Giovedė 17 Maggio 2012
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Se avessi tempo
È il benefit più richiesto dai manager (più ancora di auto e telefonini) e il meno concesso. Una ricerca Gfk-Eurisko ha evidenziato che le quasi 200mila persone che in Italia hanno una disponibilità liquida di oltre 500mila euro lamentano la cronica mancanza di tempo. E sarebbero disposti a spendere in media 209 euro per avere un’ora libera. «Quello che riceviamo all’alba di ogni nuovo giorno è il regalo più bello: 24 ore di vita! E questo bene, sempre più prezioso e sotto una pressione crescente e continua, va difeso, organizzato, pianificato» sottolinea Mauro Lupi, esperto di Internet e comunicazione, nel suo blog. «È l’unica risorsa democratica, di cui tutti disponiamo in egual misura. Perciò, a fare la differenza, è proprio il modo in cui la usiamo» nota il formatore Marco Merangola.  Scavando tra le indagini di mercato si fanno scoperte inquietanti: per esempio, negli Usa si trascorre più tempo chiusi in macchina che mangiando o facendo l’amore. «Il tempo non si può controllare, però è possibile controllare il proprio cervello e i processi mentali. Scegliendo così di dedicare tempo solo alle attività di maggior valore» puntualizza Agostino Cernilli, formatore e coach. Libri, esempi, consigli, blog, esperienze sul campo: Millionaire ha cercato di cogliere il meglio, per stilare un sintetico corso di gestione del tempo pronto uso. E per dimostrare che non tutto (come il tempo che manca) viene per nuocere, abbiamo scovato storie, idee e opportunità (di lavoro e business) che la mancanza di tempo (altrui) offre. «Creare un business che risolva il problema del tempo alle persone è una grande opportunità. Milano anticipa le mode che poi dilagheranno nel Paese. Qui si sono visti i primi dog sitter e personal shopper. Poi è stata la volta delle riparazioni rapide, dei massaggi in ufficio e del catering a domicilio. Ora tocca al personal concierge» sintetizza Mario Bianco, consulente di direzione e selezionatore del personale. In effetti, quella del personal concierge è una delle mode del momento. La missionè quella di soddisfare tutte le richieste del cliente (reperire un artigiano la domenica mattina od organizzare un viaggio last minute). Le società che offrono questo servizio richiedono il pagamento di un abbonamento annuo piuttosto salato (intorno a 1.000-1.500 euro). Ma sempre meno che stipendiare un maggiordomo full time. Per cogliere l’opportunità tempo, non dobbiamo necessariamente pensare a strategie complicate e investimenti faraonici. Può bastare una piccola idea. La stireria che fa anche il servizio a domicilio. Il ristorante che fornisce il take away di pasti completi per privati. Chi vi lava l’auto mentre fate la spesa. «I fattori necessari per avere successo? Individuare il target giusto (mamme che lavorano, top manager super impegnati, persone che vogliono mettere a frutto gli spostamenti...), offrire un servizio mirato con un giusto rapporto qualità/prezzo e riuscire a innescare il passaparola, la forma di pubblicità più potente» sintetizza Mario Bianco. In questo articolo troverete alcune case history. Se vorrete, potrete utilizzarle come spunto. Per trovare la vostra idea – di prodotto o di servizio – “tagliatempo”.

Il tempo è̀ denaro:  non perderlo
C’era una volta un taglialegna,che faceva molta fatica nel suo lavoro. Un passante si fermò e osservò: «Mi sa che la tua accetta ha bisogno di essere affilata». E quello rispose: «Non ho tempo da perdere io: devo tagliare la legna!». Questa storiella, fra le più citate in tema time management, sintetizza un principio base. Chi non ha le idee chiare e una programmazione di fondo, corre sul posto, gira a vuoto, spreca il tempo e la vita. Non è vero che il tempo non c’è. La verità è che ci si fa inghiottire dalla quotidianità. E che «Il lavoro occupa tutto il tempo disponibile» (legge di Parkinson). Però appena salta fuori un’emergenza il tempo lo troviamo eccome! Così il primo passo di ognuno è quello di osservare, nell’arco di una settimana, come occupiamo il tempo. Il risultato è uno schema, che sintetizza le ore dedicate alle varie attività, lavorative e non. Poi si fa un confronto con quello che vorremmo fare. In questa fase, bisogna capire quali sono i propri valori, cioè gli aspetti della vita per noi più importanti (libertà, carriera, successo, soldi, famiglia, viaggi...). Successivamente bisogna darsi degli obiettivi da raggiungere, che siano chiari e realistici. Una volta che si sono definiti valori e obiettivi, si può reimpostare la propria settimana, di vita e di lavoro. Pianificare rende più razionali. Per esempio, si può decidere di fare la spesa il martedì pomeriggio, quando al supermercato non c’è nessuno (anziché perdere tutto il sabato pomeriggio arrabbiandosi in mezzo alla folla).

Prima i sassi grossi (le cose più impegnative), poi i piccoli
Un formatore cominciò con una dimostrazione. Mise in un secchio dei grossi sassi, poi chiese agli allievi se ci fosse ancora spazio. Loro dissero di no e lui dimostrò il contrario, mettendo molti sassi piccoli. Continuò poi ad aggiungere sabbia e acqua finché il secchio non fu realmente pieno. «Che cosa avete imparato?» chiese. «Che c’è il tempo per tutto» gli fu risposto. «Errore: la lezione è che bisogna partire dalle attività più gravose e impegnative».  Fondamentale, quindi, decidere le priorità. E rispettarle. Per riuscirci, bisogna andare contro l’istinto, che ci suggerisce di fare prima le cose piacevoli e poi quelle spiacevoli, prima quelle facili e poi quelle difficili, prima quelle che ci portano via poco tempo e poi quelle che vanno per le lunghe... La domanda da farsi invece è: «Quali sono le tre cose da fare adesso?». I criteri per determinare le priorità sono l’importanza, l’urgenza e la coerenza con i nostri valori. In caso di conflitto (ho poco tempo e devo scegliere), si privilegia un’ora di straordinario se il valore dominante è la carriera oppure andare al cinema con la moglie se il valore è la famiglia. Le cose più facili e piacevoli devono essere lasciate in coda, come premio, quando le energie sono in via di esaurimento.
Un’agenda, raccoglitori colorati, un cestino  capiente
L’agenda è il primo strumento di lavoro, per chi vuole risparmiare tempo. Cartacea o elettronica non importa: basta averne una sola e ricordarsi di consultarla. Fondamentale dedicare tempo alla programmazione degli impegni (10 minuti tutti i giorni, più 30 ogni settimana). Qui si segnano le urgenze, gli obiettivi, le scadenze, gli appuntamenti, le telefonate. Fondamentale prevedere uno spazio ad hocper le idee, gli spunti, gli aneddoti, i consigli e anche le critiche. Per far ordine nella propria vita, occorre prima fare ordine sulla propria scrivania! L’ideale è prevedere una serie di contenitori immediatamente identificabili (per colore e posizione). Le pratiche quotidiane vanno sistemate in vaschette aperte. Quelle archiviate possono trovar posto anche in scaffali chiusi (ma da tenere presente che l’85% delle carte in archivio non viene consultato mai più). Il cestino, poi, va tenuto vicino. L’ideale è consultare i documenti una volta sola e decidere subito che cosa farne: evaderli, metterli in attesa, archiviarli (sullo scaffale o nel cestino).

Resuscita i tempi morti
Tolte le ore dedicate al sonno, al cibo e al lavoro, rimane ben poco tempo. Perciò non se ne può sprecare neanche una goccia. Strategia vincente è riempire tutti i buchi liberi (slot, in gergo). E così vince chi si ispira a Napoleone, che giocava a scacchi e nel frattempo ideava le strategie per le battaglie.

Non c’è che da iniziare, per rendersi conto come sia possibile fare più cose in simultanea (senza stressarsi troppo). «Adoro i viaggi in treno. Parto dall’idea che quelli degli spostamenti sono tempi morti e così... li sfrutto!» afferma il conduttore radiofonico Matteo Caccia. Ottime idee leggere libri o tenersi aggiornati ascoltando la radio o leggendo i giornali in treno e in aereo (come in fila o in sala d’attesa). In auto si possono ascoltare degli audiocorsi. Mentre si guarda la televisione, è possibile tenersi in forma con la cyclette o lo stepper. E neanche a letto si possono (solo) dormire sonni tranquilli. Puntare la sveglia qualche minuto prima di alzarsi consente di prepararsi alla giornata, pensando alle cose da fare. Gli ultimi minuti prima di addormentarsi possono essere invece impiegati per riepilogare la giornata appena trascorsa.
Via le sedie dall’ufficio: elimini i ladri di tempo
Un manager americano aveva deciso di far togliere tutte le sedie (tranne la sua) dall’ufficio. Perché? Per contrastare i temutissimi “ladri di tempo”. Sono quelli che interrompono, distraggono, fanno calare l’attenzione e colare a picco la creatività. Ecco qualche consiglio per neutralizzarli. La porta dell’ufficio deve restare socchiusa, quando siete disponibili; chiusa quando siete off limits (chi bussa lo fa a suo rischio e pericolo). In alternativa, si può mettere un cartello sulla porta (tipo “riunione in corso, passare più tardi”). Si può approfittare della pausa per prendere un caffè insieme (si unisce l’utile al dilettevole). Al visitatore si va incontro (restando in piedi si stanca prima), si dice subito “Ho pochissimo tempo”, gli si chiede di andare al punto, si evitano domande pericolose del tipo “Come stai?” (e se poi quello vi risponde dettagliatamente?).

La delega è un’arte: imparala!
Hai troppo da fare? Pensaci meglio: forse non devi fare proprio tutto tu. A portare ottimismo, la piramide delle attività. Alla base ci sono le più numerose: quelle da buttare. Subito sopra quelle che vanno delegate, poi quelle da rimandare. Al vertice le cose effettivamente da fare, che però sono le meno numerose (sensi di colpa permettendo).  Ma la delega è un’arte. Bisogna in primo luogo capire che non si può fare tutto da soli. «Io sono soltanto uno. Non posso fare tutto, ma questo non mi fermerà dal fare quel poco che posso» sosteneva lo scrittore americano Everett Hale. Poi occorre individuare quelle attività che può essere utile, opportuno ed economico delegare ad altri (e questo vale per il manager che si appoggia a un assistente come per la lavoratrice che cerca una baby sitter). Infine, bisogna trovare la persona giusta: autonoma, efficiente, affidabile. Altrimenti – se si deve perdere tempo per controllarla e aiutarla – «tanto vale fare da soli».

Non rispondere subito alle e-mail, Facebook per massimo 15 minuti al giorno.
Internet e l’e-mail sono dei fantastici salvatempo. Di contro, essere sempre “connessi” non è un vantaggio. Si sta scrivendo una relazione importante, quando il Pc ci avvisa che è arrivata una nuova e-mail. Chi sarà? Leggiamo il messaggio – anche se quello che stiamo facendo è molto più urgente dei saluti del cugino di Frosinone – ci pensiamo, rispondiamo, allegandogli la foto di nostro figlio che festeggia il compleanno. Conclusione: abbiamo perso un sacco di tempo! L’ideale è “confinare” le comunicazioni esterne in uno spazio limitato, durante il quale si fa solo quello, ottimizzando così i tempi. E quando si è particolarmente presi, è legittimo anche spegnere il cellulare (lasciando la segreteria) e staccare il telefono fisso! Per una risposta immediata si usa Messenger o gli sms. Per sviluppare un dialogo si usa il telefono. Per lasciare traccia scritta si usa l’e-mail.

Prendi esempio  dai giornalisti
Si dice che i giornalisti siano “ignoranti specializzati”. Che sappiano un po’ di tutto, senza però approfondire niente. Forse in un mondo in cui siamo bombardati da informazioni che cambiano e si aggiornano in continuazione è questa l’unica strada da percorrere. Bisogna imparare a cogliere l’essenza delle notizie, approfondendo solo i temi di volta in volta rilevanti. Come fare? Tenere aperto il sito di un quotidiano. Leggere buone rassegne stampa (come quella giornaliera su www.millionaire.it). Imparare i fondamenti della lettura veloce (Lettura veloce, e-book di Bruno Editore, 60 euro; Corso di lettura rapida e metodologia di studio, libro di A. Pozzi, FrancoAngeli, 12 euro). Catalogare subito le informazioni ritenute interessanti (se non lo si fa subito, non lo si fa più). Riservarsi dei momenti fissi nel corso della giornata in cui elaborare le informazioni raccolte.

Aumenta il tempo che ognuno di noi passa in auto. Dopo 20 minuti, nell’automobilista scatta l’ansia da traffico. Ma per molti questa è un’opportunità, che fa nascere i lavori più strani. A Giakarta c’è il passeggero a pagamento, quello che consente di transitare nelle corsie destinate alle auto “a pieno carico”. A Shanghai vanno per la maggiore le guide stradali professionali: persone che salgono a bordo e indicano la strada.

idea business 3
Palestra in casa col personal
IL BISOGNO.
Il tempo per tenersi in forma od organizzare un viaggio? Manca sempre, soprattutto per le fasce medio-alte. Ad acchiappare questi consumatori si sono impegnati i personal concierge di casa nostra. Cosi è nato Wellchome.
L’IDEA.
Spiega Valerie Dana: «Per 10 anni ho smesso di andare in palestra. E ho pensato: questa non è vita! Ho fondato così la Wellness Training. Offriamo a casa dei clienti – dalle 7 alle 22, anche nei weekend – sedute di massaggio, fitness, estetica, yoga, fisioterapia». Le sedute singole partono da 69 euro per il cliente, i pacchetti da 10 sedute invece da 600 euro.
I RISULTATI.
«La campagna di lancio ha puntato sulla realizzazione di un sito e un po’ di pubblicità locale (investimento contenuto). A pesare sul budget, la realizzazione di brochure d’immagine, differenziate per uomini e donne (investimento 40mila euro). A sorpresa, hanno risposto soprattutto gli uomini. Oggi ho 50 abbonati a Milano» prosegue Valerie. In realtà, Wellness Training è stato un esperimento propedeutico al lancio di un’iniziativa in grande stile, chiamata Wellchome (gioco di parole in inglese fra “benvenuto” e “casa”). A spiegarla è Massimo Rombolotti, da oltre 20 anni attivo nell’organizzazione di eventi aziendali, nonché marito e socio di Valerie: «Lanceremo un personal concierge alla portata di tutti. Il nostro pacchetto comprenderà 170 servizi, fra i più vari: dal ricovero delle piante durante l’estate alle analisi del sangue a domicilio, dall’organizzazione del viaggio alla sostituzione dell’aspirapolvere rotto. Abbiamo uno staff di 12 persone, un call center attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette e moltissimi fornitori esterni. La partenza è prevista su Milano. Se le cose, come speriamo, andranno bene, proseguiremo con Roma, Firenze e Napoli. La tessera associativa dovrebbe costare 700 euro». INFO:Wellness training, tel. 02 29062916, www.welnesstraining.it

idea business 4
tu fai la spesa, io ti lavo l’auto
L’IDEA.
«Grazie all’iniziativa partita nel 2008, offriamo ai clienti la possibilità di avere un lavaggio completo della propria auto dovunque vogliano: nel giardino di casa, come nel parcheggio del luogo di lavoro» spiega Antonio Tornincasa, responsabile franchising di Limpo, azienda che ha sviluppato un sistema innovativo di lavaggio auto a secco. La pulizia è effettuata da una Panda Van attrezzata, con generatore interno per l’aspirazione, senza l’uso di acqua né la produzione di scarti o rifiuti. 
I RISULTATI.
Attualmente, gli affiliati per la formula Limpo mobile in Italia sono sei (quattro in partenza). Ancora molte le zone da coprire, mentre l’idea riscuote interesse anche all’estero. Antonio Tornincasa assicura che la redditività è buona (margini intorno al 70%) e con 70-80 lavaggi mensili si ottiene un ottimo stipendio.
L’OPPORTUNITÀ.
L’affiliazione alla formula Limpo mobile comporta un investimento di 30mila euro (a fronte di: esclusiva di zona, vettura, attrezzature, prodotti per 100 lavaggi, formazione, vestiario tecnico e polizza assicurativa). Inoltre, ci si impegna per un acquisto minimo mensile di materiali di pulizia. L’affiliazione alla formula Limpoint si limita ai centri commerciali e prevede l’acquisizione della colonnina e delle attrezzature in comodato d’uso. Resta l’obbligo di acquisto minimo di materiali.  INFO: Limpo, tel. 800 584040, www.limpo.it

il tuo tempo, il mio business

idea business 1
Frutta bio sulla porta di casa
Il  bisogno.
Fare la spesa è un’attività “divora tempo”. Per farne risparmiare ai propri clienti, la Coop consente la spesa fai da te, l’Esselunga punta sulla spesa on line. Da qui è nato Bioexpress.
L’idea.
Un gruppo di frutticoltori trentini nel 2001 ha pensato di consegnare a domicilio settimanalmente casse di frutta e verdura di stagione. «L’idea era quella della filiera corta: dal produttore al consumatore, senza intermediari. All’inizio, ci siamo limitati all’Alto Adige: un’area omogenea, con distanze massime che si coprono in tre ore. Eppure per consegnare le prime 23 cassette ci abbiamo messo un giorno e mezzo irto di difficoltà. “Mai più!” ci siamo detti. Poi, ovviamente, abbiamo cambiato idea» spiega Martin Stiller, anima di Bioexpress. Per fare la spesa da questo fruttivendolo sui generis, bisogna stipulare un abbonamento, rinnovato in automatico (per comodità), ma che si può disdire in qualsiasi momento. Tre gli assortimenti (solo frutta, solo verdura, mix di entrambe) e i formati (dalla borsa di 3-4 kg a 15 euro, passando per la cassetta media a 23 euro, per arrivare alla cassetta grande di 9-12 kg a 35 euro). Tra le novità, la biocesta da ufficio. L’assortimento si sceglie on line e la fattura si riceve a fine mese. La consegna, settimanalmente, a casa propria.
I  risultati
«Oggi consegniamo in Lombardia, Veneto, Trentino e parte dell’Emilia. L’aspetto più complicato? La consegna. Contiamo di appoggiarci sempre di più su autisti interni, che conoscono i percorsi e i clienti. In totale oggi impieghiamo circa 35 persone fra confezionamento delle casse, autisti e impiegati in ufficio. Per promuoverci abbiamo un budget minimo: alcune fiere e molto passaparola. Fatturiamo quattro milioni di euro all’anno e abbiamo ancora margini di crescita». INFO: Bioexpress, tel. 848 694693, www.bioexpress.it 

idea business 2
Bucato perfetto
IL BISOGNO.
Le faccende domestiche sono la croce delle donne che lavorano (ma anche dei single o delle famiglie con figli). A Milano è attivo Lavonline, un servizio di lavanderia e calzoleria a domicilio cui si accede da Internet (www.lavonline.it). C’è poi chi ha basato un piccolo business sulla semplice attività di stiro, a Torino è attivo Sartostiro.
L’IDEA.
«Dopo anni come impiegata in una fabbrica tessile, ho sentito il bisogno di mettermi in proprio. Sapevo stirare e fare riparazioni sartoriali, così ho deciso di mettere a frutto queste abilità. Nel 2000 ho aperto una stireria, 25 mq in corso Francia, una delle migliori zone di Torino. Pago un affitto alto, ma in compenso ho una buona clientela» spiega Carmela Lacerenza, 55 anni (foto sopra). Per venire incontro alle esigenze dei clienti, il negozio è aperto fino alle 19.30 e anche il sabato mattina. Ma, soprattutto, assicura il ritiro e la consegna del bucato a domicilio, quando richiesto. Attualmente, di questo servizio extra usufruisce il 40% della clientela. 
I  RISULTATI.
Le tariffe di Carmela sono in linea col mercato: due euro per stirare una camicia, 4,50 per un kg di bucato. L’attività conosce una certa stagionalità: più tranquilla d’inverno, in pieno boom nelle stagioni calde. «I clienti arrivano dal sito e grazie al passaparola. Pagate le spese, mi ricavo un piccolo stipendio, ma più di tutto vale la soddisfazione del rapporto con i clienti». INFO:Sartostiro, tel. 011 711211, www.sartostiro.it

testimonianza 1
URBANO CAIRO:  IMPRENDITORE, EDITORE E PRESIDENTE DELLA SQUADRA TORINO CALCIO
«Riesco a fare mille cose perché lavoro anche la notte»
«La mia strategia è semplice: quando ho tanti impegni, aumento il numero di ore dedicate al lavoro. Specie in situazioni particolari di urgenze da affrontare o trattative da portare a termine, io vado a oltranza. Lavoro per tutta la serata, anche la notte se necessario. E nei weekend. Quando si è sotto pressione, questa è una salvezza. Sapere di avere una prospettiva di questo tipo dà tranquillità. Nella quotidianità invece cerco di darmi delle priorità. Per esempio, se ho delle telefonate da fare, prima di cominciare faccio mente locale. Mi prendo 10 minuti per decidere quali fare e ordinarle in base all’importanza e all’urgenza. Il lavoro mi piace e questo rende tutto più facile. Anche andare a vedere le partite del Torino è per me più un piacere che un dovere. Certo, mi diverto di più se i risultati sono positivi. Ma per far arrivare i risultati positivi, bisogna prima lavorare sodo».

testimonianza 2
DIANA LAMA,  MEDICO, MADRE, SCRITTRICE
 «Il tempo è assassino  e io lo domino  scrivendo thriller»
«Scrivo di notte, quando tutto il resto della famiglia dorme e in casa tutto tace. In queste condizioni, riesco a concentrarmi. In genere, dato che scrivo thriller (l’ultimo èLa sirena sotto le alghe, Piemme, ndr), mi metto anche un po’ paura, cosa che non guasta. La mattina lavoro come ecocardiografista al Policlinico di Napoli, dove ho anche un insegnamento come docente di Epidemiologia geriatrica. Sono un ex cardiochirurgo ma per fortuna ho lasciato la sala operatoria prima di fare figli, altrimenti non sarei sopravvissuta. Nel pomeriggio mi barcameno tra gli impegni delle tre figlie, 12, 9 e 7 anni. E vado anche in piscina, tre volte la settimana, 80 vasche e ne ho bisogno come del sangue fresco un vampiro. Posseggo e difendo con i denti una stanza della casa attrezzata a mio personale uso. Fuori dalla porta troneggia un cartello: “Non disturbare dalle 17.00 alle 19.30”. Ovviamente tutti se ne fregano, ma se io decido di lavorare mi chiudo a chiave dentro e metto musica ad altissimo volume. In questo modo non mi rendo conto nemmeno se prendono a calci la porta!».

Solo chi sceglie controlla il tempo e non ne è invece controllato

5 segreti per la gestione del tempo

Ricorda: impegni e sacrifici  sono il prezzo per ottenere  grandi risultati.

Puoi controllare il tempo molto più  di quanto immagini, ma meno di quanto vorresti.

Analizza quello che riesci a fare quando gestisci al meglio il tuo tempo e quando sei meno efficace. E i tuoi risultati, in un caso e nell’altro.

Individua i vari benefici,  nel caso di massima  efficacia, e quali e quanti  problemi devi invece  affrontare nel caso  di minor riuscita.

 Scopri cosa sei disposto  a sacrificare  per ottenere  ciò che vuoi.

testimonianza
«Ho imparato a delegare»
GIACOMO BRUNO, EDITORE DI E-BOOK
 «Occupandoci di editoria digitale on line, il sito della Bruno Editore è aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette, festività incluse. Ho creato da zero l’intera attività e, come tutti gli imprenditori che si costruiscono da soli, ho sempre avuto difficoltà a delegare. Purtroppo ho presto capito che ero il collo di bottiglia di tutta la procedura.Se l’assistenza clienti attendeva il mio benestare sulle problematiche difficili e il comitato editoriale aspettava il mio consenso su ogni libro in pubblicazione, difficilmente saremmo potuti crescere e pubblicare da 6 a 10 e-book ogni mese. Ho chiesto aiuto a un esperto di Time management, Timothy Ferris, che mi ha detto: «Qual è lo scenario peggiore che può avverarsi se deleghi?». Nel peggiore di casi si tratta di una piccola perdita economica. Così ho detto ai miei ragazzi: “Da oggi fate finta che io non ci sia. Risolvete le problematiche difficili fino a un margine di 50 euro. Per quelle più grandi, o se la responsabilità della decisione è più elevata, consultatevi con altre due persone e prendete insieme la decisione”. Risultato? Ho eliminato in un colpo solo il 95% delle mie decisioni e dunque del mio tempo, e i miei collaboratori si sono sentiti responsabilizzati. Naturalmente delego con il controllo: a fine giornata ogni collaboratore mi manda un report via e-mail dove mi dice tutto quello che ha fatto durante la giornata, gli obiettivi raggiunti e le problematiche risolte. Prima lavoravo 70 ore a settimana, oggi ne lavoro 20.  La mia vita professionale (e soprattutto quella personale!) è cambiata completamente». INFO: www.giacomobruno.it

di Lucia Ingrosso - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di febbraio 2009.

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