Perché i tuoi sogni non si realizzano? Capisci chi sei
Ti consideri attraente, preparato e brillante. Eppure da mesi stai cercando invano un lavoro (o un partner, un’occasione, un cambiamento). Hai sogni e obiettivi che non si realizzano, benché tu senta di avere tutte le carte in regola?
È ufficiale: hai un problema. «Il primo passo è capire chi è e che cosa si vuole veramente. Poi bisogna lavorare sulla reputazione, cioè sul modo in cui ci vedono gli altri. Più che di selfmarketing, io parlo di selfbrand. L’obiettivo è trovare la propria strada e non quella che vogliono gli altri» spiega Donatella Rampado, esperta in comunicazione e branding personale.
A questo punto, si consiglia di guardarsi dal di fuori. Scegli una quindicina di persone a te vicine (amici, colleghi, familiari…), ma non troppo vicine (evita i fan). Chiedi loro di rispondere a domande aperte del tipo «descrivimi in tre parole», «elenca i miei punti di forza e di debolezza», «come mi presenteresti a chi non mi conosce?», «qual è la mia immagine?» Lascia riposare i dati e poi analizzali con distacco. Prendi in considerazione le notazioni ricorrenti, cestina quelle isolate. Non ti riconosci? È il momento di agire! Criticano la tua voce? Fai un corso di dizione. Pollice verso al tuo look? Ripensalo con chi ha più gusto di te. Non appari risoluto? Irrobustisci la tua motivazione.
Renditi speciale: crea il tuo brand!
Hai capito chi sei, ora devi comunicarlo al mondo. Per riuscirci, segui le regole del marketing. Per prima cosa, crea il tuo brand, cioè un “marchio” che ti distingua. Diventa come la Coca-Cola (bibita frizzante), Google (motore di ricerca giovane ed efficace), Apple (tecnologia trendy). Questi sono fra i marchi più potenti e popolari al mondo. A te non manca niente per scalare la classifica nella tua categoria. Eppure…
«Nella ricerca del brand giusto, effettuiamo almeno quattro incontri conoscitivi. Consigliamo al manager troppo rigido un corso di ballo. O aiutiamo il regista a “irrobustire” il carattere, mettendosi alla prova nelle arti marziali» continua Rampado.
«Ero da anni all’ufficio acquisti, ma continuavo a essere vista come la centralinista, anche se l’avevo fatto solo per pochi mesi. Per cambiare le cose, ho cambiato look: via i jeans e largo a completi formali. Ho perfezionato il mio linguaggio tecnico. Ho cominciato a frequentare eventi di settore. Una volta costruita la mia credibilità, ho chiesto un incontro con l’imprenditore e, finalmente, ho ottenuto la promozione a cui aspiravo da anni» spiega Anna Pinna, 50 anni, buyer in un’azienda farmaceutica.
di Lucia Ingrosso -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2009
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