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La (ri)scoperta dell'acqua calda |
«Migliora il sistema immunitario, fa meraviglie per la pelle, attenua lo stress. Ma l’hammamè anche un luogo del gioco e del desiderio». A pensarla come Tahar Ben Jelloun, scrittore e giornalista di origine marocchina, sono in tantissimi. Secondo un detto popolare della Georgia, dove i bagni di vapore erano già famosi nell’Ottocento, se Karl Marx avesse avuto l’abitudine di lavarsi alle terme tutti i giorni, il destino del mondo sarebbe stato diverso. Così i vip: da Harrison Ford a Cameron Diaz, tutti disposti a prendere un aereo per arrivare fino a Istanbul dove c’è uno dei bagni turchi più belli del mondo. «Anche in Italia è in atto una vera esplosione per gli hammam: sono cambiati gli stili di vita, e nei momenti di crisi la gente preferisce rinunciare all’abbigliamento piuttosto che risparmiare sulla cura di se stessi» spiega a Millionaire Gianmarco Rossi, presidente Aiceb (Associazione italiana centri benessere, www.aiceb.it). Lo confermano anche i dati Federdistribuzione: oggi i consumi non alimentari rappresentano il 12% del reddito, a fronte della spesa del 20,1%delle proprie finanze riservate a wellness, sport e giochi. «Il motivo?
Nei centri benessere la gente si ricarica dalle fatiche del lavoro e ha l’opportunità di dedicare tempo al dialogo e ai rapporti interpersonali, sempre più spersonalizzati nella nostra società» prosegue Rossi. E così anche gli uomini oggi frequentano i bagni turchi con la stessa assiduità delle donne. Il trend si è diffuso a macchia d’olio tra gli over 25 ed è presente anche al di fuori dei capoluoghi di provincia. Basta pensare al centro di Castiglione delle Stiviere Mn, (www.fascino.it) in cui dopo il bagno turco è possibile fare un bagno di latte, oppure a quello di Vado Ligure Sv, (www.hammamelnur.com) dove hanno aperto anche un bazar di oggettistica africana. Ma come si avvia un hammam? Innanzitutto è necessario disporre di una superficie di almeno 200mq,meglio se in prossimità di un parcheggio oppure ben collegata alla rete dei mezzi pubblici. Con una metratura inferiore infatti è difficile predisporre tutti gli ambienti previsti dalla tradizione. «L’hammamè stato concepito come un luogo in cui si passa dall’aria tiepida, prima sala, a quella un po’ più calda, seconda sala, fino a quella caldissima, alla quale pochi resistono; quest’ultima sala si può paragonare alla sauna. È qui che ci sono i rubinetti dell’acqua e i secchi di legno che vengono riempiti per lavarsi nella sala intermedia. Quando si esce dall’hammam, si entra nella sala di riposo, dove si recuperano le forze e ci si assopisce.Solo quando il corpo è ben rilassato e asciutto si va via» scrive Tahar Ben Jelloun su L’Espresso. Oltre all’hammam vero e proprio, ci vogliono una reception, una sala di attesa confortevole e dei camerini ariosi (cioè di almeno ottomq) per eseguire trattamenti estetici. «Una delle difficoltà che ho incontrato è stata proprio la ricercadi locali così grandi» racconta Feraidoon Moghadasi, architetto di origine iraniana che nel 2001 ha aperto un bagno turco a Genova. «Ho trovato il posto giusto in centro città: tra i miei clienti, gli avvocati del vicino tribunale che si concedono una pausa tra un’udienza e l’altra e i professionisti degli studi qui attorno». Una volta individuata la location si decide la disposizione degli ambienti. Secondo la tradizione mediorientale l’hammam è aperto a giorni alterni a uomini e donne: per pianificare al meglio, l’ideale è fare una ricerca di mercato per stabilire l’identikit dei potenziali clienti perché età, sesso e professione determinano orari e necessità diversi.. Nelle grandi città, per esempio, si moltiplica il numero dei colletti bianchi che approfittano della pausa pranzo per rilassarsi nel vapore: ragion per cui in alcune strutture è possibile gustare un lunch leggero a base di piatti esotici come cous cous o dolcetti arabi. Chi dispone di metrature più ampie può destinare spazi separati a uomini e donne, ma alcuni operatori hanno iniziato ad attirare l’attenzione con giornate ad accesso misto, con l’obbligo però di indossare un costume da bagno. Da notare poi che gli hammampiù spaziosi fanno parlare di sé anche per l’organizzazione di eventi come addii al celibato e feste di compleanno un po’ diversi dal solito, programmabili anche in orari serali. La maggior parte dei centri è aperta almeno 12 ore a partire dalle 10 di mattina e sempre più operatori lavorano anche di domenica, soprattutto nei mesi invernali. «In Italia il bagno turco è ancora considerato più adatto a quando fa freddo: così, per compensare il calo di affluenza, ho arricchito lamia proposta con numerosi trattamenti, dalle maschere ai fanghi» sottolinea Moghadasi. L’allestimento dei locali, attrezzati con produttori di vapore posizionati ad hoc e arredati con cura, non richiede uno stile particolare, che può spaziare dall’esotico all’art noveau,ma piuttosto un’attenzione approfondita al confort. «Attenzione alle luci: devono essere morbide, calde, così come i colori usati per le pareti. Sono questi i dettagli che aiuta noi clienti a rilassarsi: l’ideale è un ambiente privo di spigoli vivi e angoli retti. Consiglio inoltre di non esagerare con i macchinari per i trattamenti, acquistabili in un secondo momento e secondo le richieste. Meglio puntare su collaboratori capaci di conquistare la fiducia dei clienti e fare massaggi davvero rilassanti: la gente ormai sa distinguere i professionisti più bravi da chi si improvvisa» suggerisce Rossi.
Testimoninaza
«Così ho aperto a Palermo un tempio
per il benessere»
«I clienti più assidui? Gli uomini tra i 35 e i 55 anni, che qui riscoprono il piacere di chiacchierare in un luogo diverso dal classico bar: il mio centro, secondo la tradizione araba, riserva giorni separati per i due sessi» racconta Rina Falsone, titolare dal 2003 dell’Hammam di Palermo. «Ma questo non è il mio unico punto di forza. Innanzitutto, non esistono limiti di tempo per i clienti, liberi di trascorrere anche l’intera giornata nei 500 mq dell’hammam. Inoltre punto molto sull’assistenza da parte del personale, che riempie i secchi per lavarsi, esegue il trattamento di gommage ed è sempre a disposizione per consigli e chiarimenti. Infine, sono molto attenta alle richieste del pubblico: buoni regalo per ingressi e trattamenti gratuiti, apertura domenicale e vendita di tisane e biancheria in uso nel centro...All’inizio non è stato facile: ho dovuto spiegare cos’è e a cosa serve un bagno turco sia agli operai che hanno eseguito i lavori in muratura sia alla clientela.Una fatica ben spesa, perché il risultato è stato un passaparola efficacissimo che ha attirato anche i giovani sotto i 30 anni.Curo questo target con promozioni speciali e minimi aumenti annuali della tariffa base, ora ferma a 40 euro, che comprende anche la degustazione di infusi e dolcetti nella sala relax. Sono proprio queste “coccole” il servizio che distingue il mio centro dagli altri e io non mi stanco di ripeterlo ogni mese al personale nella nostra riunione di routine.Lavorano per me più di 15 collaboratori e per coprire le spese di gestione (lavanderia, elettricità, stipendi...) è necessario fatturare almeno duemila euro al giorno.Pochi, se penso agli oltre 500mila che ho investito per aprire il centro».
INFO: www.hammam.pa.it
Occhio alla legge
Ecco, in sintesi, gli adempimenti burocratici per aprire un hammam:
› Presenza di un’estetista diplomata e iscritta alla Camera di commercio, assunta come direttrice del centro.
› Vanno poi rispettate le norme igieniche su cubature degli spazi, pavimentazione antisdrucciolo, bagni per portatori di handicap, ecc.
› In alcune regioni (Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna...) è necessario presentare domanda al Comune, completa di progetto di realizzazione del centro: dove non previsto, è sufficiente presentare una comunicazione di avvio dell’attività.
di Maria Spezia -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2008.
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