Anche la scelta dei materiali, per vincoli della Gdo, doveva orientarsi su una qualità più bassa. Gigi Perinello, amico di lunga data, in crisi con la sua attività di rappresentante di suole, dà a Fabio l'idea: produrre scarpe di qualità, con materiali scelti, per il Gruppo di acquisto solidale (Gas) di cui fa parte. «Non sapevo neanche cos'erano. I Gas sono stati una bella scoperta. Per loro ho creato un prodotto con la nostra marca, ottimo, a un prezzo giusto, perché non è sottoposto a passaggi commerciali. La prima scarpa, una polacchina, è stata proposta a 42,50 euro. Un successo. Oggi ci sono più modelli e centinaia di Gas che comprano da noi. E due collaboratori girano con un furgone mostrando il nostro campionario. Le scarpe si provano, poi si ordinano. Il nostro margine è del 20%. Il doppio di quello che ci dà la Gdo» racconta Travenzoli. Una spinta all'iniziativa la danno Report e i giornalisti. Ma i risultati scaldano il cuore dii tutti: «Fatturiamo cinque milioni di euro l'anno. Prima solo il 20% derivava dalla produzione di qualità: oggi siamo al 40%. Diamo lavoro a 35 dipendenti e a un gran numero di laboratori. Alcuni stavano chiudendo e ora assumono persone per far fronte alle nostre richieste». Nel portale www.astorflex.it trovano posto anche fornitori, che condividono l'etica di lavoro di Fabio e Gigi, e altre aziende, che grazie alla fortuna e alla visibilità di Astorflex stanno uscendo dall'anonimato e dallo sfruttamento in cui sopravvivono migliaia di terzisti, in Italia.
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