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Quanto è trendy l'agriturismo in Toscana
Agriturismo da record. Aumento di più del 50% in 10 anni. Tutto esaurito per i ponti di primavera e inizio estate. Un miliardo di euro il fatturato annuo, 13 milioni di presenze. Il business c’è. L’ecoturismo funziona. La gente ritorna alla terra, vuole assaporare i ritmi lenti, l’odore di mucca e fieno. Contro lo smog, il traffico, la vita in città. E tra gli amanti del bucolico ci sono moltissimi turisti stranieri in arrivo da Nord Europa e Nord America. In vetta alle mete preferite c’è la Toscana, con le sue colline del Chianti, la Maremma, i paesaggi mozzafiato, il mare, l’arte, la cultura e i prodotti enogastronomici famosi in tutto il mondo. Le aziende agrituristiche qui sono più che raddoppiate dal 2000. Oggi sono circa 4.000, concentrate per lo più tra le provincie di Siena (1.010), Grosseto (825) e Firenze (563).
Ma c’è ancora qualche opportunità per chi parte da zero? Innanzitutto è bene precisare che c’è una legge specifica che regola l’attività degli agriturismi, che devono sempre essere aziende agricole. Bisogna cioè disporre di un’azienda agricola, di proprietà o in affitto, di coltivazione, allevamento o silvicoltura. In Toscana, poi, la Legge regionale dice che l’eventuale servizio di ristorazione deve essere riservato ai soli ospiti che pernottano. Il che rende maggiori i tempi di recupero dall’investimento per la realizzazione della cucina e tutta la messa a norma. Tuttavia, il numero degli agriturismi con ristorante è in crescita, soprattutto nelle aziende medio-grandi, per avere una fonte di reddito aggiuntiva che consente ricarichi del 400-500% sulle materie prime impiegate.
Dove conviene avviare l’attività? «Le provincie di Siena, Firenze e Grosseto sono già molto coperte» spiega Giovanna Bologna, titolare dell’agenzia immobiliare AroundTuscany a San Casciano dei Bagni in provincia di Siena. «In queste zone si lavora bene tutto l’anno grazie al forte richiamo delle città d’arte, al fascino della Maremma, alla notorietà del Brunello di Montepulciano o dei formaggi di Pienza e alle terme di Saturnia e di San Casciano, dei Bagni al confine con Lazio e Umbria. Anche Lucca e Pisa attirano parecchio per la vicinanza con il mare della Versilia e per la comodità dell’aeroporto pisano».
A nord della regione invece, tra Massa e Carrara e nella Lunigiana, l’offerta agrituristica è ancora limitata. Gli spazi sono potenzialmente maggiori ma bisogna scegliere un posto facilmente raggiungibile, non troppo lontano dal paese, dove i turisti possono andare a fare la spesa e avere comunque un maggior senso di sicurezza.
Gli edifici da adibire all’ospitalità sono diversi. «Si va dalle residenze storiche di grande prestigio con mobili di antiquariato, a ville e case coloniche da arredare con oggetti tradizionali per ricreare un ambiente rurale fino ai ruderi ben ristrutturati. Giardino e piscina sono indispensabili. Al posto della classica camera tipo albergo, in Toscana molti agriturismi mettono a disposizione dei turisti miniappartamenti indipendenti con cucina autonoma da tre a cinque-sei posti» aggiunge Giordano Muziarelli, presidente di Agriturist Toscana e proprietario dell’agriturismo La Montalla di Contignano in provincia di Siena (www.lamontalla.com).
Le aziende agrituristiche più grandi arrivano a un centinaio di posti letto ed offrono servizi da fare invidia ai migliori hotel. Ma anche le strutture più piccole, con solo 10 posti letto e senza attrazioni ricreative e sportive all’interno, offrono escursioni guidate nel territorio con possibilità di fare equitazione, trekking, pescaturismo, ecc.
«Per battere la concorrenza, incrementare gli arrivi e invogliare gli ospiti a ritornare, bisogna far vivere al turista esperienze vere che lo arricchiscano: dalla visita al vigneto insieme all’agronomo, al pranzo tutti insieme coi proprietari, alle scuole di cucina, al pane, alla marmellata con susine appena raccolte…» consiglia Donatella Cinelli Colombini, proprietaria della Fattoria del Colle a Trequanda (Si), che un reportage del settimanale Panorama ha ritenuto il miglior agriturismo al mondo (Tel. 0577 662108, www.cinellicolombini.it). L’ideale è costruire pacchetti turistici su temi per cui si ha grande passione (cucina tipica, arredamento, giardinaggio, auto d’epoca, pittura, ecc.) e prevedere durante i soggiorni corsi, mostre, eventi, con la partecipazione di qualche esperto conosciuto che richiami tanta gente».
Per lavorare bene è fondamentale essere conosciti nel mondo. Come? Anche se non c’è niente di meglio del passaparola, oggi tutto si svolge su Internet: in alcune aziende le prenotazioni on line sono addirittura l’80%. Non basta però avere il proprio sito, bisogna registrarsi sui maggiori portali come www.agriturismo.com e www.agriturismo.it, fare inserzioni sulle guide turistiche e partecipare alle fiere del settore, nazionali e non, anche per fare accordi con i tour operator che si incaricano di vendere i soggiorni in cambio di una commissione di solito compresa tra 30 e 60%.
Quanto rende farsi l’agriturismo? I prezzi variano in base alla qualità della struttura: si parte da 20-25 euro a persona per pernottamento e colazione fino a 80-100 euro con cena, visite, degustazioni e corsi nelle aziende più prestigiose. «La durata media delle vacanze in agriturismo si è un po’ ridotta negli anni» sostiene Giordano Muziarelli. «Oggi è di quattro-cinque giorni, con una percentuale di occupazione delle camere durante l’anno tra 30 e 50% e con il pieno (o quasi) durante i ponti primaverili, in agosto e a capodanno». Oltre al reddito derivante dall’ospitalità, l’azienda ha i ricavi dei prodotti dell’agricoltura (cereali, piante officinali, frutta, ecc.) e di ciò che si produce in loco (olio, vino, confetture, verdure sott’olio, tisane, saponi, ecc.). La vendita diretta dei prodotti della fattoria avviene a prezzi anche doppi rispetto all’ingrosso. Si guadagna bene, ma i prodotti devono essere di primissima scelta perché chi li compra è molto esigente. Rendono anche le fattorie didattiche, che fanno conoscere il lavoro di campagna e i corsi, soprattutto se li si tiene di persona.
L’attività è ideale per una gestione familiare senza spese per il personale. Alla fine dei conti, il guadagno lordo si aggira intorno al 20% dei ricavi, mentre le tasse, come in tutte le attività agricole, non sono molte. Per portare a casa l’investimento dell’immobile bisogna però mettere in conto 10 anni. I prezzi? In Toscana si va da 1.500/2.000 euro al metro quadrato fino a oltre 5.000 euro nelle località più rinomate. Per un casale di 250 metri quadri (10-15 posti letto), considerato anche l’arredo e le attrezzature necessarie e se va ristrutturato, ci vogliono dunque non meno di 600mila euro. Attenzione però a non spendere oltre 30-40mila di spese complessive per posto letto: potrebbe infatti essere più difficile poi rientrare dai costi.

Burocrazia
OCCHIO A NON ABUSARE DEL TITOLO
L’attività agrituristica è disciplinata da leggi regionali coordinate dalla Legge quadro nazionale 96/2006. In Toscana, a fissare i dettami è la Legge 30 del 2003, con modifiche introdotte dalla 27/2004.
Si possono utilizzare come alloggi per gli ospiti i soli fabbricati rurali già esistenti - non di nuova costruzione - il numero massimo di posti letto è 40, salvo eccezioni per dimore storiche, e l’eventuale servizio ristorante deve essere riservato ai soli ospiti impiegando almeno in parte prodotti propri.
L’attività può essere svolta esclusivamente da imprenditori agricoli che “possono offrire ai turisti alloggio e vitto utilizzando almeno in parte i propri prodotti e organizzare attività ricreative e culturali”.
Vanno poi svolti i seguenti adempimenti burocratici:
•    Iscrizione al registro regionale degli operatori agrituristici;
•    Autorizzazione comunale per lo svolgimento dell’attività agrituristica;
•    Denuncia di inizio attività ai fini della pubblica sicurezza e registrazione degli ospiti in arrivo;
•    Idoneità igienico-sanitaria e per la sicurezza dei locali;
•    Piano aziendale di autocontrollo igienico-sanitario per gli alimenti e libretti sanitari degli operatori;
•    Iscrizione al Registro delle imprese della Camera di commercio;
•    Apertura della partita Iva e Conto fiscale;
•    Iscrizione Inps e Inail;
•    Valutazione del rischio Legge 626/1994;
•    Richiesta alla Provincia di classificazione della ricettività “attribuzione delle spighe”;
•    Rispetto delle norme generali in base ai servizi offerti (smaltimento rifiuti, canoni televisivi, diritti d’autore per manifestazioni musicali, ecc.).
Non servono invece permessi particolari per la vendita diretta dei prodotti in azienda.
Finanziamenti. Gli aiuti pubblici nazionali non mancano (Decreto legislativo 185/2000 – Titolo I – Imprenditoria giovanile, servizi www.sviluppoitalia.it - e Legge 488/92, Turismo www.legge488.it ), ma soprattutto ci sono tanti fondi disponibili dall’Unione Europea col nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Toscana (www.regione.toscana.it).

PER SAPERNE DI PIÙ
LE ASSOCIAZIONI
Agriturist Toscana, associazione di categoria di Confagricoltura
Viale Amendola 44, Firenze
Tel. 055 20041225
Fax 055 243568
Internet: www.agriturist.it

Turismo Verde Toscana, associazione di categoria della Confederazione Italiana agricoltori
Via Nardi 41, Firenze
Tel. 055 2338911
 Fax 055 2338988
Internet: www.turismoverde.it

Terranostra, associazione di categoria della Confederazione nazionale coltivatori diretti
Via della Villa Demidoff, 64/D, Firenze
Tel. 055 3245655
Fax 055 3246612
Internet: www.terranostra.it

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DA VISITARE
Agrietour, 7° edizione del Salone nazionale dell’agriturismo e dell’offerta
14-16 novembre 2008, centro affari e convegni di Arezzo
Organizzatore: Centro promozioni e servizi, Arezzo
Tel. 0575 9361 - Fax 0575 383028
Internet: www.agrietour.it, e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

IN RETE
www.agriturismo.regione.toscana.it
Il portale della Regione Toscana dedicato all’agriturismo

Immobili: 4 proposte a confronto
Il vero affare, forse, lo si fa andando a caccia di ruderi, studiando bene lo stato dei fabbricati, la superficie dei locali e del terreno annesso, l’accessibilità stradale. Per darvi un’idea di cosa c’è in giro, abbiamo chiesto a Giovanna Bologna dell’agenzia Around Tuscany (www.aroundtuscany.it, tel. 0578 58144 ) di segnalarci tre opportunità.

- Val d’Orcia con ristrutturazione
Vicino a Radicofani, nel Parco naturale della Val d’Orcia, antico rudere appena ristrutturato. Un ettaro di terreno e piscina fra querce e olmi. Casa colonica su due piani, con tre camere per gli ospiti.
Prezzo: 850.000 euro

- San Casciano dei Bagni (Si), tutto da fare
Rudere da ristrutturare, con piscina. Colonica di 300 mq, cinque camere per gli ospiti. Due ettari di uliveto.
Prezzo: 600.000 euro

- Agriturismo già avviato a Lucca
A cinque km dalle mura di Lucca, agriturismo ventennale in casa colonica di 350 mq con due ettari di terreno adibito a frutteto e uliveto. Quattro camere per gli ospiti. Piscina.
Prezzo: 1.450.000 euro (comprensivo di “rinfrescata”)

1.    San Casciano dei Bagni (Si)
Zona termale, casa colonica di 600 mq tutta in pietra immersa nel verde, ristrutturata da interior design. Cinque ettari di terreno. Agriturismo già avviato. Ottima clientela americana. Sei camere per gli ospiti.
Prezzo: 2.500.000 euro

di Monica Gadda - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di luglio/agosto 2008.

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