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Facevo il muratore, ho salvato la Triumph |
Un'azienda inglese di piccole dimensioni, se confrontata con i suoi maggiori concorrenti, ma di grandissima tradizione. Dal 1982 la Triumph è di proprietà di un'unica persona, John Bloor. Ex muratore, oggi uno dei più grandi immobiliaristi inglesi, è l'artefice della sua rinascita. Triumph di vicissitudini ne ha attraversate parecchie: guerre, passaggi di proprietà, fallimenti, incendi. Ma è sempre riuscita a risollevarsi e rinascere. Dal fallimento dei primi anni Ottanta recuperato dall'impegno visionario di John Bloor al terribile incendio del 2002. «La costante della storia di Triumph è stata il suo istinto di sopravvivenza. E il fatto di essere un'azienda di piccole dimensioni ci ha aiutato, anche nei momenti difficili. Lavoriamo a stretto contatto, come una famiglia, condividiamo successi e insuccessi» spiega a Millionaire il danese Tue Mantoni, 34 anni, attuale amministratore delegato dell'azienda. Dopo un faticoso percorso di ricostruzione, dal 2003 al 2009 il fatturato è stato in ascesa. E il 2009 è stato un anno da ricordare: per la prima volta le vendite di Triumph in Gran Bretagna hanno superato quelle delle Kawasaki. Ma facciamo un passo indietro.
In principio era una bicicletta
Nata nel 1885 come fabbrica di biciclette dall'idea di due uomini d'affari tedeschi stabilitisi a Coventry, la Triumph inizia a produrre le prime moto con l'avvento dei motori a combustione interna. Il primo modello, del 1902, è poco più che una bici, con un motore di appena 2,25 CV. Ma con il passare degli anni aumenta la potenza e la cilindrata, e le Triumph si conquistano la fama di moto di qualità. Quando scoppia la Prima guerra mondiale, il governo britannico decide di utilizzarle come portaordini. Con l'arrivo della Grande depressione, l'azienda è costretta a chiudere, e nel 1932 viene rilevata da un altro industriale di motociclette, Jack Sangster, che in pochi mesi riesce a ricostruirla. Nel 1937 lancia una nuova gamma di monocilindrici e un modello destinato a rivoluzionare il mondo del motociclismo: la Speed Twin da 500cc, a motore bicilindrico. Questa moto partiva bene, andava bene e raggiungeva la velocità di 145 km orari. In poche parole definiva le caratteristiche di una moderna motocicletta.
Di Tiziana Tripepi -
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t. L'articolo è pubblicato su Millionaire di maggio 2010.
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