
Proprio all'ultimo salone del mobile, che pure si è beato delle sue eccellenze, ci sono state da parte di Flou e Molteni delle sortite, la proposizione di una sorta di linea low cost per giovani coppie. Un Made in Italy, a prezzi più contenuti, da testare sul mercato interno (magari abbinandolo a grandi operazioni di housing sociale), per poi proporlo all'export.
Anche i mobilieri veneti sembrano muoversi nella stessa direzione e, dopo i primi esperimenti, ora si tratta di vedere le prossime mosse. Si potrebbe arrivare alla nascita di secondi marchi aziendali caratterizzati da prezzi più contenuti. La circostanza che vede l'industria del legno e dell'arredo come la più reattiva è figlia (anche) della "ferita Ikea", il rimpianto di non avere capito per tempo le potenzialità della grande distribuzione. In soldoni se avessimo un'Ikea italiana presente in tutto il mondo una buona parte di questi discorsi sarebbe sicuramente più agevole. Del resto il coté commerciale è il tallone d'Achille del Made in Italy non solo nell'arredamento ma, secondo Rullani, in altri settori come l'alimentare. «Perché, ad esempio, i surgelati italiani non riescono ad arrivare sui mercati esteri?».
da Corriere della Sera, 18 maggio, pag. 10Per scrivere un commento č necessario registrarsi a Millionaire.it Accedi ai nostri servizi oppure registrati gratuitamente |