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Mamma ho preso l’aereo
Piace il lavoro degli assistenti di volo e le opportunità sono in crescita. Grazie alla diffusione delle compagnie low cost, oggi in Italia si contano 15mila assistenti di volo: un numero che aumenta con l’incremento delle tratte aeree. Secondo le norme internazionali infatti gli assistenti di volo devono essere in rapporto di 1 a 50 con i posti a sedere. «Il mercato è cambiato: in passato questa era una professione di nicchia con retribuzioni di nicchia perché erano attivi meno scali, la frequenza dei voli era inferiore, i biglietti aerei erano più cari e i passeggeri di fascia alta. Oggi la liberalizzazione ha portato alla proliferazione di aeroporti e collegamenti: maggiori le opportunità di occupazione, estero compreso» conferma Carlo Amati, rappresentante Anpav (Associazione professionale assistenti di volo, www.anpav.com). Cambiate però anche le condizioni contrattuali: la maggior parte degli assistenti ha un impiego a tempo, e rischia di essere senza impiego nei periodi dell’anno in cui il turismo è in calo. «Facile quindi capire la competizione che si instaura tra l’equipaggio di una stessa compagnia» osserva Serena Ambrosini, 24 anni, da due sempre in viaggio tra nuvole e cieli di ogni continente, autrice del libro La vera vacanza comincia in volo. Il bello di essere una hostess (Sbc edizioni, 13 euro). Ma davvero piace un lavoro che richiede spostamenti continui? «Sì. Perché chi sceglie questo lavoro ama una vita zingara, in cui in una settimana si può dormire anche in cinque posti diversi. Sì, perché in questo continuo muoversi a volte si resta fermi una settimana a Santo Domingo o alle Mauritius e si fa vacanza lì. Sì, perché a ogni volo si conoscono persone diverse, sia tra i passeggeri sia nell’equipaggio, che cambia spesso» risponde Ambrosini. In questo perenne essere a 10mila metri d’altezza non guastano nemmeno i guadagni: molte compagnie retribuiscono con una parte fissa e una variabile, in proporzione alle ore di volo accumulate nel mese.

di Maria Spezia - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di febbraio 2010.

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