Grazie alla tecnologia moderna, ha riscattato una bevanda tradizionale destinata a scomparire.
Ogni Paese ha una sua bevanda tipica. In Sud Africa si chiama “iQhilika”, ha origini che risalgono alla preistoria, è a base di miele fermentato ed è moderatamente alcolica. Oggi, 20 mila anni più tardi, il biotecnologo Garth Cambray (29 anni) la produce con sistemi moderni e la commercializza in tutto il mondo.
E l'obiettivo non è solo il business. Ha fondato nel 2000 Makama Meadery, azienda dedicata all'apicoltura e alla fermentazione del miele da cui si ottiene il distillato. La tecnologia è moderna, basata però su antiche ricette locali. Soci dell'iniziativa, costata 200 mila dollari, furono il biotecnologo Winston Leukes (maestro di Cambray, deceduto nel febbraio di quest'anno) e l'esperto in apicoltura Vuyani Ntantiso. In cinque anni l'azienda è cresciuta in dimensioni (ha 21 dipendenti) e in notorietà, aggiudicandosi la medaglia d'oro all'International Mead Festival di Boulder (Colorado, Usa). «iQhilika è un idromele - spiega Garth Cambray - che è la più antica bevanda alcolica fermentata inventata dall'uomo. Il processo della sua lavorazione fu diffuso in tutto il mondo dai nostri predecessori africani, e altrove si imparò a fare il vino e la birra sostituendo il miele (raro e costoso) con zuccheri disponibili più facilmente, come quelli della frutta e del malto. Grazie allo studio e alla comprensione del processo di fermentazione, l'uomo ha sviluppato la biotecnologia che ha creato meraviglie come la penicillina e l'insulina. In pratica, quello che facciamo è commercializzare la pietra miliare su cui si basa la biotecnologia moderna: l'idromele africano. Makana Meadery è stata fondata con questo scopo: salvaguardare una bevanda tradizionale in via di estinzione attraverso la sua commercializzazione». INFO: www.iqhilika.co.za
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