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Mauritius, l'isola che non ti aspetti |
Un piccolo paradiso terrestre. Spiagge bianche, mare blu cobalto che all’orizzonte si fonde con il cielo, palme verde smeraldo battute dal vento, sole accecante... Ma il bello non si ferma qui. Mauritius, l’isola sudafricana nell’Oceano Indiano a Est del Madagascar, ha un’economia che promette bene. La terra descritta dallo scrittore Mark Twain come il luogo creato da Dio prima dell’Eden, è l’unico Paese africano a figurare tra i primi 30 al mondo nella classifica Doing Business della Banca mondiale, con una posizione più avanzata rispetto a quella di Francia e Germania. Bastano 10 giorni per aprire un’impresa. La crescita si è attestata sul 5-6% annuo dal 1968, data dell’indipendenza nazionale e dell’ingresso nel Commonwealth, mentre gli investimenti nel settore bancario hanno di recente sfiorato 700 milioni di euro.
«Il calo dell’economia mondiale è stato poco sentito a Port Louis» afferma Stefano Zinno, console onorario italiano a Mauritius. «Qui vige una tassazione agevolata: il prelievo fiscale è del 17% e lo stipendio medio della manodopera è di 200 euro al mese» risponde Zinno. Facile quindi capire la consistente presenza imprenditoriale straniera sul posto. I business trainanti sono tre: quello tradizionale è lo zucchero, acquistato in toto da una multinazionale europea. C’è poi l’industria tessile, che riceve la materia prima dall’estero per lavorarla in loco e poi riesportarla. Il terzo mercato di riferimento è il turismo, che registra circa un milione di visitatori all’anno provenienti soprattutto dall’Europa e negli ultimi 12 mesi deve aver segnato la frenata più vistosa negli affari. A riequilibrare i conti ci ha pensato lo scorso novembre la Banca mondiale, approvando a favore di Mauritius il quarto prestito da oltre 33 milioni di euro finalizzato al consolidamento del sistema finanziario. Del resto anche la Cina ha già scommesso sul futuro di Port Louis, stanziando nel 2008 circa 460 milioni di euro per costruire sull’isola uffici e industrie destinati ai connazionali attivi nel continente africano.
di Maria Spezia -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2010.
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