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Palestra per la mente
La filosofia di base: come l’esercizio fisico costante riduce i rischi di malattie fisiche, così l’esercizio mentale garantisce uno stato di benessere che previene i disturbi della mente. E come si allena il corpo, si deve allenare la mente in vere e proprie palestre. Così è stato inaugurato recentemente a Milano il primo Mental fitness institute (www.mfimilano.com) d’Europa, un centro per il raggiungimento del benessere e che aiuta a sfruttare le proprie potenzialità. La solita americanata? Sembrerebbe di no. Il progetto arriva dagli Stati Uniti ma il suo inventore è un italiano: Alfredo Formosa, 47 anni, avvocato torinese, socio e direttore della Consulnet Ltd, la società che ha creato il centro. «Negli ultimi due anni ho studiato negli Stati Uniti la rivoluzione del benessere sotto un profilo scientifico, sociale ed economico» spiega Formosa «ho partecipato a diversi congressi che mi hanno aperto gli occhi sull’importanza della prevenzione. Gli americani, a differenza degli europei, vanno dal medico prima di stare male. In questo modo, grazie alla prevenzione, risolvono l’80% delle malattie psicosomatiche». Formosa ha deciso di portare questo progetto in Italia per la sua buona adattabilità al tessuto sociale europeo e per realizzare il suo sogno di diventare imprenditore del benessere. «Per aprire l’istituto abbiamo investito circa 200mila euro, che contiamo di recuperare nel giro di 12/18 mesi, preventivando un fatturato di 80mila euro al mese» dichiara. In che cosa consiste il programma di benessere? Si parte da uno screening con medici specialisti che valutano la personalità, il livello e la gestione dello stress, i rapporti interpersonali, la comunicazione con il sesso opposto e lo stile di vita del cliente. «Questa fase dura circa tre ore ed è un vero e proprio check up, il cui esito è disponibile entro sette giorni
dall’esecuzione e viene presentato con una relazione dettagliata. A questo punto, se non vengono riscontrate problematiche particolari, si inizia il percorso di riequilibrio di una o più funzioni mentali rivelatesi deboli» spiega Giampaolo Perna, psichiatra, direttore scientifico del centro e promotore dello psicofitness (www.giampaoloperna.com). «Non essere malati non significa necessariamente stare bene e sfruttare le proprie potenzialità. Il metodo psicofitness “smonta” la psiche dell’individuo e la “rimonta” nel miglior modo possibile. Per fare l’analisi della mente utilizziamo uno strumento che misura il grado di coerenza nel funzionamento cardiaco, indicatore dello stato di benessere mentale. II percorsi di riequilibrio hanno lo scopo di migliorare l’efficienza di quegli aspetti che influenzano il benessere: dall’educazione alimentare al potenziamento di alcuni aspetti caratteriali deboli; dal miglioramento delle abilità negoziali alla comprensione del sesso opposto: dalla gestione dello stress al potenziamento delle abilità decisionali, dall’allenamento fisico personalizzato alla sintonizzazione dei ritmi di vita quotidiani con i ritmi circadiani naturali» spiega Perna. A livello pratico, a ogni individuo viene fornita una scheda con un programma personalizzato che comprende incontri con gli specialisti, indicazioni alimentari, un programma di attività fisica. Il tutto studiato tenendo in considerazione l’attività lavorativa, il tempo libero a disposizione e le abitudini dell’individuo stesso. Il costo dei percorsi di riequilibrio mentale varia in base alle necessità e alle visite previste e va da 700 a 1.500 euro. «Per dare un valore indicativo di un percorso medio, supponiamo quattro-cinque sedute più due interventi del dietologo per una cifra complessiva di 1.000 euro in cui vengono inclusi anche lo screening iniziale e il check up mentale» spiega Formosa. «Nel caso in cui ci si sottoponga solo allo screening il costo è di 150 euro mentre se si procede fino al check up mentale si pagano in totale 600 euro». Le cifre sono alte e non certo alla portata di tutte le tasche. Inoltre, in Italia, sono poche le compagnie di previdenza sociale private che rimborsano queste spese che vengono considerate alla stessa stregua delle parcelle dei dentisti. Aggiunge Alfredo Formosa: «Le nostre prestazioni sono prescritte da un medico specialista e rientrano tra le spese mediche detraibili in sede di denuncia dei redditi». Il centro è aperto dal lunedì al sabato su appuntamento e si rivolge a un target di clientela medio-alto di qualunque età con particolare riferimento ai 40-50enni, manager e professionisti. Tutto facile quindi? «No. Si tratta di un progetto completamente nuovo, con un messaggio difficile da far capire. Non arrivi qui con l’ansia e te ne vai guarito con una pillola miracolosa. Tra le difficoltà più forti che abbiamo incontrato finora ci sono proprio quelle legate alla mentalità italiana, ancora lontana dal concetto di prevenzione. È questa la parte dolente del nostro progetto. Ma anche la nostra sfida più importante» conclude Formosa.

Le cifre per avviare un centro
INVESTIMENTO INIZIALE
150MILA EURO, COSÌ SUDDIVISI:
50-60MILA euro per gli arredi;
20-25MILAeuro per hardware e software;
20-30MILA euro per la formazione tecnico/scientifica degli operatori (due psichiatri, quattro psicologi, un dietologo e un medico dello sport o personal trainer); il restante per affitto locali e apertura utenze;
COSTI DI GESTIONE ANNUALE
30MILA euro per affitto locali, utenze, manutenzione.
20-30MILA euro per la formazione tecnico-scientifica durante l’anno.
RICAVI 700-1.500euro il costo di un percorso di Mental fitness.
FATTURATO PREVISTO
80mila euro al mese.

In via di definizione il franchising
«Il Mental fitness institute è stato studiato per essere replicabile in franchising» dichiara Alfredo Formosa, ideatore del progetto.
LA STRUTTURA. «È sufficiente disporre di una struttura di 150 mq, situata in zona centrale, facilmente raggiungibile e tranquilla. Nessun rumore, mezzi pubblici vicini e parcheggi limitrofi». L’istituto deve ospitare almeno quattro studi, una segreteria e una reception tutte arredate in modo essenziale. Bianco e trasparenze sono fondamentali per rendere l’ambiente rilassante.
IL METODO. «Il metodo si chiama psicofitness e viene dato in licenza previa formazione. È necessario, infine, avere un buon supporto informatico per la gestione dei dati e gli aggiornamenti». INVESTIMENTO. 150mila euro incluso l’affitto dei locali. Consulnet Ltd non chiede alcuna fee di ingresso e nemmeno royalty sul fatturato. «È obbligatorio però partecipare ai corsi di formazione a degli stage due volte l’anno. Siamo oggi in fase di definizione dei corsi e dei costi relativi che saranno il nostro reale guadagno. Da parte nostra ci sarà tutto il supporto necessario per il buon funzionamento del centro e, soprattutto, completa apertura nei confronti di nuove idee o suggerimenti» specifica Formosa.

Testimonianza
«È un’esperienza utile anche se costosa» Mario Giamoco, 46 anni, tour operator di Crema. «A causa del mio lavoro e degli innumerevoli impegni avevo la necessità di ritrovare un mio equilibrio psicofisico. Così mi sono rivolto al centro di Milano e ho seguito tutto il percorso previsto. Sono soddisfatto. Credo che tutti ne abbiamo bisogno per un motivo o per un altro. Certo, è un percorso costoso, ma che arricchisce».

Il sociologo
Luci (e ombre) del business Recessione, crisi, crollo del potere d’acquisto. In questo clima di incertezza, ha senso intraprendere un business nel settore del benessere? «Sì. Oggi è il momento giusto per iniziare un business in questo campo. Se poi si tratta di un’idea che coinvolge il cervello lo è ancora di più» commenta Francesco Morace, sociologo e presidente di FutureConceptLab (www.futureconceptlab.com). «Dopo molti anni ci siamo finalmente resi conto che il “muscolo” più importante che abbiamo è il cervello. Siamo passati da un concetto di life style a uno di mind style improntato sul pensiero e sull’equilibrio mentale dell’individuo. Questo anche nel marketing». Si scrive crisi, si legge opportunità, quindi? «Sì. In realtà è proprio l’attuale situazione a rafforzare la buona riuscita di questo genere di business, anche quando richiede investimenti alti. Questa crisi economico-finanziaria in realtà è un momento di passaggio. Non usciremo dalla crisi ma trasformeremo il mondo. Ed è questo il concetto di base. Stiamo semplicemente cambiando...». Consigli agli aspiranti imprenditori? «Ponete sempre grande attenzione alle nuove idee di business, che per quanto nuove devono poi avere solide basi. Quindi chiunque fosse interessato sia come cliente sia come imprenditore dovrebbe accertarsi della validità del progetto e, nel caso specifico, dell’autentica conoscenza medico-scientifica».

di Assunta Corbo - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2009.

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