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C'è un doppio lavoro per te |
Benzina alle stelle, crollo del potere d’acquisto, salari a picco. È recessione. Far quadrare i conti è sempre più un’impresa. Ma battere la crisi si può. C’è chi si difende attaccando, inventandosi nuovi lavori e nuovi business. Si torna al fai da te e al secondo lavoro. Sei milioni di italiani svolgono già un altro mestiere nel tempo libero, generando un giro d’affari di 91 miliardi di euro. Il doppio lavoro fa moda. L’Italia è piena di commesse che fanno le cantanti, operatrici di call center che sono anche baby sitter, ingegneri di giorno e registi di notte. Il trend è destinato ad allargarsi a macchia d’olio. Lo scenario è in evoluzione e potrebbero aprirsi nuove opportunità anche dalla guerra dichiarata dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ai dipendenti statali. Per tutti un obiettivo: incrementare le entrate. Da 500 a 1.300 euro al mese. Soldi che se non cambiano la vita, certo la migliorano. Ma ci vuole impegno (quattro ore in più al giorno per 250 giorni l’anno), intraprendenza e fantasia. Così, timbrato il cartellino delle 18, c’è chi comincia una doppia vita. Pronti per il business? Per chi è a corto di idee, ecco 15 suggerimenti, suddivisi tra lavori classici (che noi chiameremo intramontabili) e quelli più nuovi. E, dato che anche il senso del pudore sembra andato definitivamente in crisi, in un'inchiesta dedicata ai secondi lavori degli italiani non potevamo non prendere atto di quelli più trasgressivi, registrando il fenomeno.
Stasera? Cucino io a casa tua
Cosa fa lo chef a domicilio. In casa serviti e riveriti come al ristorante. Grazie allo chef che arriva a domicilio. Il mercato è in espansione: anche le star dei fornelli, dal gastronomo Gianfranco Vissani a Fulvio Pierangelini (quest’anno incoronato come il migliore dal Gambero Rosso), si prestano a trasferirsi nelle cucine private di una clientela esclusiva disposta a pagare 350 euro a coperto, vini esclusi. Il servizio del cuoco a domicilio ha il suo punto di forza nel venire incontro alle richieste personalizzate della clientela.
La storia:
«Sono un agente immobiliare specializzato in sistemazioni per il turismo, e ho del tempo libero da dedicare al mio hobby di sempre, la cucina» dice Massimiliano Marzi, 29 anni, ha avviato in Toscana il servizio Cuoco a domicilio (www.cuocoadomicilio.com). «Da adolescente ho lavorato per alcuni anni come cameriere e aiuto cuoco, ma quando ho iniziato a occuparmi di ville e appartamenti a tempo pieno ho pensato di fare tesoro della mia esperienza con un socio, chef professionista da oltre 10 anni. Tra le nostre ricette, alcuni piatti della tradizione da prepararsi con casseruole e utensili quotidiani, che non hanno richiesto un investimento iniziale. Prepariamo per tavolate di massimo 20 persone, di norma facciamo un sopralluogo sul posto per verificare l’attrezzatura a disposizione e, se è il caso, integrarla. A seconda del budget del cliente e dell’occasione proponiamo quattro-cinque tipi di menu, facciamo la spesa e cuciniamo tutto sul posto: i prezzi variano da 30 a 300 euro a testa e più, vini compresi. L’attività è stagionale, e si concentra tra la primavera e l’estate: per farci conoscere è stato sufficiente inaugurare il sito on line, il passaparola ha fatto il resto. I guadagni? Arrotondo il mio stipendio principale del 10-20%, a seconda del mese».
In pratica.
Indispensabile una certa esperienza tra i fornelli, maturata sul campo e magari perfezionata in corsi professionali: la scuola romana Tu Chef propone corsi di 410 ore, pratica compresa, a 2.200 euro. È già attiva un’associazione di settore (www.aipcitalia.it), ma dal punto di vista burocratico non esistono ancora adempimenti particolari. Attenzione: in alcune regioni per lavorare è necessario ottenere la tessera sanitaria Asl, da completare con corsi sulle norme igieniche.
Il badante del pc
Negli ultimi tre anni, il lavoro di assistente informatico a domicilio ha registrato un grande successo. Tra i clienti, non solo anziani con poca dimestichezza con mouse e tastiera ma anche giovani professionisti alle prese con stampanti che fanno le bizze e virus che mandano in tilt le applicazioni.
La storia.
«Ricevo tre-quattro richieste alla settimana, perlopiù da privati che aiuto in orario serale» afferma Giuseppe Barracco (www.assistenzapc-roma.it), 32 anni, siciliano che lavora a Roma come contabile. «Ho avviato il sito con la presentazione di assistenza informatica una volta arrivato nella capitale, un anno fa: avevo fatto esperienza in Sicilia, con un amico che lavorava in questo campo. Per affermarsi bisogna conquistare la fiducia: mentre si lavora in casa d’altri, la gente osserva come si smontano e si maneggiano gli apparecchi, chi ha un fare incerto ha poche chance. Io cerco di instaurare un dialogo spiegando cosa sto facendo, in che cosa consiste il problema, quale tipo di intervento penso più adatto. «Per accorciare i tempi cerco di capire già dalla prima telefonata in cosa potrebbe consistere il guasto, per portare con me alcuni pezzi di ricambio che potrebbero essere utili. Per ora gli affari sono soddisfacenti: ho creato una rete di 18 collaboratori che si appoggiano al mio sito, una “partnership” che mi frutta il 10% dei loro incassi. Il mio invece si aggira sul 20% del mio stipendio da contabile» conclude Barracco.
In pratica.
Per partire è bene avere un indirizzo web e soprattutto fare un buon lavoro di indicizzazione sui motori di ricerca. La concorrenza è notevole. Inutile invece cercare clienti nei negozi di computer, perché gli esercenti fanno dell’assistenza un servizio aggiuntivo. I guadagni? 25 euro all’ora, spesso si viene pagati a ore – 25 euro circa la tariffa media –anche perché la celerità è sempre apprezzata quando si lavora a domicilio.
Io, insegnante e porno rapper
Quella che stiamo per raccontarvi è la storia originale di una donna che insegna comunicazione all’Università di Brema ma che è diventata ricca con il suo secondo lavoro, scovato dopo un licenziamento. Ma andiamo per gradi.
La storia. Reyhan Sahin, ha 28 anni e non deve la maggior parte dei suoi guadagni alle lezioni accademiche, ma al suo secondo lavoro: la musica porno rap. Per la sua attività artistica ha scelto lo pseudonimo di Lady Bitch Ray (cioè Signora Prostituta Lampo) e inciso canzoni dal contenuto esplicito, con titoli in cui si citano parti genitali e testi incentrati sui rapporti sessuali: scaricabili sul Web al costo di 2,99 euro, pare siano state acquistate già da due milioni di persone e abbia generato un giro d’affari di sei milioni di euro. Trampolino di lancio per la carriera di Lady Bitch Ray è stato il lavoro di deejay presso Radio Brema svolto negli anni passati, nei ritagli di tempo concessi dagli studi universitari: impiego perso dopo una trasmissione in cui Sahin ha trasmesso una canzone ritenuta troppo volgare dai proprietari dell’emittente, che hanno preferito licenziarla in tronco. Ma si sa che quando si chiude una porta se ne apre un’altra, o almeno così è stato per Sahin, che in poco più di due anni con il filone porno rap è diventata famosa in tutta la Germania. Con un riscontro positivo anche sui suoi corsi accademici, che proseguono con la benedizione del professore universitario responsabile del dottorato di Sahin: Wolfgang Wildgen, 64 anni, esperto di linguistica, ha la massima stima della sua allieva, ma come agli altri allievi, l’ha consigliata di cercare delle opportunità di carriera anche al di fuori dell’insegnamento accademico. Perché, dice, «la ricerca universitaria non dà lavoro a tutti».
Occhi aperti sul mondo
Li chiamano videoreporter oppure citizen journalist. È la nuova forma di giornalismo nata con il Web 2.0: utenti di internet che, armati di videotelefonino o videocamera, realizzano foto e filmati in giro per il mondo e che mostrano fatti, retroscena, curiosità che sfuggono ai mezzi di comunicazione tradizionali.
In pratica.
Secondo Demotix.com, sito americano che spartisce i ricavi (al 50%) con gli utenti che inviano video da rivendere a testate e agenzie di media, i contributi dei webreporter sono l’unico modo per avere notizie da quelle 80 nazioni al mondo in cui i grandi “produttori di notizie” non hanno ufficio. Il trend è in espansione ovunque.
Anche in Italia. CurrentTv (http://current.com), C6Tv (www.c6.tv), Il Tempo.it e Comincialitalia.net pubblicano notizie, foto e filmati degli utenti. Per ora tutto sembra correre sul filo del gratuito, ma è innegabile che aggirarsi per le strade alla caccia di scoop potrebbe portare qualcuno a fare il “colpaccio” vero: da vendere, questo sì a caro prezzo, alle testate tradizionali. Per chi è alle prime armi, la Rete offre anche corsi di giornalismo on line (10 lezioni a 120 euro, www.comincialitalia.net/lezioni-di-giornalismo.asp).
Due cuori e una stanza in più
La formula del bed and breakfast è diffusa ovunque, ma è ancora la preferita dagli stranieri in Italia. «Punto di forza è il tipo di ospitalità: il lato umano fa la differenza» sottolinea Aura Furlanetto, direttore marketing di Anbba (Associazione b&b, www.anbba.it). Al momento si contano circa 15mila strutture dalle tariffe concorrenziali: si parte da 35 euro per una singola e 45 per una doppia, ma le tariffe variano a seconda della stagione, a fronte di una spesa di pulizia e gestione da 15 euro in su.
La storia.
«Propongo con profitto i miei spazi domestici da quasi due anni: un’attività che riesco a gestire a margine di quella principale di web designer. Non mi preoccupa avere estranei in casa, anche se a volte è difficile far quadrare gli orari di accoglienza perché la gente è libera di presentarsi da subito in ogni momento» racconta Jean-Michel Duterque, che a Parigi propone due soluzioni tra le mura di casa (www.paris-rent.com). «Per farmi conoscere? È bastato essere presente in Internet».
In pratica.
Anche in Italia la Rete è il primo canale da sfruttare per la promozione: in aggiunta a siti generalisti di prenotazione in italiano è utile essere presenti anche su quelli stranieri. « Importante l’iscrizione presso l’Apt locale. Ci sono poi diverse guide specialistiche per i b&b, in aggiunta a quelle tradizionali che hanno incominciato a pubblicare anche i riferimenti dell’accoglienza familiare, come la Guida ai Bed and Breakfast e Guest Houses di Qualità Italiani curata dall'Associazione nazionale dei b&b Anbba e giunta ormai al suo decimo anniversario di pubblicazione come anche le Lonely Planet o Rough Guides» prosegue Furlanetto. Importante a livello amministrativo la differenza tra un b&b – che non richiede l’apertura di Partita Iva ma rende obbligatoria la residenza del titolare – e un affittacamere. Le norme sono a livello regionale, anche se molti Comuni hanno regole particolari: e così, mentre la superficie minima della camera è di 9 mq per una singola, in alcune città la misura scende a 8 (e da una doppia di almeno 14 mq si passa a 12). Le leggi da rispettare si riferiscono poi alle disposizioni antincendio, a quelle igienico-alimentari Haccp, alle assicurazioni di responsabilità civile... «Rivolgetevi agli Sportelli unici delle attività produttive (www.suap.info, dove ci sono offrono supporto. In genere in due mesi è possibile essere operativi» aggiunge Furlanetto. Ma è possibile occuparsi di un b&b come “secondo lavoro”? «Sì, soprattutto se l’offerta è saltuaria o stagionale. Oppure se si coinvolge tutta la famiglia nel proprio impegno: ed è proprio questa la strategia che più attira gli ospiti, soprattutto stranieri» conclude Furlanetto.
Ti insegno a vendere su eBay
Un secondo lavoro che va alla grande? L’agente personale per eBay. Ormai tutto si può vendere nelle aste on line. A Napoli, per scherzare, la scorsa primavera hanno messo all’asta, su eBay, la spazzatura, accanto alle lacrime di coccodrillo e all’amico immaginario. Ma su eBay, sito di aste on line attivo pressoché in tutto il mondo, sono stati venduti anche una nave della Seconda guerra mondiale (per 178mila euro) e 11 piste da bowling (5mila euro). Non solo: gli italiani ormai hanno capito che la collezione di vecchi fumetti conservata in soffitta, sul sito eBay può fruttare 500 euro o più. E sono sempre più numerosi quelli che, per risparmiare, vanno a caccia di prodotti di seconda mano. Ma vendere on line non è automatico; aiutare chi lo vuole fare è così un lavoro sempre più richiesto.
La storia.
«Per vendere su eBay bisogna conoscere le strategie giuste: la gente cerca l’usato, ma “griffato”. Oppure dei prodotti di nicchia, da collezionista» spiega M. T. pugliese, 33 anni e un lavoro nel commercio, con il pallino per le aste sul Web. Tra le sue vendite più riuscite, quella dell’auto (comprata a 10mila euro e ceduta un anno dopo a 12mila) e un divano (acquistato a 1.000 euro, rivenduto a 1.400 dopo l’uso). Facile capire perché M. T. arrotondi lo stipendio del 10-20% al mese vendendo in Rete, sia per sé sia per altri. «Il segreto sta nell’attirare l’attenzione: con una bella foto, un testo accattivante e ricco di informazioni... Non tutti sanno come fare: e così, per cedere il vecchio cellulare o il motorino mi chiedono aiuto. Non voglio una percentuale, ma un forfait: per me è soprattutto un divertimento, bastano 10-30 minuti al giorno per rispondere alle domande inviate dai potenziali compratori. Mi limito a trattare prodotti che conosco, per evitare di fare un buco nell’acqua sparando prezzi assurdi su merce che non so valutare. Ogni tanto qualcuno acquista e poi non paga, ma in generale, tutto va a buon fine: una regola di eBay è che non si spedisce la merce fino a pagamento ricevuto».
L'erba del vicino è sempre più... alta
La manutenzione del verde è un’attività che non conosce crisi. Per curare le piante, necessarie un po’ di competenza e di pratica. Si va dalla potatura di siepi alla concimazione delle aiuole, dall’abbattimento di alberi instabili alla disinfestazione di insetti e alla piantumazione.
La storia.
«Lavoro in una grande azienda del Nord, grazie agli orari a turni riesco ad avere qualche pomeriggio libero per occuparmi di piante e fiori. Ho cominciato lavorando per un vivaio: così ho imparato molto “sul campo”, e una volta cambiato settore ho messo a frutto l’esperienza degli anni passati» spiega A. L. «Fondamentale disporre di un’attrezzatura adeguata: rasaerba, decespugliatori, motoseghe... «Alcuni utensili, di uso meno comune, sono noleggiabili all’occorrenza, ma è bene calcolare circa 15mila euro o più di investimento iniziale. Il taglio e la rimozione di alberi prevedono l’uso di un autocarro con cui rimuovere rami e arbusti: anche qui è possibile l’affitto. I guadagni? Da scartare la tariffazione oraria, usata solo per il servizio di irrigazione che si aggira sui 15 euro. Per gli altri, meglio proporre un forfait, calcolato sulla superficie del giardino. Quando lavoro 8-10 ore al mese, arrotondo il mio primo stipendio del 15%» conclude A. L.
In pratica.
Per avviare l’attività si possono lasciare volantini presso i vivai, che a volte si trasformano in clienti nei periodi di particolare lavoro, oppure da negozi di floricoltura. L’impegno è stagionale: primavera ed estate i momenti in cui c’è maggiore richiesta, così come le tempistiche di lavoro, perché quando fa caldo si evitano le ore centrali della giornata, ma si finisce tardi per irrigare le piante dopo il calare del sole. La domanda si concentra nelle periferie delle grandi città e nei piccoli centri, dove sono più numerose le abitazioni dotate di giardini.
«L’attività è regolata a base regionale: per esempio in Veneto vige un obbligo di formazione di almeno 150 ore» spiega Augusto Pivanti, funzionario Coldiretti Veneto. Alcune sedi regionali Coldiretti organizzano lezioni per chi ha già esperienza di settore; in alternativa sono attivi corsi privati, con costi che si aggirano sui 400 euro per 40 ore di lezione.
Per chi suona il campanello
Sbaglia chi crede che il Web 2.0 abbia spazzato via la figura del venditore porta a porta. «In Italia dal 2003 a oggi il fatturato è cresciuto del 5% annuo: un risultato dovuto a una crescita degli operatori, oggi pari a 230mila, che nel 74% dei casi lavorano part time» conferma Luca Pozzoli, presidente Avedisco (www.avedisco.it). «I settori più in crescita? Gli integratori alimentari e i cosmetici. C’è poi un’area, per ora di nicchia, in espansione: i servizi come gas ed energia elettrica». Per chi si vuole cimentare in nuovi trend, basta dare un’occhiata a ciò che succede in Francia: lì stanno prendendo piede per il door to door i prodotti per l’infanzia, i sex toys e la lingerie sexy, gli oggetti del mercato equo-solidale e i cosmetici di fabbricazione biologica.
La storia.
«C’è chi non fa altro che lamentarsi perché non riesce ad arrivare a fine mese. Non li capisco: per arrotondare basta rimboccarsi le maniche e iniziare un’attività di vendita diretta» afferma Fabio Gallina, 28enne trevigiano, impiegato come disegnatore meccanico. Lui da quattro anni, dopo le ore di ufficio, vende materassi per conto della Woolservice (www.woolservice.it): un’attività che in media gli fa guadagnare 700 euro al mese, a fronte di quattro ore di impegno quotidiano. «Dopo otto ore di lavoro non mi pesa dedicarmi alla vendita per altre quattro ore: mi piace parlare con la gente, andare in giro. Per me è importante raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo ogni mese» dichiara Gallina.
In pratica.
Per iniziare si fanno le prime uscite in affiancamento a un venditore già esperto e poi si prosegue da soli, magari rivolgendosi a familiari e amici “per rompere il ghiaccio”. «La formazione aziendale oggi dura da uno a tre mesi e prevede anche dei corsi specifici. L’impegno minimo per trasformare la vendita diretta in un secondo lavoro profittevole? Due volte a settimana, per almeno un paio d’ore ogni volta» suggerisce Pozzoli. Tradizionali le tecniche di vendita, con incontri individuali o di gruppo (i cosiddetti party): questi ultimi si prestano a proporre più tipologie di merce in contemporanea ma sono meno adatti a piazzare prodotti ad alto costo. Per non mollare tutto alla prima delusione, necessaria la motivazione e la capacità di creare un rapporto con i clienti. Le provvigioni variano dal 15 al 40% del fatturato. Attenzione: scartate le aziende che chiedono più di 100 euro per l’acquisto iniziale di un kit di vendita.
L'attore hard: lui è pagato meno di lei
Attore porno: se siete maschi, alzi la mano chi non ha mai sognato di fare questo mestiere almeno una volta nella vita. Innanzitutto una precisazione: questo è uno dei pochi mestieri n cui "lui" è pagato molto meno di "lei". Si parla di 300-350 euro per un pomeriggio, rispetto a 600-700 euro degli stipendi delle colleghe.
Ma come funziona? Quanto si guadagna? E si può fare questo lavoro part time? Abbiamo girato le domande a Franco Trentalance (www.francotrentalance.com), bolognese che ha al suo attivo circa 400 pellicole a luci rosse in 10 anni di attività. Innanzitutto una precisazione: questo è uno dei pochi mestieri in cui “lui” è pagato molto meno di “lei”.
Si parla di 300-350 euro per un pomeriggio, rispetto a 600-700 euro degli stipendi delle colleghe.
Come si inizia.
«La difficoltà, per i debuttanti, sta nell’iniziare a lavorare perché non esistono provini e quindi bisogna trovare una produzione disposta a scommettere su uno sconosciuto. Sembra incredibile, ma nell’hard la realtà è molto diversa dalla fantasia: la percentuale di fallimento per gli inesperti è altissima, non è automatico eccitarsi quando si è circondati dalla troupe e si recita in presenza di una decina o più di comparse. Per la produzione però la defezione di un attore dal set si trasforma in un problema organizzativo: ecco perché trovare occupazione, per chi non ha esperienza, è un po’ una sfida. Il mio consiglio per iniziare? Contattare qualcuno – un attore, un regista, un produttore, magari a una fiera di settore oppure in occasione di uno spettacolo da vivo – e insistere finché non si riesce a ottenere un’opportunità» suggerisce Trentalance.
Ci vuole il fisico? Il giusto physique du rôle prevede per gli uomini una bella presenza e genitali di medie dimensioni – a dispetto delle leggende, i superdotati sono poco graditi dalle attrici, che preferiscono indicare alle produzioni attori più vicini alla norma. Per lavorare è necessario mantenere l’erezione per tutta la durata delle riprese e raggiungere l’orgasmo. Occhio anche alla salute: obbligatorio un esame dell’Hiv aggiornato ogni 20 giorni, chi ne è sprovvisto non trova occupazione. «Ci sono poche attrici in Italia, quindi i set sono spesso localizzati a Budapest, Praga e Parigi. Gli uomini lavorano dai 18 ai 50 anni» aggiunge Trentalance. Ma una volta raggiunta l’età della pensione, niente paura: in Giappone, spopola Shigeo Tokudo, ex agente di viaggio 73enne, apprezzatissimo dal pubblico dai capelli bianchi del Sol Levante che in lui vede un modello da imitare. Anche dal punto di vista professionale.
Massaggiatore part-time
«Il secondo lavoro ideale per chi sta alla scrivania tutto il giorno? Il massaggio antistress. Perché in questo modo si compie un’attività fisica e, nello stesso momento, si guadagna denaro» esordisce Giovanni Leanti La Rosa, fondatore della Scuola europea di medicina del massaggio(www.scuolamassaggio.it). I trattamenti manipolatori alternativi sono richiestissimi, sono un’attività adatta a tutti e consentono di ottimizzare non solo la salute del bilancio di fine mese ma anche quella di fisico e mente. La moda del massaggio ha moltiplicato gli spazi di attività: oggi, oltre che negli stessi centri fitness in cui si sono seguiti i corsi professionali, gli operatori trovano impiego nelle aziende che offrono massaggi alla scrivania come benefit ai dipendenti, così come negli alberghi e nelle abitazioni private – dei clienti ma anche dei massaggiatori. «I prezzi? variano da 40 a 100-120 euro per un’ora di trattamento» spiega Leanti La Rosa. L’attrezzatura varia da tecnica a tecnica (lettini trasportabili, materassini o sedie apposite), così come la lunghezza del trattamento (da un minimo di 15 minuti a un massimo di un’ora e mezza).
La storia.
Simona Ancona, milanese di 35 anni, impiegata in Irlanda presso una società di software, da due anni propone sedute di massaggio nel dopolavoro presso un centro specialistico di Dublino: «I corsi di formazione insegnano a non caricare la schiena del terapista nel corso del trattamento: e dopo otto ore al computer è piacevole occuparsi di benessere della persona. Per vincere la concorrenza bisogna instaurare un rapporto di fiducia con il cliente: per esempio, seguendo lo stile di vita salutare che si raccomanda a chi è in cerca dell’equilibrio perduto» consiglia Ancona.
In pratica.
Secondo la legge italiana non esiste la professione del massaggiatore: i trattamenti curativi sono affidati solo a personale sanitario (medici, infermieri) e a fisioterapisti (con laurea in Fisioterapia), mentre i massaggi estetici sono praticabili da estetiste abilitate. Le tecniche “alternative” come shiatsu, ayurveda e riflessologia plantare sono considerate dalla legge come “non convenzionali”: la loro regolamentazione al momento è in vuoto legislativo. Numerosi i corsi, specialistici per le diverse tecniche, finalizzati a trasformare una passione in mestiere: quelli più brevi durano in media quattro-cinque weekend e costano circa 1.000 euro. «Prima di lavorare però è bene studiare per almeno un anno» avverte Leanti La Rosa.
Tra i lavori più effervescenti, c'è ancora il dog sitter
Sempre più numerosi nelle grandi città, si occupano di gestire i cani per conto di padroni obbligati a lasciarli in casa troppe ore da soli. Quasi tutti iniziano per dare una mano a un amico, impegnando mezz’ora la mattina e la sera per i “bisognini”. Ma un bravo dog sitter è di supporto al 100% al padrone nell’osservazione di eventuali malattie contratte dall’animale, di cambiamenti di atteggiamento, di cure igieniche.
La storia.
«Cerco clienti che vivono nella stessa zona, meglio se vicini a casa o al posto di lavoro, faccio anche cinque uscite quotidiane a spasso con i cani. Guadagno anche 50 euro al giorno, calcolando 10 euro a uscita e due-tre cani, che possono anche essere raggruppati» racconta N. C., impiegata milanese, 34 anni, che a lungo ha arrotondato il suo stipendio grazie all’amore per gli animali. «La concorrenza è tanta, e si vince conquistando la fiducia del cliente, riuscendo a stabilire un contatto affettuoso con il cane».
In pratica.
Per trovare clienti si frequentano i parchi cittadini e si lasciano volantini negli studi di veterinari o in negozi specializzati per gli animali. La domanda ha alimentato l’organizzazione di corsi per chi non ha esperienza diretta con gli animali e vuole proporsi con un “pezzo di carta”. Tra le offerte formative c’è quella dell’Opsi (Associazione pet sitter, www.obiettivopetsitter.it), 16 ore di lezione a 160 euro, specialistiche per cani ma anche gatti e Nac (Nuovi animali di compagnia come furetti, conigli e anche criceti).
di Maria Spezia -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2008.
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