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Opinioni on line, quando il Web inganna |
Se devi scegliere uno specialista per una visita medica delicata, a chi ti rivolgi? E per un idraulico? Un sarto? Di solito vai dal professionista consigliato da una persona che stimi, o da quello che ha già un nome di tutto rispetto? In altre parole, ti fidi dell’opinione di un conoscente o della reputazione di un professionista? In entrambi i casi basi la tua scelta su un pregiudizio, cioè sul giudizio già stilato in precedenza da un singolo o da una massa di individui in relazione al livello di soddisfazione verificato. Il meccanismo del passaparola tocca interi mercati: dal miglior albergo alla pizzeria più buona, dal libro consigliato alla linea di abbigliamento, molte tra le cose che acquistiamo ci vengono in realtà suggerite da altri. E su Internet le opinioni hanno potenzialità enormi, perché circolano liberamente e in tempo reale e difficilmente si cancellano. Tutti condividono tutto, tutti parlano di tutto, il privato di ciascuno diventa immediatamente pubblico. In questo clima, ciascun internauta è destinato a influenzarne altri e a esserne a sua volta influenzato. L’opinione non è più quella di un amico, ma quella di migliaia di amici. Naturalmente chi vende un prodotto lo sa, e può inquinare il libero scambio di idee con pareri fasulli. È possibile fidarsi delle recensioni e dei consigli on line? La risposta è complessa tanto quanto il fenomeno. Su Internet scriviamo e leggiamo pareri personali a proposito di tutto, senza contare i social network, che sono il regno dell’opinione. Su Facebook e Twitter tutti siamo opinionisti, tutti abbiamo il nostro speaker’s corner e un folto pubblico pronto a condividere riflessioni profonde e stupidaggini inaudite con la stessa intensità. Sul Web tutto, ma proprio tutto, è degno di una recensione. Così è nato un mezzo di comunicazione specifico che i tecnici hanno definito consumer generated media.
di Alessandro Calderoni -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di gennaio 2010.
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