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Obbligo di restare a casa per i neopapà |

Niente giorni di ferie, anche perché il riposo non c'entra proprio. Niente permesso premio, visto che non sempre il capoufficio ha il cuore tenero. Come nella maggior parte dei Paesi europei, anche i neopapà d'Italia potrebbero presto rinunciare ad affanni e sotterfugi pur di godersi in santa pace le prime ore dell'erede. "Congedo di paternità obbligatorio".
Subito dopo la nascita del bambino, dovrebbero prendere quattro giorni di congedo. Non una possibilità, come già oggi consentito dalle legge sul congedo parentale. Ma un obbligo, come quello che impone alla mamma di non lavorare per i cinque mesi a cavallo del parto. Il tutto senza perdere un euro di stipendio. Le proposte di legge all'esame della commissione Lavoro di Montecitorio sono due, molto simili. Il Portogallo ha introdotto il congedo obbligatorio per i papà nel 2002. Prima aveva solo quello facoltativo, ma non lo chiedeva nessuno, meno del 2% dei papà. Adesso sono arrivati al 22%. Questo vuol dire che l'obbligo di restare a casa può insegnare che prendersi cura dei bambini è bello. Può rompere un tabù, avviare una rivoluzione. Forse anche in Italia dove, in attesa del congedo obbligatorio, quello facoltativo è una rarità: lo chiede meno del 4% dei padri. Obbligo di stare con i figli dunque, per imparare a voler stare con i figli. E' vero che alcune aziende già lo fanno per scelta, come nelle esperienze di Intesa Sanpaolo e Nestlé.
da Corriere della Sera, 14 giugno, pag. 19
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