La loro sfida: riportare la mitica Polaroid in vita. Come? Rilevando un vecchio stabilimento nei Paesi Bassi per cercare di produrre nuove versioni della vecchia pellicola. Ma per far rivivere un mito, mettere in piedi un business e convincere tutti che l’immagine analogica può sopravvivere a quella digitale, stanno lavorando giorno e notte. Loro sono André Bosman, olandese 56enne ex responsabile tecnico Polaroid, e Florian Kaps, 40 anni, austriaco disegnatore di siti web e proprietario di una galleria in cui si espongono solo Polaroid d’autore (www.polanoir.com). Con Kaps e Bosman lavora un team di 13 tra ingegneri e chimici, tutti ex dipendenti di Polaroid, ribattezzati “gli impossibili”. Il loro progetto si chiama infatti The impossible project (www.theimpossibleproject.com) e prevede il lancio entro i primi mesi del 2010 di una nuova versione di carta Polaroid, adatta alle vecchie macchine ancora usate dal pubblico. La versione originale dei film istantanei infatti, in cui cristalli di iodiochinina solfato sono sottoposti a processi magnetici, è fuori produzione dal 2004 a causa dell’esaurimento dei componenti chimici, anche se tuttora si trovano in vendita i fondi di magazzino. Alle loro spalle, c’è la Summit Global Group, un consorzio di tre società con capitali cinesi (ma la sede è negli Usa) che operano nel settore del digital imaging, ed è oggi licenziataria del marchio Polaroid.
«Stiamo creando un nuovo tipo di film che avrà alcune caratteristiche in comune con quelle precedenti, come la cornice, il formato e l’odore. In una prima fase produrremo solo in bianco e nero, proprio come è stato per la Polaroid nei suoi primi anni di attività, ma il colore sarà in commercio nel corso dell’anno» spiega Florian Kaps a Millionaire. Agli scettici che considerano il digitale ormai invincibile sul mercato, cosa risponde? «Credo che per avere successo nel mercato sia necessario avere coraggio: il coraggio di andare nella direzione opposta a quella degli altri. E dedicare il massimo della propria determinazione e passione in ciò che ci si prefigge».
di Maria Spezia -
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. L'articolo è pubblicato su Millionaire di febbraio 2010.
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