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Casa nuova? Puoi farla con le tue mani
Prezzi degli immobili alle stelle, ma il desiderio di una casa di proprietà resta forte. Per risparmiare, la soluzione c’è e si chiama autocostruzione. Funziona così: un gruppo di persone si unisce in cooperativa e si dedica alla costruzione della propria abitazione mettendo in gioco la propria forza lavoro, in un numero stabilito di ore. Non è un’attività artigianale autogestita o un hobby, ma una pratica edilizia molto diffusa all’estero. Si risparmia fino al 50-60%, e si ottengono favorevoli condizioni di pagamento. In Italia è arrivata circa 5 anni fa grazie all’impegno di Alisei (www.alisei.org). «L’autocostruzione nasce come risposta ai prezzi degli immobili sia nelle metropoli sia nelle piccole comunità» spiega Ottavio Tozzi, presidente Alisei. «Ai progetti di autocostruzione, partecipano in ugual misura italiani e stranieri. Da un anno, in collaborazione con il  Movimento Cooperativo, abbiamo creato l’Impresa Sociale Sotto il Tetto che promuove l’autocostruzione in Italia». Il concetto su cui si basa l’autocostruzione è quello della partecipazione di gruppo. Questa pratica favorisce la collaborazione e la sinergia tra famiglie o gruppi sociali nell’acquisizione di abitazioni.
Tutto parte dall’amministrazione comunale che pubblica un bando per l’autocostruzione di case. «Se non esiste un bando aperto, il cittadino può dimostrare il suo interesse all’amministrazione che, nel caso in cui abbia a disposizione un terreno da destinare all’ utilizzo, può decidere di pubblicare un bando per i cittadini» specifica Tozzi. A questo punto il comune raccoglie le domande di partecipazione al bando. Alla scadenza viene definita una commissione comunale che costituisce una graduatoria di persone in base ad alcuni requisiti. «In linea generale possono partecipare nuclei familiari con un reddito minimo di 25 mila euro lordi all’anno per nucleo familiare» spiega Tozzi. Una volta selezionato il gruppo di persone da coinvolgere nel progetto viene creata la cooperativa. Ogni nucleo familiare versa 500 euro per costituire il capitale sociale e la neonata cooperativa riceve un pre-finanziamento ipotecario sul terreno da parte di un istituto di credito. Questo denaro serve per arrivare al termine dei lavori. I soci, poi, non devono versare più denaro fino alla fine del cantiere. «La condizione ideale per un cantiere è di circa 18-20 alloggi, quindi altrettanti nuclei familiari, per case in palazzine da tre piani o villette a schiera» dichiara Tozzi. Una volta partito il cantiere non si scherza più. Addio a vacanze e  tempo libero: ci si butta a capofitto nella costruzione della propria casa.
Come si organizza il lavoro
«Ogni nucleo familiare deve garantire un monte ore pari a 60 in un mese. Normalmente si lavora a pieno ritmo nel weekend ma può accadere che il cantiere venga aperto in settimana per consentire a chi fa i turni o ha giorni di riposo infrasettimanali di procedere con il lavoro. In questo caso è possibile operare solo se si garantisce un minimo di tre ore di lavoro e si è almeno in due persone» dichiara Tozzi. Il cantiere non deve restare aperto più di due anni. Nessuno può fare il furbo. «Due le figure che gestiscono i lavori. Il mediatore sociale che fa riferimento alla cooperativa e risolve eventuali problemi di relazione tra i soci, e un tecnico che invece supporta e dirige i lavori» sottolinea Tozzi. I futuri proprietari di casa partecipano a tutte le fasi della costruzione e si occupano dell’intera struttura senza sapere quale sarà la propria casa. «Per la costruzione di queste case vengono utilizzati materiali semplificati che possono essere maneggiati da persone non esperte, ma che non ledono alla sicurezza dell’abitazione» spiega l’architetto Anna Pansini che si occupa di progettare le case in autocostruzione. «Attenzione però: chi governa il progetto deve essere preparato per fornire alla casa i requisiti previsti dalla legge e dalle norme di sicurezza» aggiunge Carlo Alfei, di ANIEM, Associazione Nazionale Imprese Edili (www.aniem.it).
Prima di iniziare i lavori, i soci vengono formati per poter lavorare in cantiere e durante tutto il processo di costruzione vengono affiancati e supportati da un tecnico e da chi ha progettato la casa. «Tutti fanno tutto anche se è inevitabile una certa selezione naturale. Ogni persona tende a specializzarsi in un’attività in base alle proprie doti fisiche. La cosa interessante è che queste persone imparano un mestiere che potranno poi utilizzare nella futura manutenzione della propria casa». Una volta terminato il cantiere, vengono sorteggiate le case tra i condomini per evitare discussioni. A questo punto ogni famiglia decide le proprie rifiniture: porte, pavimenti, muri. Finiti i lavori, si procede con il pagamento.
Quanto costa
«Il costo della casa dipende da quanto è costato il terreno. Può capitare che il comune doni la terra e quindi il costo si abbassa notevolmente. In genere la cifra si attesta tra i 95 mila euro e i 130 mila euro per una villetta a schiera su tre piani di circa 110-130 metri quadrati. Va sottolineato, però, che la casa ha il suo valore di mercato, che è circa il doppio di quello che è stata pagata» dichiara Tozzi. Due le possibilità di pagamento: a proprietà differita e a proprietà diretta. Nel primo caso i proprietari pagano un affitto mensile minimo per dieci anni e devono versare una quota consistente al termine di questo periodo per riscattare la casa. Nel secondo caso parte direttamente un mutuo agevolato. I nuovi proprietari di casa hanno un vincolo di 5 anni scaduti i quali possono vendere la propria abitazione. «Al di là del grande risparmio economico, l’autocostruzione ha in realtà un’altra importante peculiarità: è un progetto sociale. E’ un’occasione per socializzare e condividere un progetto di grande valore. Ovviamente non si tratta di un’isola felice: la fatica è tanta e sono frequenti i conflitti tra i diversi partecipanti al cantiere, ma è un’esperienza che consente di costruire un sogno e aiuta l’integrazione tra gli stranieri» sottolinea Tozzi.

Identikit
30-40 anni: l’età media dei soci autocostruttori
13mila euro: reddito medio
80% svolge un lavoro come operaio, artigiano, muratore, autista. Solo il 15% è impiegato

La regione più attiva è la Lombardia con 8  cantieri aperti in 5 anni. Brescia e Milano sono le città più dinamiche. Seguono poi Emilia Romagna con Ravenna e Cesena, Toscana, Umbria, Marche e Veneto.

Cambio casa, cambio vita
 «Ero incuriosito da questa pratica e ho deciso di capirne di più. Dall’indagine ne è uscito un libro che cerca di fornire le linee guide per districarsi in questa avventura». Andrea Rottini, giornalista professionista ha scritto un libro dal titolo “Cambio casa, cambio vita” (Terre di mezzo, euro 10,00) in cui racconta il fenomeno dell’autocostruzione della casa.

Testimonianza
«Io professore di giorno, muratore della domenica»
Fabio Formaggini, 33 anni, milanese, è coinvolto in un progetto di autocostruzione partito a maggio 2008.
«Sono un professore precario e lavoro in comune a Vimodrone, in provincia di Milano. Qui ho scoperto la pratica dell’autocostruzione. Da tempo desideravo costruirmi il mio spazio, uscendo dalla casa dei miei genitori. Solo che non me lo potevo permettere. Ora mi sto auto costruendo la casa. I costi: 120mila euro per una villetta a schiera di 120 metri quadrati. Dovrò versare 500 euro al mese per dieci anni dal momento in cui finisce il cantiere e poi pagare un riscatto di 100 mila euro per diventare proprietario a tutti gli effetti. Le uniche difficoltà che ho incontrato sono di natura fisica. Ho scoperto di avere dei muscoli. Non ho più tempo libero, né sabati né domeniche, ma la motivazione è tantissima. Un’esperienza faticosa, sì, ma combatto per una giusta causa.  A parte qualche difficoltà iniziale con i miei futuri vicini di casa, non ho avuto problemi. Siamo seguiti, supportati»

Testimonianza
«Avrò una villetta che mai mi sarei potuto permettere»
Bambara Issaka, operaio, 38 anni, è originario del Burkina Faso ma vive in Italia dal 1999 con la moglie. Oggi ha un bambino di 10 mesi e si sta auto costruendo la casa in provincia di Milano isieme ad altre 15 famiglie.
«Ho sempre vissuto in affitto, ma adesso potrò finalmente avere una casa tutta mia. In Italia per noi stranieri non è facile trovare un alloggio quindi quando ho saputo che il comune della mia città aveva messo un bando per l’autocostruzione ho deciso di partecipare. Ed è andata bene. Adesso sono alcuni mesi che ci lavoriamo e non è male. L’atmosfera con i miei compagni è positiva. Io sono in cantiere tutti i weekend e ogni tanto anche mia moglie viene. L’ho iscritta come socia lavoratrice e può dare una mano. La motivazione che mi fa andare avanti è quella di garantire un futuro alla mia famiglia e al mio bambino. Avremo una villetta su tre piani e l’avremo pagata “solo” 120 mila euro. Sarebbe stato impossibile, per noi, comprarla con i metodi tradizionali»

di Assunta Corbo - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2008.

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