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Wall Street vieta le parolacce in ufficio
«I circa 34mila impiegati della banca non potranno più attingere dallo scurrile vocabolario che a Wall Street è la norma», scrive il Wall Street Journal, che accusa la mecca della finanza newyorkese di essere tra i settori più sbloccati del mondo americano degli affari. Per favorire il rispetto delle nuove norme, Goldman Sachs ha introdotto un nuovo software che identifica, bloccandoli, anche gli acronimi quali "pos" (plece of shit, pezzo di m...). Chi sgarra, viene convocato nell'ufficio del capo e può essere soggetto a multe e sanzioni, che però sono ancora da definire. La nuova ondata all'insegna del bon ton ha contagiato anche altre aziende. Citigroup e JP Morgan Chase hanno regole interne molto severe contro l'uso di parolacce. Il primo a far luce su questo fenomeno -- fino a qualche tempo fa ignorato dai non addetti ai lavori -- è stato Too Big To Fail, troppo grande per fallire. Il libro di Andrew Ross Sorkin sulla crisi finanziaria, pubblicato nell'ottobre 2009, dove i protagonisti delle stanze dei bottoni parlano come scaricatori di porto. Nyse Euronext Inc e Cme Group vietano l'uso di parolacce sul parterre delle borse di New York e Chicago, con multe che possono raggiungere anche 20mila dollari. Per correre ai ripari Citigroup adesso obbliga i suoi impiegati a frequentare un corso di 10 minuti online ribattezzato "Comunicazioni elettroniche inopportune". Ma il vero pioniere del nuovo trend è Bloomberg Lp, che monitorizza le e-mail da ormai 10 anni, servendosi di una speciale applicazione che scannerizza tutti i messaggi alla ricerca di una settantina di parole -- in inglese -- considerate profane. quando scorre una parolaccia, il software invia una finestra a comparsa pop-up, che evidenzia la parola da censurare e avverte l'utente di eliminarla. Se non lo fa, il messaggio non potrà essere inviato.
da Corriere della Sera, 30 luglio, pag. 23

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