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Trentenni che fanno teatro
Nel disinteresse generale, i giovani artisti italiani lavorano, creano e provano a costruire quel futuro che -- dicono -- per loro non c'è. Ed è a teatro, più che altrove, che si vedono le potenzialità per un po' di aria fresca come dimostrano interesse dell'Europa verso la nuova scena italiana e soprattutto due festival estivi che mettono in evidenza la competenza, l'ingegno, la forza del lavoro artistico della generazione dei 30 e anche meno: sono artisti, produttori, fiancheggiatori che proprio in questi festival, Drodesera e Kilowatt, si sono inventati un'idea organizzativa nuova, un impegno che si estende tutto l'anno e una rete di coproduttori, tutte cose che danno concretezza a quella fatidica parola: futuro.
Il Festival Drodesera ha scelto il titolo "Avere trent'anni" per l'edizione 2010, da oggi all'1 agosto a Centrale di Fies a nord di Dro, in provincia di Trento. Di questi giovani Drodesera presenta il meglio delle ultime produzioni. Cose analoghe fa l'altro festival dell'innovazione "giovanile", più picoclo ma anche più arrembante, il Kilowatt Festival 2010, tra Sansepolcro e Anghiari (Ar) da ieri fino al 31 luglio. Il Kilowatt sovverte i criteri di programmazione tradizionale, con un cartellone realizzato da 20 spettatori, non addetti ai lavori (vengono chiamati i "visionari"). Sono due commesse del supermercato, un professore di un istituto tecnico, un barista, un operaio, una studentessa di lingue straniere, due elettricisti, tre pensionati che durante l'anno guardano le opere inviate dagli artisti che rispondono al banco del Festival e scelgono quelle che giudicano migliori. È un'idea di politica culturale, un modo per affidare al pubblico un progetto di contemporaneità. Quest'anno sono state 254 le domande di partecipazione, con nove giovani artisti selezionati dai visionari. L'esortazione che Kilowatt fa ai giovani è: "Si salvi chi fa".
da Repubblica, 22 luglio, pag. 48

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