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5 strade per smettere di lavorare |
1. MOLLO TUTTO E VADO… in un Paese baciato dal sole con un basso costo della vita .
2. INVESTO IN BORSA… e faccio lavorare i soldi al posto mio.
3. MI GIOCO TUTTO… e con Win for life sogno una rendita mensile.
4. PUNTO SUGLI IMMOBILI… compro, vendo, affitto e guadagno!
5. RALLENTO, RISPARMIO, RECUPERO… facciamo downshifting?
1. Trovare il paradiso in Terra
Il mondo è pieno di Paesi in cui vivere alla grande con 1.000 euro al mese. Ecco come trovarli
Kenya, Marocco, Tunisia, Capo Verde, Costa Rica… Sono tanti i Paesi nel mondo baciati dal sole e con un costo della vita e degli immobili molto più basso che in Italia.
«Fino a cinque anni fa i “fuggiaschi” erano in maggioranza pensionati. Ora invece almeno il 50% dei residenti all’estero sono 25-50enni. Si è fatta strada la filosofia che precario in patria o all’estero non fa differenza e allora tanto vale optare per il sole dei Tropici» esordisce Attilio Wanderlingh, editore napoletano, che grazie a Internet riesce a organizzarsi il lavoro da remoto. E vivere fra il Kenya e la Costiera Amalfitana.
La strategia è in apparenza semplice: si impiega la rendita del proprio appartamento affittato in Italia per mantenersi all’estero: in tanti Paesi, 800 euro garantiscono una vita dignitosa, 1.000 sono già una pacchia. «Se poi si ha anche un capitale di 100mila euro, è possibile iniziare una piccola attività nell’edilizia, nel turismo e nella ristorazione, oppure entrare in una società esistente. In alternativa, si può acquistare una casa, che in molti Paesi esotici parte da 50mila euro. O, infine, vivere 10 anni tranquilli e poi si vedrà» prosegue Wanderlingh. «Un felice cambiamento non è la distruzione della propria vita precedente, ma un’evoluzione che salva il salvabile e migliora il migliorabile. Consiglio di valutare bene le caratteristiche del luogo di destinazione, magari andandoci preventivamente in vacanza anche solo per qualche settimana» continua Wanderlingh.
Il rischio è quello di dare per scontato quello che abbiamo in Italia, aggiungendoci il sole e le palme. In realtà, bisogna mettere in conto anche aspetti negativi come servizio sanitario spesso scadente, burocrazia farraginosa, limitata tutela del diritto di proprietà, diffidenza nei confronti degli stranieri, cibi e abitudini differenti…
Di Lucia Ingrosso -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di febbraio 2010.
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