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Mollo tutto e vado a quel Paese |
Kuala Lumpur in Malesia, Buenos Aires in Argentina, Nuova Delhi in India. Ecco le tre città al mondo con il miglior rapporto costo/qualità della vita, secondo la ricerca Price and Earnings della società finanziaria Ubs. Il che significa che se a Milano con mille euro al mese vivi “tiratissimo”, ci sono altri Paesi dove il costo della vita è cosi basso che con poche migliaia di euro si riesce a vivere bene. Così, tra il crollo delle Borse e quello dell’economia, c’è chi si chiede sempre più spesso: Italia sì o Italia no? Rimanere o partire alla caccia di lidi dove il costo della vita è più competitivo? Se siete tra questi, dimenticate le grandi metropoli occidentali. Oslo, Copenhagen, Londra, Dublino e Tokyo sono ai primi posti tra le città più care al mondo. Meglio allora scegliere una cittadina della Thailandia, del Brasile o della Repubblica Dominicana? Sì, ma inutile farsi troppe illusioni. La crisi economica e finanziaria ha contagiato tutto il Pianeta. Vero però che ci sono ancora Paesi dove con mille euro al mese si vive da nababbi. «Il trend è presente da diversi anni nei Paesi anglosassoni. Inglesi e tedeschi, per tagliare i budget familiari di un terzo, hanno costruito una sorta di “colonie” anche in posti come Tunisia e Marocco» spiega Cesare Valentini, consulente finanziario e autore del libro Vivere di rendita. Strategie e soluzioni per il mestiere più desiderato del mondo (Intra Moenia, 11,90 euro, www.viveredirendita.it). «Ci sono già “colonie” di italiani in Kenya. Ma in futuro ce ne saranno altre in Croazia, Grecia, Turchia...». Certo, non è tutto facile. Spesso bisogna riuscire a ottenere il visto, adattarsi a stili di vita diversi, magari più sobri, con poche strutture a disposizione, e facendo i conti con quella che potremmo definire la “nostalgia canaglia”. Ma quali sono i posti migliori per trasferirsi? «Dipende da cosa volete fare» consiglia Marco Cimini, direttore del dipartimento Internazionalizzazione dell’Ice (Istituto commercio estero, www.ice.it). «Come sempre i Paesi più dinamici dal punto di vista imprenditoriale, come India, Polonia e Vietnam, sono quelli in cui le condizioni di vita sono più difficili. Al contrario dei luoghi in cui il livello di vita è più sviluppato, come Giappone, Nord America ed Europa “a 15” ma il mercato è anche più saturo. Gli indicatori da considerare nella scelta sono quelli tradizionali: il tasso di crescita, l’aumento del Pil, la criminalità, la corruzione, la pressione fiscale...». Per chi cerca invece scenari meravigliosi, con spiagge bianche e mare, ecco le storie degli italiani che abbiamo scoperto in Thailandia, Cuba, Santo Domingo, Brasile... Entusiasti o nostalgici, c’è chi ha improvvisato e chi ha programmato tutto, chi non è più tornato e chi ha alzato bandiera bianca. Facendo ritorno a casa, nella dolce e cara Italia!
Il costo della vita in Occidente è sempre più alto: a Londra il biglietto della metropolitana costa 4,70 euro. A Oslo per un pacchetto di sigarette si spendono tra i 7 e i 10 euro. A Mosca un hamburger si vende a 3,80 euro
Thailandia
Pattaya è un posto meraviglioso dove vivere (ma occhio al visto)
La Thailandia non è rimasta indenne dalla crisi dei mutui subprime iniziata nel 2007, ma resta un Paese meraviglioso e forte. «La moneta non ha subito un deprezzamento sensibile. E anche le recenti vicissitudini politiche non hanno portato a disordini o a problemi» racconta Roberto Gallo Cassarino (foto a pag. 39), 45 anni e fondatore della catena franchising Fresissima (www.oltreilfranchising.it). «Da tre anni vivo per affari per lunghi periodi in Thailandia. A Bangkok, che è una città con standard di vita superiori a quelli italiani, ho preferito Pattaya, perché ha tutti i vantaggi di un posto di mare, ma è ben collegata con la capitale in cui è possibile fare affari. Qui puoi trovare palme, mare, sogno, vita notturna, bei locali, cucina di tutto il mondo e business. Basta uscire dalla via del divertimento per trovare angoli di pace e scenari meravigliosi. Le opportunità migliori sono negli immobili, perché il turismo è in ascesa costante e chi acquista una casa è quasi sicuro di affittarla a visitatori stranieri con profitto. Anche le costruzioni e tutti i lavori di rifinitura – dall’architettura di interni alla messa in opera di impianti – per ora vanno alla grande, a causa delle poche competenze locali. C’è ancora spazio anche nella ristorazione. A Pattaya arrivano italiani che, senza avere esperienza nel settore, aprono ristoranti e guadagnano bene, lavorando poche ore al giorno. Chi ha invece il know-how nella ristorazione fa affari d’oro. Cucinano per russi, tedeschi, francesi, tailandesi, gente che va matta per i nostri piatti. Più complicato fare affari in altri settori: meglio cercare un punto d’appoggio a Bangkok dove sfruttare la posizione strategica della città per lavorare con altre nazioni del Sud-est asiatico, più redditizie. Ci sono altri posti da sogno dove vivere in Thailandia: Ko Samui, Krabi, Phuket, Hua Hin e Chiang Mai. Luoghi incantevoli per il turista ma magari più deboli di Pattaya dal punto di vista imprenditoriale. Lo tsunami del 2004 ha sconvolto tutte le dinamiche, comprese quelle economiche. I turisti hanno iniziato ad abbandonare Phuket per dirigersi a Ko Samui, che è diventata l’isola dei vip, dove tutto costa carissimo. Sono passati quattro anni e Phuket si sta risollevando. I prezzi sono molto bassi, il 30%in meno di Pattaya. Una bella villa con vista mare, piscina e tre camere da letto costa 120mila euro, ma il mare è sempre quello della paura. Gli stranieri stanno comprando a prezzi stracciati, ma i tailandesi vendono e da Phuket sono scappati. Krabi è sullo stesso mare, qui la natura è meravigliosa, ma dopo le 11 di sera c’è poca vita. Hua Hin è un paesone con molti centri benessere ma spiagge di livello molto basso per la Thailandia, c’è la residenza del re e quindi è molto tranquillo. Infine, Chiang Mai, a nord, è un posto bellissimo, ma siamo in montagna, giungla, Triangolo d’oro. Il punto debole della Thailandia? I permessi di soggiorno. Impossibile ottenerli con scadenza illimitata. Qui nemmeno chi è sposato con un locale e ha avuto figli riesce a conquistare il diritto di restare senza limiti: bisogna sempre uscire dal Paese, almeno per un giorno, a intervalli fissi. Per chi non conosce il tailandese e non parla inglese, ottenere il visto è ancora più difficile: meglio rivolgersi alle agenzie per il visto e pagare 45mila baht all’anno (circa 980 euro). Molti Italiani si aiutano tra loro on line su www.sawadee.it. Inoltre le autorità tailandesi sono abbastanza rigide anche nei confronti di imprenditori che intendono fare concorrenza alle aziende locali: chi propone business innovativi riesce a ottenere i permessi a patto però di avere un partner locale che, almeno sulla carta, possieda una quota consistente dell’attività. Qualcuno poi si lamenta perché le leggi sono fatte rispettare con severità. Una severità che però io apprezzo molto: perché è proprio il contrario del sistema italiano» conclude Gallo.
DOV’È: Pattaya è una città costiera nel Nord-est del Golfo di Thailandia. Dista 145 km a sud-est dalla capitale Bangkok, 8.900 km a Sud-est di Roma.
CLIMA: la temperatura è sempre compresa tra 23 e 30 °C. Le piogge si concentrano da giugno a ottobre, mentre da novembre a febbraio c’è la stagione asciutta.
FUSO ORARIO: quando a Roma è mezzogiorno, a Pattaya sono le sei di pomeriggio.
MONETA: baht. Un euro è pari a circa 45 baht.
300 euro, minimo mensile per sopravvivere
135 euro, affitto medio di un appartamento
130 euro, lo stipendio minimo mensile
opportunità
› TURISMO
› RISTORAZIONE
› DISCOTECHE, NIGHT, BAR
› PALESTRE, CENTRI SPORTIVI
› STRUTTURE MEDICO-OSPEDALIERE
INFO: www.boi.go.th/english/default.asp
Cuba
A L’Avana con 1.000 euro al mese vivi da nababbo, ma... «Amo il Tropico, la sua aria limpida, il sole, la temperatura... Dopo 30 anni passati a L’Avana, mi sono abituato alla sua umidità e ne ho bisogno. Cuba mi piace soprattutto per la sua musica, per la sua gente, le sue pazzie e i suoi balli». A pensarla cosi è Daniel Chavarria, uno dei più famosi scrittori uruguaiani al mondo. Ma oltre a essere bella, Cuba è anche l’unico posto al mondo che non ha risentito della crisi finanziaria globale (fonte: New York Times). Oggi l’85% dei cubani sono proprietari di casa, la sanità è gratuita, i giovani lavorano per pagarsi gli studi. Attenzione, però: da quando lo scorso febbraio il líder máximo Fidel Castro ha lasciato la carica di presidente del Consiglio – dopo 50 anni di potere – al fratello Raúl, tutti si chiedono che ne sarà di Cuba. Forse perché, nonostante le timide aperture al commercio estero decise da Raúl Castro, i problemi di sempre sono ancora irrisolti. Il dopo Fidel è preoccupante. «Il destino di Cuba è sotto controllo, i militari tengono in mano il Paese come mai era accaduto da vent’anni» scrive Giorgio Ferrari, inviato del quotidiano Avvenire, nel reportage-inchiesta Cuba senza Castro (a sinistra la copertina, Boroli, 14 euro). I cubani tuttora non possono recarsi liberamente all’estero, né utilizzare Internet senza controllo, né alloggiare negli hotel “riservati ai turisti”. D’altra parte, il governo sta cercando di sviluppare l’economia per non dipendere solo da turismo e produzione di tabacco e minerali: manovre che hanno consentito un aumento previsto del Pil 2008 al 6,4%. Conferma Ferrari: «La vita dei cittadini è ancora sotto il controllo delle autorità. E così, nonostante sia un’isola, a Cuba non si mangia pesce: proibita la pesca, perché si pensa che chi va in barca possa fuggire. La polizia è a ogni angolo di strada, aiutata da delatori che segnalano uno straniero che prende appunti, un turista che usa troppo il cellulare... Le strade sono piene di buche. Le automobili sono quelle di 50 anni fa o quelle regalate dalla rottamazione di Paesi occidentali. Certo, mentre i locali hanno vita dura, per i parametri occidentali la vita costa poco: basti pensare che una rendita di 1.000 euro al mese consente una vita da nababbo. Difficile però fare impresa: le attività redditizie sono presidiate dallo Stato. Eppure, nonostante le tante ombre, questo rimane un luogo particolarmente affascinante. Vuoi per il clima fantastico, vuoi perché la gente mantiene una vitalità fortissima. E soprattutto, ha un senso di fiducia negli altri che noi non abbiamo più» conclude Ferrari.
DOV’È: L’Avana è la capitale della Repubblica di Cuba, posta nell’arcipelago dei Carabi. Dista 370 km a sud di Miami e 8.724 km a sud-ovest di Roma.
CLIMA: tropicale secco da novembre ad aprile, umido da maggio a ottobre, con temperature comprese tra 20 e 30 °C. La stagione dei cicloni va da giugno a novembre.
FUSO ORARIO: quando a Roma è mezzogiorno, a Cuba sono le sette di mattina.
MONETA: peso cubano, pari a 0,04 euro. C’è poi anche il peso cubano convertibile, utilizzato per gli scambi commerciali con l’estero e valutato a un cambio fisso con il dollaro americano (pari a 0,77 euro).
Ci vuole il visto?
Sì. Per la richiesta, necessari alcuni documenti (certificato di nascita, residenza, penale, esami medici, scolastici o lavorativi...) che devono essere legalizzati in prefettura e tradotti da un traduttore giurato (costo per ciascuno: 200 euro), in aggiunta a una fotocopia autentica del passaporto (costo: 50 euro).
INFO: www.ambasciatacuba.com
opportunità
› PESCA E ALLEVAMENTO
› COLTIVAZIONE TABACCO
› ESTRAZIONE DI MINERALI (NICKEL, RAME, FERRO...)
› PRODUZIONE DI FARMACI
› TURISMO INFO: www.camaracuba.
2,7 KG di riso al mese: diritto di acquisto del cittadino cubano
1 KG di pollo al mese: diritto di acquisto
11,2 euro, lo stipendio mensile medio
Rep. Dominicana
A La Romana il costo della vita è basso se si adottano stili di vita locali
«La natura è rigogliosa, il clima ideale, la luce intensa e le spiagge da sogno. E poco lontano, all’interno, il paesaggio diventa montano e raggiunge i tremila metri della Cordigliera Centrale. Insomma, dal punto di vista naturale non si potrebbe volere di più» racconta Paolo Stefanini, ingegnere milanese 39enne che per quattro anni ha fatto impresa a La Romana. «Inoltre i dominicani sono molto ospitali e aperti e inserirsi tra loro è facile. L’ambiente? Ricorda quello di una zona di frontiera, nel bene e nel male. In altre parole, è possibile acquistare un terreno e costruirci una casa senza chiedere permessi. Ma se per qualsiasi disguido si hanno guai con la giustizia, senza le giuste amicizie si rischia di non riuscire a uscire dal carcere». Se da una parte la corruzione e le disuguaglianze sociali restano i problemi di sempre, dall’altra l’economia registra una crescita dell’8% e la riduzione dell’inflazione al 5%. «C’è però un mito da sfatare. Il costo della vita è basso se si adottano gli stili di vita locali, ma se volete vivere in una casa dotata di comfort occidentali come l’energia elettrica il costo è pari a quello di Milano». E così gli appartamenti di Casa de Campo (www.casadecampo.com.do), un resort dotato di piscina, campo da tennis e da golf hanno affitti mensili sui 950 euro circa al mese. «I servizi pubblici come sanità e istruzione sono molto carenti: necessario rivolgersi a strutture private che hanno costi proibitivi per i locali e prezzi in linea con quelli europei. Due le possibilità per vivere bene qui: l’investimento in attività produttive destinate all’esportazione, come il tessile o l’assemblaggio di prodotti elettrici, profittevoli a causa dei bassi salari locali soprattutto se attivi nelle zone franche. Oppure la libera impresa nel settore turistico destinata al mercato estero, con iniziative come alberghi e ristoranti. Infine, alcuni italiani fanno fortuna con le imprese di costruzioni» conclude Stefanini.
DOV’È: La Romana è una città di 180mila abitanti della Repubblica Dominicana.
È situata 130 km a est di Santo Domingo, 8.150 km a sud-ovest di Roma.
CLIMA: tropicale, soggetto a uragani soprattutto da maggio a settembre.
Luglio e agosto i mesi più caldi, con 30 °C. La temperatura minima in inverno è 20 °C.
FUSO ORARIO: quando a Roma è mezzogiorno nella Repubblica Dominicana sono le sette di mattina.
MONETA: peso dominicano. Un euro è pari a 45 pesos.
Ci vuole il visto?
Per vivere nella Repubblica Dominicana è necessario un certificato di nascita in triplice copia, in aggiunta a un documento di buona condotta firmato dalla polizia della residenza di origine o, in alternativa, una dichiarazione sulla pulizia della fedina penale. Inoltre vanno presentati gli esiti di un check up medico generale (radiografia toracica, test Aids...). Il permesso si riceve in 60 90 giorni, di solito ha validità di un anno e consente di uscire e rientrare nel Paese. Il secondo rinnovo in genere ha durata di due anni e il successivo di sei. Già dal secondo rinnovo è possibile presentare domanda di naturalizzazione: chi ha avviato un’attività in proprio ha migliori prospettive. INFO: Ambasciata della Repubblica Dominicana, tel. 06 36004377.
20 euro: costo di una visita medica in una struttura pubblica
20 euro: spese per l’elettricità al mese per un condizionatore d’aria
150 euro: costo dell’affitto minimo mensile
200 euro: stipendio minimo mensile
500 euro: stipendio mensile per sopravvivere
Opportunità
COLTIVAZIONE ZUCCHERO, CAFFÈ, TABACCO › TURISMO › COMMERCIO
Attenzione: il tasso di disoccupazione si conferma al 15% (contro il 6% dell’Italia).
INFO: http://santodomingo.net.do
Stati Uniti
Chicago la città di Obama è la più amata dai giovani Stati Uniti
La terza città degli Usa era già balzata alle cronache anche prima dell’elezione di Barack Obama alla presidenza. Innanzitutto per l’effervescenza negli affari, che la classifica mette al terzo posto nei desideri dei giovani che vogliono far carriera. «A Chicago un giovane che propone un progetto innovativo è ascoltato e apprezzato, le opportunità non mancano e chi si dà da fare ha buone chance. I dipendenti ogni anno ottengono un aumento, ci possono essere anche 1.000 dollari di differenza tra chi è alle prime armi e chi lavora da alcuni anni» conferma Vincenza Leone, siciliana di 36 anni, che nel 2006 ha insegnato italiano a Chicago (www.vincenzaleone.it) e autrice del libro L’italiano come lingua straniera (Lampi di stampa, 24 euro). Facile quindi capire perché qui l’“indice di diversità”, cioè la probabilità di scegliere a caso due persone di razze diverse – in città sia del 74%, rispetto al 49% del resto degli Usa. «La prima impressione in città? Di straniamento, perché la comunità ispanica è numerosissima al punto che molta segnaletica è bilingue e nei negozi l’idioma di Cervantes si usa con disinvoltura» prosegue Leone. I giovani poi sono attratti dalla vivacità culturale di Chicago, che organizza la maggiore fiera d’arte moderna del Paese (www.artchicago.com) e alcuni festival musicali frequentatissimi (www.chicagobluesfestival.org, www.chicagojazzfestival.org... ). «La spinta alla culturalizzazione è fortissima, e per vivere bene qui basta poco. Il problema è il visto di ingresso: la trafila burocratica è lunga e minuziosa. Anche chi ha firmato un contratto con un’azienda locale deve fare mille colloqui e procurarsi mille documenti» commenta Leone.
DOV’È: Chicago è la più popolosa città dello Stato Usa delll’Ilinois. Dista 1.150 km circa a ovest di New York, 7.800 km a ovest di Roma.
CLIMA: inverni molto freddi (fino a -10 °C), estati calde (fino a 29 °C). Giugno è il mese migliore. FUSO ORARIO: quando a Roma è mezzogiorno, a Chicago sono le cinque di mattina.
MONETA: dollaro americano. Un dollaro è pari a 0,77 euro.
Ci vuole il visto?
Sì. Ci sono visti temporanei (in media tre anni) e la Green Card, che consente una permanenza illimitata. La richiesta costa 104,58 euro (al momento in cui scriviamo), non rimborsabili. Inoltre bisogna sostenere un colloquio con un console (gli uffici sono a Milano, Roma, Firenze, Napoli). C’è poi la lotteria che mette in palio 50mila Green Card l’anno (www.dvlottery.state.gov): le iscrizioni iniziano in autunno. INFO: www.italy.usembassy.gov/visa/vis/def ault-it.asp, tel. 899 343432 al costo di 1,31 euro al minuto.
opportunità
› FINANZA
› COMMERCIO
› INFORMATICA
› LAVORAZIONE METALLI
› AGROALIMENTARE
INFO: www.chicagolandchamber.org
2.000 euro: cifra necessaria per vivere bene
560 euro: affitto minimo mensile
1,60 euro: costo di un biglietto dell’autobus
1.200 euro: minimo mensile per sopravvivere
Brasile
Fortaleza 365 giorni di bagliore
«Avevo un sogno: vivere tutto l’anno come in estate, con vestiti leggeri e la possibilità di fare sempre il bagno in mare. E qui l’ho realizzato» spiega Giuseppe Carrara, 38 anni, bergamasco, residente dal 1999 a Fortaleza. Ma non c’è solo il clima favorevole tra i lati positivi della capitale del Ceará, che annovera bellezze naturali come 25 km di spiaggia e una vita notturna intensa. «Sfruttando la mia esperienza lavorativa passata, ho investito 80 milioni di lire nel 1999 e ho avviato la Giuseppe Pneus, officina meccanica che ora ha sette dipendenti. Per trovare i collaboratori giusti ci ho messo anni: qui i ritmi di vita sono lenti e le competenze tecniche scarse. Ecco perché sbaglia chi investe in un settore che non conosce e pensa di poter far gestire gli affari da altri. I business profittevoli, per chi volesse trasferirsi, comprendono tutti i servizi di riparazione e manutenzione, dall’idraulico alla pulizia. Attenzione, però: la concorrenza è fortissima, non appena i locali si accorgono che un’attività è redditizia la copiano». Quali le differenze con la vita italiana? «Il tempo atmosferico. Le spese invece sono uguali: bolletta del telefono, assicurazione sanitaria privata necessaria per colmare l’inefficienza delle strutture pubbliche. Risparmia molto chi sceglie di vivere nell’interno, perché sulla costa i prezzi sono almeno il doppio». Dello stesso avviso Leonardo Notarangelo, foggiano, trasferitosi a Fortaleza otto anni fa. «Ci sono 2.840 ore di luce l’anno: un bagliore fantastico. Ma c’è ancora molto da fare. Anche a livello sociale. Per questo, con altri italiani, abbiamo fondato l’associazione no profit www.italianidelceara.org, con iniziative come la lotta alla lebbra».
DOV’È: nella regione del Ceará, nel nordest del Brasile, 2.800 km a nord di Rio de Janeiro, 7.230 km a sud-ovest di Roma.
CLIMA: il clima del Ceará è caldo tutto l’anno: la temperatura varia da 22 °C a 36 °C.
FUSO ORARIO: quando a Roma è mezzogiorno, a Fortaleza sono le otto di mattina.
MONETA: real. Un euro è pari a 2,87 real.
Ci vuole il visto?
Sì. Più complicato per i lavoratori dipendenti, perché lo Stato prevede permessi temporanei di uno o due anni, regola la percentuale di stranieri da inserire nelle imprese e anche i loro stipendi aziendali. Più semplice per chi investe: 160mila euro la soglia minima per richiedere un’autorizzazione permanente a vivere in loco. INFO: www.ambasciatadelbrasile.it
opportunità
› TURISMO
› PELLAMI
› PESCA
› COTONE
› AGRICOLTURA
INFO: www.camaracuba.cu.
12-15 euro: costo di una cena in un buon ristorante
400 euro: stipendio mensile medio
200 euro: affitto mensile medio
3,50 euro: costo di 1 kg di gamberetti al mercato
Cipro
Larnaca il fascino della frontiera
«A Larnaca la spiaggia è lunga 25 km. E due stabilimenti balneari in città hanno conquistato la bandiera blu europea per limpidezza dell’acqua. Ecco perché spesso porto il computer in riva al mare e lavoro lì. Qui mi sono passati i problemi di salute di cui soffrivo quando vivevo a Londra. E se ho voglia di sciare, il Monte Olympos, alto quasi duemila metri, è a mezz’ora da qui» spiega Paolo Scala (foto sotto), milanese, 41 anni, che tre anni fa ha fondato a Larnaca la Krispa Enterprises (www.krispa-enterprises.com), azienda di consulenza marketing per imprese interessate al mercato cipriota e a quello del medio-estremo Oriente. «Larnaca è un crocevia tra Europa e Oriente: Beirut è a 200 km di distanza, Damasco a 300, Il Cairo e Ankara a 600, Atene a 1.000... La città è dotata di un aeroporto internazionale nonostante la sua piccola dimensione, 80mila abitanti. Inserirsi è semplice perché la gente è amichevole e le trafile per i permessi di soggiorno e lavoro, si ottengono senza grossi sforzi nel giro di sei mesi» prosegue Scala. Cipro è quindi la terra promessa di chi vuole una vita senza problemi? «Non proprio. Le strade sono mal tenute e non esiste sanità pubblica: 500 euro circa l’anno per la necessaria spesa assicurativa. Inoltre ci si deve adattare alla mentalità locale, spesso improntata alla lentezza e all’inefficienza, bisogna imparare a farsi rispettare. Inoltre il mercato è saturo e la concorrenza fortissima perché molti residenti si laureano e si specializzano nelle migliori università straniere. E così per fare impresa senza fare un buco nell’acqua è bene puntare su un prodotto o un servizio innovativo, oppure conquistare spazio ingaggiando una competizione con prezzi al ribasso. Il made in Italy? Piace. Attenzione, però: l’importazione di alimentari dal Belpaese c’è già, e l’arredamento ha poche chance. Meglio puntare sulla ristorazione di casa nostra, con pizza, gelato e cucina tipica, richiestissimi sia dai tanti turisti sia dai locali. La vita non è sempre a buon mercato: i servizi “d’importazione” costano un occhio della testa, a iniziare dalle automobili per finire alle telecomunicazioni. Infine, attenzione all’acquisto della casa: l’investimento si svaluta ogni cinque anni perché qui non si fa manutenzione» avverte Scala.
DOV’È: Larnaca è situata sulla costa meridionale della Repubblica di Cipro, 36 km a sud-est della capitale Nicosia. È posta a 1.990 km a sud-est di Roma.
CLIMA: mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti e piovosi. La temperatura media è 20 °C, con punte di 36 °C nella stagione calda e 10 °C in quella fredda.
FUSO ORARIO: quando a Roma è mezzogiorno, a Larnaca è l’una del pomeriggio.
MONETA: euro. Paolo Scala
Ci vuole il visto?
Ci vuole il visto per viverci? La Repubblica di Cipro fa parte dell’Unione Europea e ha aderito al trattato di Schengen, che consente la libera circolazione delle persone. È comunque necessario un permesso per soggiorni superiori a 90 giorni. INFO: Ambasciata di Cipro, tel. 06 8088365.
opportunità
› TURISMO
› ATTIVITÀ PORTUALE
› COMMERCIO
INFO: www.ccci.org.cy
450 euro: stipendio mensile minimo
60-90MILA euro: costo di acquisto di un appartamento di 50 mq
500 euro: affitto mensile medio (appartamento di 70mq arredato)
20 euro: costo di una cena in un ristorante medio
Lettonia
A Riga si comprano case e automobili a prezzi stracciati
Ai giovani, Riga piace. Per la vita notturna vivacissima, le donne seducenti, i mercatini in cui si trova di tutto, dai memorabilia dell’Unione Sovietica ai formaggi fatti in campagna. Ma la strabiliante crescita economica nazionale degli anni scorsi (+11,2% nel 2006) negli ultimi tempi si è rallentata (+3,6%nei primi mesi del 2008). E l’inflazione rimane altissima (13%, anche se le previsioni per il 2009 la contengono al 7%). «È vero, qui ora c’è crisi: le imprese chiudono, gli stipendi calano. Il mercato – dal settore automobilistico, a quello dell’abbigliamento – ha perso fino al 50%. Ma chi ha ancora denaro da investire sta facendo affari d’oro, perché riesce a comprare a prezzi vantaggiosissimi case, automobili, aziende» spiega Patrizio Bertoni, di Monza (Mi), 43 anni, residente a Riga dal 1995. «Un esempio? La Bmw ha tagliato i prezzi di 10mila euro. Ci sono tante aziende solide che hanno solo problemi di liquidità: sul posto è possibile individuarle e acquisirle con guadagni di tutto rispetto. Sono proprio queste possibilità di profitto che, dieci anni fa, mi hanno spinto a una scelta di vita che a prima vista sembrerebbe troppo difficile. E che ancora oggi mi inducono a restare, dopo tanti anni, in una città con temperature invernali estreme e strutture ancora arretrate, ospedali in testa. Qui vivono bene gli stranieri, che mantengono sempre la percezione di poter vivere con poco perché i prezzi sono solo in apparenza inferiori a quelli italiani. Ma per i lettoni la vita è cara. Nel 1997 sono riuscito ad aprire un’attività di logistica: allora ottenere i permessi era complicatissimo. E poi ho aperto un’impresa immobiliare, una di abbigliamento, una di trading...Dieci anni fa il mercato era vergine ed era impossibile fallire, oggi invece chi si improvvisa perde tutto in poco tempo. Un business ancora profittevole in città? La ristorazione: io stesso ho aperto di recente il ristorante Dejavu (www.dejavu.lv). Ma sono pochi gli italiani, secondo me, che hanno il coraggio di venire in un luogo così diverso dal Belpaese» conclude Bertoni.
DOV’È: Riga è la capitale della Lettonia ed è una città costiera sul Mar Baltico: è situata a 1.860 km a nordest di Roma.
CLIMA: Continentale con estati fresche (22 °C la temperatura in estate, con picchi di 36 °C) e inverni rigidi (-6 °C la temperatura minima, con punte di -25 °C). Nebbia e pioggia sono frequenti in autunno.
FUSO ORARIO: quando a Roma è mezzogiorno, a Riga è l’una del pomeriggio.
MONETA: lat. Un lat è pari a 1,40 euro. L’ingresso dell’euro è previsto per il 2012-2013.
Ci vuole il visto?
La Lettonia fa parte dell’Unione Europea e ha aderito al trattato di Schengen, che consente la libera circolazione delle persone. Per soggiorni superiori a 90 giorni e per lavorare però, anche i cittadini comunitari devono richiedere un visto presso l’ufficio Cittadinanza e Questioni migratorie. INFO: www.mfa.gov.lv/en
opportunità
› FINANZA
› AGROALIMENTARE
› FARMACEUTICA
› LAVORAZIONE LEGNO
› EDITORIA
› LOGISTICA MARINA
› COMMERCIO
INFO: www.liaa.gov.lv
50-60 euro: spesa mensile per il riscaldamento
200 euro: stipendio mensile minimo
500 euro: stipendio mensile minimo per sopravvivere
600 euro: affitto mensile di un appartamento arredato di 50 mq
di Maria Spezia -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2009.
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