|
|
|
Il curriculum? È un video clip |
Benjamin Hampton è un neolaureato americano che ha trovato lavoro in un importante società di consulenza aziendale dopo aver messo su YouTube un videocurriculum di cinque minuti (http://it.youtube.com/watch?v=YL1mUuYAPkI). Ma oltre al lavoro, Benjamin ha trovato la notorietà. La rivista Time lo ha definito il pioniere del video resume. Nel videocurriculum Hampton parla di se stesso in modo informale, si fa riprendere in casa, si ferma brevemente a suonare il piano. Una serie di foto e scritte in sovraimpressione riassumono le sue competenze professionali e le sue esperienze nel sociale. Risultato: tantissimi contatti e parecchi tentativi di imitazione.
La YouTube generation è al lavoro! E si prepara a sostituire il vecchio curriculum di carta con un video curriculum. Filmati, scritte in sovraimpressione, foto, musica: per districarsi nella giungla degli annunci di ricerca del personale. Negli Stati Uniti, l’89% dei datori di lavoro guarda i videocurriculum, in Italia il fenomeno è ai blocchi di partenza. Le aziende e i selezionatori che hanno capacità e voglia di guardare un video invece di limitarsi a una più semplice e rapida occhiata al curriculum non sono ancora la maggioranza. Ma qualcosa si muove. Lo strumento ha reali potenzialità. È utile per rendersi più visibili: gli svariati siti in cui si possono caricare filmati (specializzati o generalisti come YouTube) sono un palcoscenico da non trascurare. Per tutti. Patrick del Grande Fratello 4 ha messo su YouTube il proprio videocurriculum (http://it.youtube.com/watch?v=GW1BTJzLrt0) per raccontare la sua esperienza di giornalista all'assalto di Vip per un canale satellitare del Principato di Monaco. Si distingue, si fa notare. In una fase come quella attuale, in cui questo strumento è ancora poco utilizzato, una bella presentazione in video consente di emergere in un mare di anonimi curriculum cartacei. E di far risaltare caratteristiche personali che altrimenti rischierebbero di non venire notate, come doti comunicative o conoscenza delle lingue straniere. Attenzione, però: il videocurriculum si può rivelare un’arma a doppio taglio. Deve essere perfetto, non amatoriale: chi vi deve giudicare vede e rivede il vostro video, senza che voi possiate fare niente per correggere eventuali errori. Silvia Zanella di Monster.it, nota società di recruiting on line in Italia, spiega: «Colloquio e videocurriculum differiscono come un concerto e un disco realizzato in studio: a un concerto una stonatura può passare inosservata, ma nel disco l’esecuzione deve essere perfetta». (CRIII SE VUOI POSSIAMO ILLUSTRARE QUESTO CONCETTO… METTENDO FOTO DI UN CONCERTO tipo BRUCE STASERA A MILANO E UN DISCO…??) Se non si è sicuri di poter realizzare un prodotto inattaccabile sia dal punto di vista tecnico sia da quello dei contenuti, è meglio lasciar perdere. Non esistono, almeno in Italia, delle società a cui affidare la realizzazione tecnica del proprio videocurriculum eccezion fatta per l’Università Luiss di Roma che, nell’ambito della borsa lavoro virtuale Luiss Job Exchange (www.luiss.it/lje/), offre ai suoi laureandi la possibilità di girare un videocurriculum. Il video, montato secondo una struttura standardizzata, viene consegnato allo studente che può decidere se metterlo on line, spedirlo alle aziende, o allegarlo nelle e-mail di candidatura. «È un’opportunità in più: sul sito ci sono anche le foto dei candidati, una loro lettera di motivazione e il curriculum tradizionale in formato pdf» spiega Lia Di Giovanni, responsabile del Placement Office di Luiss: «Nessuna azienda si basa esclusivamente sul videocurriculum nel suo processo di selezione. Sarebbe troppo bello da un lato, ma troppo pericoloso dall’altro. Al contempo il videocurriculum può rivelarsi un buon alleato. Chi si lamenta di essere scartato per un voto di laurea basso, può qui dimostrare altre sue doti».
Via libera quindi al fai da te, ma non improvvisate: la strumentazione necessaria è ormai alla portata di tutti (bastano una videocamera e un software per il montaggio di filmati) ma conseguire un risultato accettabile può non essere così scontato. «Lo strumento mi sembra adatto ad attori, registi e a chiunque lavori con le immagini e con la propria immagine; inoltre credo che funzioni meglio come videocandidatura, in risposta cioè a un singolo annuncio, che non come candidatura generica» osserva Silvia Zanella. Nell’attesa che le aziende si preparino a sposare questa modalità (guardare un video fa perdere più tempo che leggere un curriculum cartaceo), il videocurriculum può rivelarsi utile, se usato nei modi giusti, e per scopi specifici. Ultima avvertenza: da sconsigliare a chi si candida a posizioni amministrative.
Pro
• Serve a distinguersi, denota creatività e spirito di iniziativa
• Fa emergere qualità che sul curriculum cartaceo passano inosservate
• Immagini e musica possono essere più convincenti di un documento word
Contro
• Per aggiornarlo bisogna girarlo ex novo
• Non tutte le aziende hanno tempo e voglia di guardarlo
• Mette a nudo impietosamente eventuali difetti
Come si fa, step by step
1. Regola numero uno: informatevi. Prima di realizzare il videocurriculum documentatevi, scaricate un manuale on line o chiedete aiuto a qualche amico “tecnico”. Il prodotto finale deve avere un aspetto professionale. Una versione amatoriale, e non in linea con il vostro profilo professionale potrebbe essere controproducente.
2. Scegliete lo stile.
Fra i molti esempi di videocurriculum presenti in Rete, prevalgono due stili consolidati.
- Un primo, più tradizionale, consiste nel girare una videointervista in cui il candidato espone le proprie competenze e aspirazioni, simulando un colloquio o "recitando" le informazioni contenute in un curriculum cartaceo. (QUI foto frame DI UNA TIPA IN VIDEO. )
- Un secondo stile privilegia invece la forza delle immagini: il candidato non si affida più alle parole e alla propria faccia, ma crea una vera presentazione visiva del proprio mondo realizzando in alcuni casi prodotti che somigliano a presentazioni in powerPoint e in altri a veri e propri videoclip. (QUI foto SCRITTE IN VIDEO TIPO LAUREATA IN LETTERE). A meno che non ci si candidi per lavori particolarmente creativi, meglio non eccedere con immagini ed “effetti speciali”. In fondo a chi guarda i videocurriculum interessa il candidato piuttosto che le esercitazioni di stile. Nella maggior parte dei casi quindi va più che bene una videointervista vivacizzata magari da un montaggio accattivante, un sottofondo musicale non troppo invadente o qualche inserto grafico (non tutto insieme!).
- Fate attenzione al tempo. Un video cv non deve superare i due minuti, meglio ancora se ci si mantiene nei 60 secondi. I videocurriculum sono quasi sempre girati al chiuso, anche per questioni tecniche: sarà più facile ottenere un buon audio e si potranno curare di più le inquadrature e le condizioni di luce.
- Occhio al montaggio. Anna Lyford, regista e montatrice, consiglia: «Per girare, riversare e montare un videocurriculum di un paio di minuti, un dilettante impiegherà circa una giornata. Sia i pc che le videocamere al momento dell’acquisto generalmente contengono software gratuiti per il montaggio; chi vuole qualcosa di più può acquistare software semiprofessionali come Premiere-pro o Final Cut, che differiscono da quelli professionali praticamente solo per questioni di memoria». Un consiglio: guardate il video molte volte e con attenzione prima di inviarlo o metterlo on line. Fatelo giudicare anche da qualcuno che non vi conosce bene.
- Dove inviarlo. In Italia i siti specializzati in videocurriculum sono ancora pochi (www.ialweb.it, www.ilcurriculumsonoio.it, www.ilvideocurriculum.eu, www.mediacurriculum.com). Conviene quindi non trascurare anche altre alternative: inviare il videocurriculum a siti di recruitment generalisti, mandare il cd direttamente alle direzioni del personale, metterlo on line su blog e pagine personali per poi diffondere il link – accompagnato da una breve lettera di motivazione – via e-mail. Restano poi sempre i grandi contenitori come YouTube.
Glossario
Videocurriculum: con un breve filmato, si descrivono le proprie competenze, attitudini e ambizioni a potenziali datori di lavoro.
Videoannuncio: video realizzato da un’azienda per ricercare specifiche figure professionali. Il videoannuncio contiene la descrizione del lavoro offerto e i requisiti richiesti a chi si candida a ricoprirlo.
Videocandidatura: è il videocurriculum realizzato in risposta a un singolo annuncio di lavoro.
Videoprofilo: filmato realizzato da un’azienda per comunicare le proprie attività e i propri valori a potenziali candidati, spiegando quali caratteristiche sono più gradite all’azienda. Il videoprofilo non contiene offerte di lavoro.
Il concorso
«Così ho fatto la televendita di me stessa»
Valentina Zambelli, 26 anni, lodigiana, laureanda in lettere con indirizzo Cinema-Teatro, si è classificata seconda all’ultima edizione del concorso Prove libere di videocurriculum, un’iniziativa del Consorzio Universitario di Pordenone e della web tv Pnbox (il suo video, insieme agli altri nove meglio piazzati è visibile sul sito www.videocurriculum.tv). In un minuto, Valentina si esibisce in una specie di televendita di se stessa come se fosse un set di coltelli o un macchinario per rassodare i glutei. Mentre lei con stile caricaturale e simpatico elenca le proprie competenze (sono laureata in lettere, parlo inglese, francese e spagnolo, ho frequentato numerosi corsi di regia e montaggio), in sovraimpressione appaiono messaggi come “funziona senza pile” o “ritiro gratuito dell’usato da rottamare”. «Ho saputo del concorso pochi giorni prima della scadenza, così ho cercato un’idea facile da realizzare. Ho pensato che quando si manda un curriculum in fondo si cerca di vendere se stessi, e quindi ho estremizzato questo concetto cercando di realizzare qualcosa di spiritoso. Fra riprese e montaggio ho impiegato un giorno e piazzandomi seconda ho vinto uno stage presso La7. Se dovessi girare un videocurriculum per cercare davvero lavoro e non per partecipare a un concorso, lo farei in modo un po’ più normale, ma credo che ci lascerei ugualmente un pizzico di follia in modo da renderlo particolare e diverso dagli altri».
di Giuliano Pavone -
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
. L'articolo è pubblicato su Millionaire di settembre 2008
Per scrivere un commento è necessario registrarsi a Millionaire.it Accedi ai nostri servizi oppure registrati gratuitamente |
|