche nel Nord Europa, dove il maltempo è molto frequente, l’attività di boat & breakfast è diffusa. All’estero si chiamano anche botel, contrazione di boat e hotel. A Bratislava, capitale della Slovacchia, è possibile pernottare ormeggiati alle rive del Danubio in una struttura a quattro stelle che contiene anche un ristorante: prezzi delle cabine da 80 euro in su (www.botelmarina.sk). Proseguendo verso settentrione, ad Amsterdam invece l’Amstel Botel, a quattro passi dalla stazione ferroviaria centrale, propone quattro tipologie di cabine e prezzi a partire da 90 euro (www.amstelbotel.com). Non manca nemmeno Stoccolma: nella capitale svedese il Red Boat è un’iniziativa familiare che propone sistemazioni simili a quelle degli ostelli giovanili, con possibilità di acquisto presso la reception di pasti caldi. Prezzi a partire da 50 euro (www.theredboat.com).

di Maria Spezia - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di luglio/agosto 2008.

Commenti

Per scrivere un commento è necessario registrarsi a Millionaire.it
Accedi ai nostri servizi oppure registrati gratuitamente

 


Copyright © Virgilio Degiovanni Editore Srl - Tutti i diritti riservati - Via Privata Farnese n. 3 - 20146 Milano - P. IVA: 12258590152