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Mettersi in proprio con il franchising
Vi ricordate “È arrivato Paolino”, il mago dello spiedo a legna? La sua storia sa di leggenda. Dietro c’è Paolino Pennacchioli, un uomo eclettico, che per passione, inizia a cucinare alle sagre di paese. Il suo mix di aromi spopola, il suo spiedo diventa una professione. Nel 1969 progetta un furgone con forno a legna, che gira nei mercati. Nasce l’insegna del primo mezzo mobile che arriva, nel 1974, nel parcheggio del centro commerciale Carrefour di Carugate. E ci resta, entrando poi in galleria. L’abbinata Paolino-ipermercati funziona alla grande. L’imprenditore attrezza altre unità mobili o fisse, ci mette i suoi dipendenti, crea una struttura di due aziende e un capannone per la lavorazione delle materie prime, dove occupa 70 persone. Da lì a tre anni, Paolino punta al franchising. E fa centro con lo spiedo, allargando la rete fino a 60 unità e varcando i confini della Lombardia. Paolino segue tutto, con il figlio Massimo. Un fratello e due sorelle mandano avanti altrettanti punti vendita. C’è stato un periodo critico: quello dell’influenza aviaria. Ma Paolino ce l’ha fatta. Racconta Rino Zuliani, consulente, che lavora allo sviluppo del franchising: «Oggi ci sono novità: accanto alla proposta di punti vendita take away da 60-70 mq, dietro investimento di circa 160mila euro, si progettano ristoranti su 400 mq, con pizzeria e bar: investimenti rilevanti. Intanto, sono già aperti e in fase di verifica format con il bar, su 120 mq, per budget sui 350mila euro». La crescita della rete di questa insegna ormai storica continua. Così quella di altri franchisor. Ma è possibile, oggi, creare nuove reti? Si può moltiplicare il proprio business attraverso una rete di affiliati? La formula del franchising, in Italia da oltre 30 anni, gode ancora di buona salute? Per saperne di più, la redazione di Millionaire ha approfittato di Franchising &Trade, la fiera di ottobre, punto di riferimento in Italia per l’affiliazione, per indagare tra franchisor storici e new entry e capire se la via è ancora praticabile. E come intraprenderla. Da affiliato, in primo luogo. Ma anche da affiliante. Di questi tempi, il dubbio è lecito. La crisi investe ogni comparto, retail compreso. Ma i numeri del franchising sono positivi. In Fiera, comunque, si respira una certa sobrietà, tra i 247 espositori. Si presentano format, immagini di negozio. Soprattutto si fa business. «Il franchising» ha dichiarato il senatore Ugo Martinat, sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico «è un ottimo modo di sviluppare nuova imprenditoria, soprattutto al sud. I giovani hanno a loro disposizione la protezione di un marchio riconosciuto e la grande opportunità di ricevere una formazione di livello elevato su come sviluppare la loro attività». Via libera del Governo all’affiliazione, quindi, espresso durante un convegno di apertura del Salone, organizzato da Confimprese, una delle associazioni tra franchisor attive in Italia. Concorda Raffaello Vignali, vicepresidente della X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati: «Nel franchising possiamo trovare punte di eccellenza per qualità dell’attività, forza del brand, innovazione continua, formazione, forza di relazione tra l’attività e il territorio nel quale opera». I casi che Millionaire presenta in queste pagine lo dimostrano. Nessuno nasconde il momento di stallo del commercio al
dettaglio, eppure ci sono sempre nuove proposte di affiliazioni e aziende che decidono di strutturare una rete.
I passi per avviare una catena
Quali sono i passi indispensabili per creare un franchising?Una strada è acquisire pagando una licenza master, ossia un accordo per la diffusione di un franchising nato all’estero. Ma se uno ha avuto un’idea made in Italy? Ecco le indicazioni di Luca Fumagalli, esperto nello sviluppo di catene in affiliazione. Primo passo: verifica della validità del concept (negozio, attività di servizio...). Deve essere originale, sperimentato anche da un solo punto vendita, per un periodo sufficiente, replicabile in altri luoghi e situazioni. Secondo passo: bisogna aprire un negozio pilota con le stesse caratteristiche che avranno quelle affiliate e gestirlo
per un tempo adeguato, per capire problematiche e strategie. Scrivere la propria esperienza in un manuale operativo è un’altra dritta utile. Deve contenere gli elementi contrattuali, il know-how, la descrizione del business, le indicazioni burocratiche cui ottemperare... Meglio rivolgersi a un esperto del settore.
È necessario inoltre preparare un pacchetto d’offerta e un contratto di affiliazione che espliciti tutti gli impegni e le richieste di franchisor e franchisee: metratura, diritto d’ingresso, allestimento, costo del primo impianto dimerce, royalty sul fatturato, canoni per pubblicità, esclusive di zona, location, ubicazione e bacino di utenza...

Una definizione precisa del contratto è stata data dalla legge sul franchising del 21 aprile 2004. Infine bisogna creare, gradualmente, un’organigramma aziendale di persone che seguiranno la rete. Il progetto ha bisogno di una regia unitaria. E di più figure: un legale, un creativo, per l’immagine e la comunicazione, un amministrativo-contabile, un esperto di software, uno che si occupi di arredo e attrezzature. «Sembra facile, ma non lo è» aggiunge Fumagalli. «Guadagni e vantaggi per l’affiliante ci sono se l’attività dell’affiliato funziona. Altrimenti le soddisfazioni sono solo nel breve periodo. E dopo pochi mesi o anni la catena si spezza. Il mercato è estremamente selettivo e la mortalità delle catene è alta. I punti dove si casca di più sono quelli del dimensionamento della formula. «Il franchising è un abito. Non si può fare indossare un vestito per bimbi a una rete adulta. La crescita va governata. Bisogna stabilire un budget per lo sviluppo della rete. Sono investimenti di centinaia di migliaia di euro. Gradualmente, si deve investire in comunicazione, in persone qualificate da inserire nell’organico, in logistica (sedi, organizzazione, trasferimento di merci)». Scrivi crisi, leggi opportunità È il caso di alcune aziende che, in tempi di recessione, si sono spinte a trovare nuove vie di business. E nuove possibilità di attività redditizie per chi si affilia. Emblematico il caso di Nuova Vde International (www.nuovavdeinternational.com), che sta applicando la tecnologia dei distributori automatici, prima orientata al videonoleggio, alla costruzione di negozi automatici multiprodotto, dal singolo apparecchio fino alla creazione di supermercati fai da te in franchising. Nella stessa ottica, servizio al cliente e discrezione, Pharmaself, una parafamacia tramite distributore automatico touchscreen, nata dalla collaborazione tra la Videosystem, produttore dell’hardware e del software, e Helty, catena di 25 parafarmacie in Italia. L’investimento per il distributore si aggira sui 30mila euro (www.pharmasystem.it). Sulle necessità di nuove fonti energetiche rinnovabili, alternative al petrolio e meno inquinanti, hanno basato la loro proposta insegne come Mondo Energetico. Con un investimento di 25mila euro, propone l’apertura di negozi dove si offre progettazione, installazione e commercializzazione di impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi di climatizzazione e isolamento. (www.mondoenergetico.it). Di altre fonti, quelle di finanziamento, si occupa invece una banca, Bnl del Gruppo Bnp Paribas (800 902901, www.bnl.it). Al Salone ha presentato il Progetto Bnl Franchising. Dato che una delle maggiori difficoltà nell’avviamento di una catena e dei singoli affiliati è il reperimento di denaro per lo start up, l’istituto valuta progetti di franchising per aprire linee di credito a condizioni agevolate per chi poi si affilierà. In sostanza, se il franchisor ha una buona idea, di successo e duplicabile, lui ottiene consulenza per sviluppare e internazionalizzare la sua rete. E i franchisee godono dei vantaggi di questa credibilità, con finanziamenti, leasing, noleggio e servizi. Da ultimo, l’austerità del nostro momento storico è diventata lo spunto per una mostra ricca di proposte pratiche per un negozio antisprechi: Refuture Green shop, organizzata da Rds Consulting. Su una superficie di 1.000 mq, attraverso installazioni e allestimenti con materiali riciclati ed ecocompatibili, sono state presentate case history di aziende innovative e idee tutte da sviluppare e imitare, basate sul risparmio e l’ecologia. Il costo di questo modulo di formazione è di 400 euro. Per i lettori di Millionaire che si iscriveranno, la quota sarà ridotta a 300 euro. INFO: Marina Ferrari, www.logotel.it/retailworkshop, Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


Debuttano nel settore. Sono aziende che in alcuni casi hanno alle spalle un’esperienza produttiva e commerciale di decenni. Ora puntano a gestire una rete di affiliati

Sapore di mare
Dopo 20 anni di attività, non sono pesci fuor d’acqua
Sapore di mare è un’insegna nata in famiglia.Dietro c’è la Di.Mar,un’azienda commerciale di Corridonia (Mc), con 20 anni di attività e 50 milioni di euro di fatturato.MassimoMucci ha creato il format dei negozi di congelati ittici e seguito la rete, partita nel 1992. Sua sorella Andreina si occupa dell’amministrazione, il cognato Giorgio Longhi dell’acquisto della materia prima e Giovanni Cuoghi, il quarto socio, della logistica.«Al franchising siamo arrivati da soli, sperimentando» spiega Mucci. La proposta è chiara: arredamento a spese dell’affiliato (da 200mila euro), nessuna fee né percentuali sul fatturato o minimi di acquisto. «Non serve che l’affiliato abbia esperienza. Lo formiamo per un mese, per farne un buon gestore. Uno che, nonostante i costi di energia, arrivi a fatturati da 1,8 milioni di euro l’anno».

Yo-yogurt
Ho lavorato in negozio, ho imparato dagli errori
È lo yogurt gelato l’ingrediente base del business di Daniele Laino, 39 anni, e Gregorio Fiumara, 48. Ma c’è molto di più nella ricetta di Yo-yogurt: impegno e sperimentazione. «Nel 2000 facevo il rappresentante informatico. E volevo cambiare» racconta Daniele. «Siamo partiti con la volontà di creare una rete di persone. Un punto vendita di yogurt poteva richiedere un investimento alla portata di tutti. Noi avremmo messo le idee, i modelli di vendita,i prodotti.L’affiliato avrebbe venduto». I soci aprono il primoYo-yogurt a Rivoli (To) e Gregorio “pasticcia” personalmente,per mettere a punto il prodotto. La fase di test dura quattro anni. «Lavoravo moltissimo in negozio. Non ne potevo più. Ma siamo andati avanti. E abbiamo avviato altri due punti. Sbagliando e imparando» confessa Daniele. «Ci sono stati anche momenti difficili. Qualche location sbagliata, qualche scelta, come quella di aprire in Brasile, poco redditizia a causa della scarsa vocazione imprenditoriale di chi lo gestiva». Prossimo obiettivo: la Cina. «Le fiere sono importanti per farci conoscere e trovare master e partner. Così far parte di Confimprese: ci dà visibilità e autorevolezza» rivela Daniele. «Quest’anno abbiamo presentato un nuovo format,Yocafè, con cui aiutiamo gli affiliati a superare i problemi di stagionalità dello yogurt gelato. Abbiamo un accordo con un torrefattore del Lazio, per offrire ai clienti 10-15 miscele selezionate e prodotti da asporto. Certo, aprire un caffè richiede una burocrazia più complessa di quella di un laboratorio artigianale...». Per il format caffè servono 15mila-20mila euro in più. TEL. 800 109999, 011 9310468, WWW.YOYOGURT.COM RESPONSABILE: DANIELE LAINO

Sposi Amo
Abbiamo costruito da zero ogni cosa, con l’aiuto di consulenti
Anche in tempi di magra, le coppie non rinunciano al loro giorno memorabile. Per questo il format di
Sposi Amo,centri per organizzazione di matrimoni, funziona bene. Dietro ci sono Roberto Di Carlo, 37
anni, fotografo, e Stefano Melaragni, 29 anni, titolare di un’agenzia di comunicazione.«Per otto mesi» racconta Roberto «abbiamo indagato il mercato locale. Siamo arrivati a battere il territorio suonando
persino ai campanelli delle ville,per convincere i proprietari ad affittarle per i matrimoni.I primi clienti» racconta Roberto «furono conoscenti che dovettero organizzare il matrimonio in un mese e, grazie al nostro aiuto, riuscirono nel miracolo». I due soci muovono a Viterbo,ma le coppie arrivano anche dalle regioni vicine.«Dopo un anno di attività,ci siamo resi conto che c’erano tutti gli ingredienti per sviluppare un sistema di franchising. Abbiamo costruito da zero ogni cosa, procedendo artigianalmente e per tentativi».Gestire l’attività, però,è diverso dal gestire una rete.Per questo hanno cercato la consulenza della Dif.
INFO:TEL. 0761 309912, 011 9310468,
WWW.SPOSIAMO.COM RESPONSABILE: DIF, LUCA FUMAGALLI, 051 5871040

Antiaging café
Producevo cosmetici da anni, perché non venderli in un bar?
Un bar diverso,che ci fa belli.Ecco l’idea di Antiaging café, nata da Valerio Matanò, imprenditore.
Sua la PromoItalia,azienda produttrice di presidi medici,cosmetici e integratori per una clientela professionale: chirurghi plastici,medici estetici,Spa.Nel mercato dal 1992, l’anno scorso ha pensato al
retail. «Ora ci rivolgiamo a imprenditori e alla clientela finale.Nel primo Antiaging café, aperto a Napoli,si bevono drink integratori, si acquistano creme e prodotti, si riceve consulenza da un’estetista e trattamenti
estetici rapidi (massimo mezz’ora) in un’apposita cabina». L’antiaging café può essere anche un corner, all’interno di una palestra o di un hotel.Il corner chiese un investimento di settemila euro. «La qualifica
di estetica non è indispensabile per il titolare, basta ce l’abbia l’estetista,collaboratrice o dipendente. I vantaggi economici ci sono: per chi vende,con un ricarico del 100% e un rapporto diretto col produttore. Per il cliente,con sconti di oltre il 40% rispetto al prezzo normale di vendita».
INFO:TEL. 800984468, WWW.ANTIAGINCAFE.COM
RESPONSABILE: MAURIZIO NASTI (BUSINESS DEVELOPMENT MANAGER)

SoSushi
Il giapponese si impara
«Un laboratorio di sushi con cucina a vista che prepara per il take-away, la consegna a domicilio, il catering: questa la formula originaria di So-Sushi. Su richiesta dei franchisee abbiamo poi arricchito l’attività con lezioni di sushi e allestimento di un ristorante» racconta Sara Roversi, che ha fondato la catena nel 2006.La sua rete si caratterizza per la ricerca della qualità dei piatti e l’obbligo di assunzione di un cuoco giapponese: operazione fattibile in tempi rapidi grazie al supporto del franchisor.
Altra particolarità è il menu vario, con l’aggiunta di una buona scelta di zuppe e ricette per vegetariani. Così incontriamo le necessità di alberghi, scuole,palestre...» spiega Roversi. Non tutti i Comuni richiedono l’iscrizione al Rec per l’attività,ma SoSushi prevede per tutti gli affiliati una formazione ad hoc.
INFO:TEL. 051 348999, WWW.SOSUSHI.IT RESPONSABILE: SARA ROVERSI

Only T-Shirt
Ho scelto il franchising per cavalcare un trend
Tutti matti per leT-shirt.E allora perché non venderle con un distributore automatico? In Italia lo fa OnlyT-Shirt, iniziativa d’affiliazione ai nastri di partenza al Salone di Milano.«Abbiamo scelto il franchising per sviluppare l’iniziativa in modo capillare. Nel distributore sono a disposizione 12 tipi diversi di maglietta, per un totale di 180 T-shirt nel distributore.Tutti i mesi sono disponibili nuovi modelli, venduti in una scatola di cartone rigida» racconta Giulio Falasco, cui si deve l’idea d’impresa. «La giusta location
della macchina è fondamentale: un affiliato che conosce la zona sa dove ci sono i maggiori flussi di passaggio». Mille euro circa il primo acquisto di merce, da rivendere con un ricarico del 100% o più: 15-20 euro il prezzo al dettaglio,a fronte di un costo al franchisee di 7,50 euro. È possibile ottenere un’esclusiva di zona, a patto però di acquistare tre distributori.
TEL. 049 5855380, WWW.ONLYT-SHIRT.COM RESPONSABILE: ANDREA MULINELLI

Atzori sa bellesa
La bellezza salverà il mondo. Così ho tolto i costi fissi
«Ci siamo chiesti: che cosa resiste in tempo di crisi? La donna e la sua bellezza! Sulla base di questa
riflessione,abbiamo costruito un format di negozio dove la donna trova cosmetici,biancheria intima,
bigiotteria,scarpe da ballo. E,in futuro,il collegamento con un centro estetico» spiegaAngelaAtzori,
sarda,che dà il nome all’iniziativa. L’anima commerciale del progetto,però,è il marito Matteo Pirina: «Forte della mia esperienza nel franchising Inkland,ho capito che l’affiliato era terrorizzato da parole come fee,royalty,investimenti… Così ho ideato una proposta diversa:niente costi fissi, tutta la merce acquistata se invenduta può essere sostituita».
INFO: TEL. 0444 317996, WWW.ATZORISABELLESA.COM RESPONSABILE: MATTEO PIRICA

Foto digital discount
Se la formula funziona, vale la pena replicarla
Un appassionato di fotografia trasforma il suo hobby in un’impresa. Di successo.È la storia del vulcanico
Antonello Treglia, oggi 40enne. «Nel 1987 c’erano solo fotografi che offrivano servizi standardizzati.
Così ho aperto i negozi di cui avrei voluto essere cliente.Col tempo, ci siamo evoluti: non più solo
sviluppo e stampa,ma negozi dedicati all’immagine a 360 gradi» racconta lui.La tecnologia digitale
ha dato un impulso alla crescita della catena e del catalogo.«Oltre a macchine fotografiche, rullini, cartucce per l’inchiostro…Il nostro affiliato è vincolato però solo per il servizio di sviluppo e stampa,
per il resto può acquistare anche altrove,benché le nostre condizioni siano molto favorevoli. I margini sono intorno al 100%» assicuraMarco Gattone,il responsabile commerciale. Si può entrare
nel business anche con piccole metrature (il negozio di Albano misura otto mq),perché gran parte del
lavoro si svolge al computer.
INFO:TEL. 06 78359001, WWW.FOTODIGITALDISCOUNT.IT RESPONSABILE: MARCO GATTONE



Call2net
Affiliati in gamba, guadagni garantiti
Aprire un call center in affiliazione, per aumentare le vendite, promuovere prodotti e servizi, offrire consulenza. Ecco la proposta di Call center Net Italy, la filiale italiana, nata l’anno scorso, di una multinazionale americana. «Ogni affiliato si crea la propria rete di clienti, il franchisor gli fornisce il marketing e la formazione» spiega Rino Ceccarelli, responsabile franchising. «Di fatto, il franchisee organizza 20 postazioni, su cui lavorano 50 operatori. E si muove sul territorio, per offrire i suoi servizi alle aziende, creando anche dei call center interni a esse. È una vera impresa, anche se l’hardware è tutto concentrato presso il franchisor. L’affiliante, insomma, è un abilitatore di call center». Dopo il versamento dei 50mila euro per lo start up del call center, quando l’affiliato fa business, versa una royalty al franchisor.
INFO: TEL. 800137272, WWW.CALL2NET.COM RESPONSABILE: RINO CECCARELLI


Pida & Pidaza, Strapuntino
Un franchising chiama l’altro
Un’azienda fiorentina, la Technoware, esperta di franchising, con 150 videonoleggi affiliati. Una piadineria di grande successo, a Gatteo Mare (Fc). La prima cerca un format nuovo nel campo della ristorazione, da affiancare ai suoi videonoleggi. La seconda si chiede come far crescere il business. Due realtà che si incontrano, perché un agente della Technoware è un cliente della piadineria. E ne parla al suo capo, Claudio Casini. «Mi ha magnificato questa pidaza: più digeribile di una piadina, più croccante di una crêpe, come una pizza ma arrotolabile. Io ero scettico e ci ho messo un anno prima di provarla. Poi me ne sono innamorato. Il cuore del franchising è la base precotta, che permette di avviare il business anche senza esperienza» illustra Casini. Marco Maestri, ora fornitore della nuova attività, dice: «L’investimento parte da 30mila euro e comprende arredamento, attrezzature, prima fornitura e affiancamento. L’ideale è aprire in una zona commerciale, universitaria o di uffici. Con buone possibilità di successo anche l’apertura di fianco a videonoleggi: i due business appaiono complementari.
INFO: TEL. 0547 86311, WWW.PIDAZA.IT RESPONSABILE: CLAUDIO CASINI


Ninetnine cent shop paradise
Vasto assortimento, a prezzo unico
Tipo lungimirante il bolzanino Klaus Saage. Nel 1997 commerciava in oro ma, girando per il mondo, notò il successo dei negozi a prezzo unico. Una formula che ricalcava il passato, in realtà, se si pensa che Upim (nata nel 1928) stava per “unico prezzo italiano Milano”.Fatto sta che Saage (ri)portò in Italia il concetto del negozio in cui tutti i prodotti hanno lo stesso prezzo. «Aprii il primo punto a Bolzano, per fare un test. E l’esperimento andò bene, visto che a quello, che è tuttora aperto, nel frattempo se ne sono aggiunti oltre 200» spiega l’attuale responsabile franchising Martin Kaspar. Un negozio in cui si trova un assortimento che ruota su ben 15mila articoli, perché il cliente spende poco e torna spesso. L’affiliato deve comprare quelli giusti, perché non è previsto il ritiro dell’invenduto. «Costa tutto 99 centesimi. Ci sono prodotti realizzati in Cina (gli articoli stagionali) e altri fatti produrre in Europa (trucchi e creme). In assortimento anche prodotti di marca. La marginalità è variabile, minore sui prodotti di marca» conclude Kaspar.
INFO: TEL. 0471 502350, WWW.CENT-SHOP.COM RESPONSABILE: MARTIN KASPAR



WebSkipper
Non solo eBay
«In Italia solo il 10% dei consumatori usa la Rete per comprare e vendere. Da qui la nostra iniziativa. Innanzitutto è possibile acquistare oggetti on line – dal biglietto aereo ai cd – senza ricarico di spese al cliente, con la possibilità di pagare senza carta di credito e ricevere la merce in negozio. Inoltre offriamo assistenza per la vendita di oggetti, facciamo ricerche nel Web (materiale per collezionisti e informazioni a 360 gradi) e accontentiamo tutte le richieste di tipo commerciale per il b2b» chiarisce Massimo Capitanio, amministratore delegato della catena WebSkipper. «Il primo negozio, aperto nel 2007, è stato testato per un anno. Nel 2008 abbiamo avviato l’affiliazione e contiamo di avere 10 negozi aperti entro fine anno: il franchising è nel nostro Dna perché i fondatori di WebSkipper provengono da aziende organizzate a catena». L’investimento comprende 8mila euro di fee d’ingresso e 10mila-12mila euro per l’allestimento del negozio, in cui sono presenti due-tre computer. Consigliata la disponibilità di almeno una vetrina di 3,5 metri.
INFO: TEL. 0434 29930, WWW.WEBSKIPPER.IT RESPONSABILE: RICCARDO INSERILLO

Lo by Lovable
Avere un partner è più che rifornirlo
Lovable è un marchio americano. Dal 1962, ebbe due proprietari italiani (Gambirasi, Fellé), nel 1996 entrò nel gruppo Sara Lee. Nel 2006 avvenne un’altra cessione, al fondo Sun Capital, di cui fa parte anche Dim Branded Apparel. «Negli ultimi 10 anni il mercato dell’intimo ha avuto una grossa evoluzione nel panorama distributivo» racconta Monica Ceppi, retail manager Dba. «L’azienda studiò le novità radicali dell’esperienza di Intimissimi e vide l’opportunità di creare negozi monomarca, con cui seguire l’evoluzione delle dinamiche d’acquisto, per esempio nei centri commerciali, e rappresentare in modo attuale il valore dei propri prodotti». Nel 1996 nasce l’insegna Lovable&Co, per convertire i molti rivenditori monomarca. «Dopo tre anni realizzammo un nuovo progetto: Lo by Lovable. Negozi più moderni, che comunicavano l’eredità del brand Lovable (qualità, comodità, affidabilità) e uno spunto legato all’anima femminile e all’attenzione alla psicologia del cliente. Seguirono momenti critici. Non fu facile convincere gli affiliati alla novità e alla nuova filosofia di vendita». Il franchisor acquisisce punti diretti, per provare sulla propria pelle le problematiche del retail. Il processo di trasformazione della rete è durato un anno e mezzo, tra 2004 e 2006. «Perdemmo affiliati. La rete passò da 90 a 60 punti. Dovevamo ricompattare le fila e ripartire. Ci sono solo 10 negozi con noi fin dal 2000».
INFO: TEL. 035 688111, WWW.INTIMO-LO.COM RESPONSABILE: PIER ENRICO CASTELLANO


XÒ Servizi di sartoria
Con gli affiliati, si è imprenditori più realizzati
«L’affiliazione mi consente di realizzare il mio sogno imprenditoriale: avviare con rapidità un laboratorio ogni 25mila abitanti» afferma il fondatore di XÒ Servizi di sartoria, Luigi Zucchino. La sua storia inizia a Milano 10 anni fa, con l’apertura di un piccolo atelier dedicato alla riparazione di jeans. «Avevo notato che tanti giovani desideravano cuciture originali e decorazioni modaiole per i capi denim, ma le sartorie tradizionali non offrivano questo servizio» ricorda Zucchino. Punto forte dell’iniziativa, la rapidità: 20 minuti per un orlo ai pantaloni. Gli inizi sono in piccolo, ma i risultati non si fanno attendere: dopo il primo laboratorio Zucchino riesce ad aprirne un secondo, e poi un terzo... Nel 2002 la svolta, con l’avvio della catena in franchising. «Ogni nuovo negozio è una piccola sfida» conclude Zucchino.
INFO: TEL. 02 66305733, WWW.XOSARTORIARAPIDA.IT RESPONSABILE: GIUSEPPE ROMEO

Peter’s Tea House
In piccolo non decolla? In grande funziona
Tutto comincia a Bolzano, nel 1994, con il primo negozio aperto da Peter Hills. Il suo intento era portare in Italia un negozio di tè, infusi, tisane e accessori. Questo tipo di attività, già popolare in Paesi come Austria e Germania, si affermò anche in Italia. Ne seguì uno sviluppo in franchising. Nel 2004 il fondatore vende l’attività alla Pompadour, che si impegna a rilanciare il marchio. «C’è stata un’importante opera di riorganizzazione aziendale, che ha portato a una razionalizzazione degli acquisti e a un aumento dei margini, che si attestano intorno al 50% (un po’ di più per i tè, un po’ di meno per l’alimentare)» spiega Juri Lobis, responsabile franchising. «È importante partire dal punto vendita, in una zona centrale, molto frequentata. L’investimento comprende arredamento, prima fornitura (magazzino compreso) e fee d’ingresso. Una curiosità: dopo la chiusura del corner presso la Rinascente, Milano è rimasta una zona scoperta. Aspiranti affiliati, fatevi sotto!
INFO: TEL. 0471 549080, WWW.PETERS-TEAHOUSE.COM RESPONSABILE: JURI LOBIS

Kraun
Business ringiovanito, negozi che vendono
Come vi immaginate un negozio di informatica? Grigio, con le luci al neon? Vi sbagliate di grosso. Computer Discount, storico marchio di informatica, ha pensato di lanciare nuovi punti vendita di accessori per il computer con un look giovane e colorato. «Volevamo avvicinare l’informatica al design e alla moda. La linea di prodotti l’avevamo già: sono gli accessori per computer Kraun, sul mercato da più di 10 anni, con ottime performance di vendita», spiega Leonardo Ristori, marketing manager di Cdc Spa. Mouse dai colori sgargianti, cuffie dalle forme moderne, borse e custodie per notebook, lettori mp3. «Sarà possibile acquistare anche gli elementi base del computer». Due i negozi pilota, a Pisa e Pontedera, inaugurazione per inizio 2009. Ma si può anche inserire un Kraun corner in un negozio esistente, per esempio una cartoleria o un distributore di carburante, o un espositore nel proprio negozio di informatica (formula Kraun incentive). «Un metro lineare di prodotti Kraun richiede un investimento di 1.500 euro e genera un margine del 50%» continua Ristori. 
INFO: TEL. 0587 288574, WWW.KRAUN.IT RESPONSABILE: DOMENICO MARCHI

di Silvia Messa - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2008.

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