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Toglietemi tutto, ma non la mia palestra |
La crisi non tocca il settore delle palestre: 300 milioni i praticanti del fitness in tutto il mondo, 12 milioni solo in Italia. Negli Usa c’è chi sostiene che questo sarà il campo di maggior sviluppo dei prossimi cinque anni. Lo spazio per nuove piccole imprese c’è, nonostante l’Italia sia uno dei Paesi europei che ha un maggior numero di palestre. A chi vuole intraprendere nel settore, Roberta Fadda, segretario generale della Federazione italiana fitness (www.fif.it), suggerisce tre strategie: «Istruttori capaci, costi contenuti e formule nuove: così si batte la concorrenza».
Via libera dunque all’iperspecializzazione. Un esempio: l’idea americana delle palestre cristiane, dove si fa cyclette leggendo la Bibbia o si pratica lo yogod, versione cristiana dello yoga, ha avuto così successo da far nascere i Lord’s Gym for profit in franchising. Perché i clienti vogliono sentirsi accolti in un ambiente speciale, pensato per loro. Ecco cinque idee di successo.
1. PALESTRA “ROSA”
30-40 anni: età media delle clienti
600 euro: costo abbonamento annuale
2 milioni di euro: investimento per l’apertura
1 milione di euro: fatturato annuo
Centri fitness per sole donne, dove muoversi in completa libertà, assistite da uno staff interamente femminile. Nel centro di Milano, in Foro Bonaparte, due anni fa ha aperto la palestra Ladies Only del gruppo Fitness First (www.fitnessfirst.it). La struttura: 1.000 metri di un ambiente curato nei minimi dettagli con sala corsi per attività aerobiche e musicali, sala spinning e sala pesi con attrezzature funzionali solo agli esercizi più richiesti dal gentil sesso. Tra le attività proposte, quelle che favoriscono la cura del corpo attraverso la mente. Trendyssimi i nomi dei corsi: body flow, gravity pilate, power floorwork e le discipline "brucia grassi".
30-40 anni l’età media delle clienti: professioniste, casalinghe, commesse, ecc. Tante anche le ragazze musulmane. «I tempi morti sono ridotti all’osso: in pausa pranzo la palestra è frequentata da chi lavora qui vicino, prima mattina per mamme e persone più adulte, tardo pomeriggio e sera con donne single e giovanissime» commenta Bruno Volpe, responsabile marketing Italia Fitness First. Sono circa 1.500 le socie del club. Il punto di forza: la clientela femminile si fidelizza facilmente, a patto di offrire servizi personalizzati di alta qualità. Così a fine anno i ricavi superano il milione di euro. Per iniziare ci sono voluti circa due milioni e anche i costi di gestione non sono da poco tra affitto, acqua e riscaldamento e per il personale – 25 tra istruttori e impiegati front e back office.
Una palestra per sole donne può essere aperta anche con un’unica sala corsi e una gestione a piccola conduzione, ma ci vuole grande professionalità e un ambiente ben curato. Nel settore c’è un marchio che propone l’apertura di centri in franchising: www.curves.com
2. La sala del minimalismo
40-60 euro iscrizione mensile alla palestra, 60-80 per pilates
Investimento, da 35mila euro
Fatturato: da 40mila euro in su
Body building addio. Vince la formula delle palestre minimaliste, niente macchine, zero pesi. Soltanto corsi di gruppo. Bastano 100 metri per iniziare. Cristiana Rizzo ha aperto tre anni fa a Grosseto il suo Fitness Time, dove dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 21, dal lunedì al venerdì, organizza corsi di tonificazione e coreografie musicali, stretching e pilates (
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).
Com’è nata l’idea di non fare la sala pesi? «Volevo fare qualcosa di diverso. Ma c’è di più: un club senza macchinari richiede investimenti più contenuti per il solo locale (parquet, impianto di aerazione, stereo, specchi, reception…) e un minimo di attrezzatura; il tutto nell’ordine di qualche decina di migliaia di euro anziché qualche centinaia. Bastano spazi anche piccoli e pochi istruttori. Noi all’inizio eravamo solo in due, così già al primo anno ho coperto tutte le spese». Quanto si guadagna? Dipende dal numero degli iscritti. Mediamente i prezzi sono intorno a 40-50 euro mensili per il fitness, da 50 a 80 euro per il pilates. Con 200 iscritti, il centro si ripaga già dal primo anno, e il business è a basso rischio d’impresa. Se si predispone un ambiente accogliente e discreto, con personale preparato, il tasso di fidelizzazione è molto alto. Per aumentare le entrate e il prestigio della struttura si possono organizzare stage con trainer noti o corsi di aggiornamento per gli istruttori in collaborazione con la Federazione (che paga anche l’affitto della sala e il servizio di segreteria).
3. Fitness no stop
30% iscrizioni arriva da mattinieri e nottambuli
600 euro: costo iscrizione annuale
da 2.000 a 7.000 mq: superficie dei centri
Investimento: a partire da 1.500.000 euro
Dalle sei del mattino a tarda notte. Arriva dalla California, e sta prendendo piede nelle nostre grandi città, la palestra non stop aperta 20 ore al giorno. Il fitness “fuori orario” piace e si distingue nel settore. «La formula funziona: i mattinieri e i nottambuli fanno circa il 30% delle iscrizioni. Nelle ore extra, i costi sono anche contenuti: può bastare un solo istruttore in sala» spiega Stefano Manfredi, responsabile del marchio 20hours (tel. 02 36513887, www.20hours.it). «Per far conoscere il marchio e la nostra specificità puntiamo su promozioni continue. La formula più nuova è la “twenty minutes lowcost”, 20 minuti di fitness a prezzo scontato per chi non ha tempo». Le palestre 20hours si estendono su 1.000-2.000 mq. Ambienti caldi e luminosi dal design lineare dove trova spazio anche l’area relax, con sauna, bagno turco, trattamenti benessere.
4. Centro di personal training
Investimento: 1.000 euro per il personal trainer a domicilio
da 50.000 euro per chi apre la palestra
fino a 150 euro: costo del personal
Fatturato: anche più di 100mila-120mila euro
Palestre affollate o troppo rumorose? Da qui nasce l’idea di organizzare un centro di personal training con istruttori a disposizione, su appuntamento, per lezioni individuali o al massimo in due/tre persone, in un ambiente dove tutto è al top. Si tratta di palestre aperte da personal trainer che, dopo anni di collaborazione con club, stanchi di riconoscere la percentuale che può arrivare al 40-50%, si mettono in proprio. Guido Bruscia e la sua compagna Ester Albini, insegnante di pilates, stanno aprendo nelle vicinanze di Riccione una palestra per lezioni individuali di fitness e pilates (Tel. 0331 5436012, www.guidobruscia.it). «Il personal training ha un mercato tipicamente femminile e di over 40» sostiene Guido Bruscia. «Tutto funziona con il passaparola. All’inizio bisogna offrire sedute omaggio di prova, pacchetti promozionali, ecc. Quando si arriva a 40-50 appuntamenti settimanali, anche a domicilio dei clienti nei parchi, in spiaggia, il lavoro è molto impegnativo» dichiara Bruscia. In compenso, le tariffe medie nelle città settentrionali vanno da 50 a 100 euro per una seduta di 45-60 minuti ma i più affermati possono richiedere anche cifre intorno a 150 euro. I segreti del successo? Saper motivare il cliente e il continuo aggiornamento professionale.
5. Per bimbi, per over 60, per cani… quando la palestra è a tema
20mila euro: investimento per aprire una palestra per cani
30-40 euro il costo di una lezione per cani
Aprire una palestra solo per bambini, per cani, per over 60, per adolescenti o per gay ha i suoi vantaggi. Si fanno azioni di marketing orientate a quella fascia di mercato. Ed è più facile farsi un nome. Tra le novità, ci sono i centri che mantengono in forma Fido. «Per allestire uno spazio indoor di 40 metri ci sono voluti circa 20mila euro tra pavimentazione shockabsorber, climatizzazione, tapis roulant, ostacoli, scale a pioli» commenta Cinzia Stefanini, educatore del Centro cinofilo europeo Aldo LaSpina di Novate Milanese (www.centrocinofiloeuropeo.it). «Il business è molto redditizio, continua. Grazie al passaparola messo in moto da veterinari e allevatori abbiamo circa 15-20 cani a settimana». L’ingresso in palestra costa da 30-40 euro per una seduta di un’ora e tanti sono i padroni che fanno abbonamenti per 20-30 entrate.
La curiosità
Aperta ad Amsterdam la prima palestra per nudisti. Si chiama Fitworld, è costituita da macchine pensate per l'utilizzo a corpo nudo. Gli iscritti sono in aumento
la burocrazia
SI COMINCIA COSÌ
Indipendentemente dalla formula scelta, i passi da fare per aprire una palestra sono i seguenti:
• Iscrizione registro imprese Camera di commercio;
• Partita Iva e Conto fiscale;
• Denuncia al Comune di inizio attività;
• Denuncia al Comune di inizio attività estetica (se prevista);
• Iscrizione Inps e Inail;
• Agibilità dei locali;
• Certificazione di idoneità sanitaria;
• Valutazione del rischio L. 626/1994;
• Autorizzazione Vigili del Fuoco (per le palestre più grandi);
• Certificazione Siae per la diffusione della musica;
• Comunicazione al Comune per distributori automatici (se previsti);
• Autorizzazione insegna e cartelli stradali;
• Iscrizione associazioni di categoria (facoltativa).
I giganti del settore
Grandi centri fitness a caccia di clienti. In Italia le super catene sono presenti ovunque. Quasi sempre di proprietà straniera, i club si estendono su migliaia di metri (anche 10.000) suddivisi tra sale pesi, sale corsi, piscina, Spa&thermarium, bar, docce e spogliatoi, ecc. Gli investimenti iniziali sono nell’ordine di milioni di euro, decine di migliaia gli iscritti. I vantaggi: aperti sette giorni su sette, sono un concentrato di novità e proposte classiche, con attrezzature all’avanguardia, sconti su iscrizione e abbonamenti, servizi sempre nuovi. Per il cliente c’è solo l’imbarazzo della scelta: si va dai club essenziali ed economici (abbonamenti annuali a 500-600 euro), a quelli che pullulano di servizi (videoteca, bar & restaurant, lavanderia, Internet point, baby parking, ecc.) a prezzi accessibili, fino ai più cari, curati in ogni dettaglio, per una clientela disposta a spendere qualche migliaio di euro l’anno per divertirsi in palestra.
Nella tabellina, i due “colossi” del fitness presenti in Italia…
- GETFIT 9 centri in tutta Italia, 30mila iscritti
Fatturato: 25 milioni di euro. www.getfit.it
- VIRGIN ACTIVE 12 centri, 70mila iscritti www.virginactive.it
Fatturato: 42 milioni di euro
di Monica Gadda -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2008.
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