Motorizzate con 150 cc, performanti e divertenti, le pit bike sono uno spasso e una pratica sportiva per gli appassionati delle due ruote, in tutto il mondo. Campioni compresi. La moda è partita negli Stati Uniti nel 2000. Poi è sbarcata da noi.
«Pochi anni fa, i piloti cominciarono a usare piccole moto, per spostarsi nei paddock dei circuiti del supercross americano e del mondiale di motocross e MotoGP. Per divertimento, organizzavano garette tra loro. Molti acquistarono le pit bike e le personalizzarono» racconta Dario Lamura, FOTO 37 anni, pilota di pit bike, commercializza abbigliamento sportivo e organizza eventi, gare e del campionato delle pit bike, l’Ama Mini Mx Cross (www.mini-mx.it), nelle varie categorie, e il Motard, e alla ricerca di sponsor. «Abbiamo oltre 300 piloti registrati nei campionati di pit bike. Ma sono solo la punta di diamante dei praticanti: il 95% compra la moto e si diverte in pista o in campagna, senza gareggiare in competizioni ufficiali. Al prossimo Salone del Ciclo e Motociclo (Eicma, settembre 2010) organizzeremo un convegno tra commercianti, importatori e distributori e faremo un focus sulle vendite e la diffusione di queste moto. Per ora, posso dire che nel 2006 ho venduto 170 pit bike e solo 10 degli acquirenti fanno gare. Il forum on line dedicato, superminicross.it, ha circa 4mila iscritti. Solo in Europa si vendono circa 50mila pit bike all’anno».
Le caratteristiche di una mini moto
«Motore a quattro tempi, cilindro orizzontale, telaio a culla aperta, motore a sbalzo (non nella culla), pneumatici posteriori da 12 pollici, anteriori da 14. Ma per le moto della categoria piccola le misure sono 10 pollici dietro e 12 davanti. Quello che si fa con le pit bike è motocross a tutti gli effetti, con un mezzo nuovo che avvicina la gente. Una moto da cross normale costa 8.000 euro, una pit bike professionale circa 3.000. Ma con 1.500 euro se ne prende già una buona. E con 700 euro si trova un usato per divertirsi e cominciare». Come si guidano? Non c’è differenza rispetto alle moto da cross. «Anche le sensazioni di guida sono le stesse. L’importante è correre su circuiti tarati sulle pit bike, più piccoli e meno veloci. Con una piccola moto, un salto di 40 metri sarebbe troppo pericoloso».
di Silvia Messa -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2009
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