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1990- 2010 Millionaire compie 20 anni
1990
Quando nel 1990 in Italia c'erano la lira, Bettino Craxi, i 45 giri e l'inflazione al 6,50%, veniva stampato il primo numero di Millionaire.
In quell'anno Nelson Mandela esce di prigione. In tv c'è Twin Peaks. L'Iraq invade il Kuwait (miccia della Guerra del Golfo). Il presidente di Confindustria è Sergio Pininfarina. Kevin Costner vince l'Oscar con Balla coi lupi. A Sanremo trionfano i Pooh.

Millionaire ha come sottotitolo “far soldi in proprio. Idee & opportunità”, è quadrato (misura 30 cm per lato), in carta uso mano, costa 5.000 lire ed è bimestrale. Ha una grafica spartana, 64 pagine, ma già tanti contenuti.

1993
La Cecoslovacchia cessa di esistere: nascono Repubblica Ceca e Slovacchia. Gli spari sopra di Vasco Rossi è il singolo più venduto. Bill Clinton è il nuovo Presidente Usa. Il ciclone “Mani Pulite” sconvolge la politica italiana. Agli Oscar trionfa Clint Eastwood con Gli spietati. L'inflazione in Italia è al 4,40%.

Millionaire stravende con un'inchiesta sul mondo del sesso. Ma sono già numerosi i reportage su come investire e lavorare all'estero (Mauritius, Russia, Thailandia, Sudafrica…). E tante le proposte per battere la crisi: aste, lavoro in affitto, servizi per l'infanzia. Fra gli imprenditori più amati (e raccontati) c'è Renzo Rosso, fondatore della Diesel. A metà anno, il sottotitolo cambia: da “fare soldi in proprio” diventa “idee e opportunità dal mondo”. Costa 6.000 lire

1996
Si diffondono i telefoni cellulari. In Europa entra in vigore il Mercato Unico. In Italia per la prima volta la Sinistra è a governo. Giorgio Fossa, 42 anni, è il più giovane presidente di Confindustria. Kofi Annan è eletto segretario dell'Onu.

Millionaire ha una redazione ormai strutturata e un nutrito gruppo di collaboratori. Con 175mila copie, tocca il suo picco di diffusione. Vendite, motivazione e franchising continuano a essere fra gli argomenti di punta. Un business di successo? L'allevamento degli struzzi.

1999
Nasce ufficialmente l'euro, che entrerà in vigore il primo gennaio 2002. La vita è bella di Roberto Benigni vince l'Oscar come miglior film straniero. L'inflazione è al 2,20%. Carlo Azeglio Ciampi è il nuovo Presidente della Repubblica. Il primo album di Britney Spears vende 27 milioni di copie e Rolling Stone le dedica la copertina.

Millionaire costa sempre 7.000 lire (al cambio 3,62 euro). Il Duemila è alle porte e anche la redazione guarda al futuro. Fra i nuovi strumenti si afferma Internet e fra le nuove opportunità l'e-commerce. Tanta concretezza, senza dimenticare il sogno. A inizio 2000, la testata diventa Ekò: non durerà.

2002
Entra in vigore l'euro. Al Qaeda rivendica gli attentati alle torri gemelle di New York del settembre 2001. L'Argentina è in bancarotta. La Fiat annuncia perdite ed esuberi. Apple lancia la seconda edizione di iPod, che è nato l'anno prima. Sbanca al cinema il primo film della serie Harry Potter; i libri negli anni venderanno oltre 400 milioni di copie.

Millionaire ha come sottotitolo “il mensile che ti mette in proprio”. Propone ai lettori business nuovi e rinnovati: wine bar, allevamento di bufale, negozio di telefonia. E soprattutto incoraggia a cambiare! Costa 4 euro. Nasce il sito www.millionaire.it

2006
L'economista Muhammad Yumus vince il Nobel per la pace. In Italia Giorgio Napolitano è il nuovo Presidente della Repubblica. La Nazionale italiana di calcio è campione del mondo a Berlino. Il mondo trema per l'influenza aviaria. Laura Pausini è la prima cantante italiana a vincere un Grammy Award. La Nikon annuncia la fine della produzione delle macchine fotografiche a pellicola.

Millionaire ha come sottotitolo “libera la tua indipendenza”. E tocca sempre i temi più “caldi” e attuali. Grande successo per gli articoli che spiegano come “mollare tutto” e rifarsi una vita all'altro capo del mondo. Ma è il business delle T-shirt a far impazzire i nuovi lettori.

2008
E' l'anno internazionale del Pianeta. Il greggio sfonda il tetto dei 100 dollari al barile. Valentino Rossi conquista l'ottavo Motomondiale. Grave crisi economica per gli Usa, che poi contagerà tutto il mondo. Barack Obama è il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti.

Millionaire “idee per lavorare e vivere meglio” continua a trattare i temi di sempre  ma con una veste nuova e più legata all'attualità e al futuro. E il futuro, a volte, guarda indietro: come il ritorno a coltivare la terra.

2010
Ci sono gli euro, Silvio Berlusconi, David Cameron, gli mp3, l'Ucraina (e le altre repubbliche indipendenti) e il digitale terrestre. L'inflazione è all'1,30%. I Mondiali di calcio sono in Sudafrica. Un terremoto devasta Haiti. L'eruzione di un vulcano islandese crea una nube che blocca il traffico aereo. Il presidente di Confindustria è Emma Marcegaglia. È tempo di iPhone e iPad.

Millionaire compie 20 anni. Ha circa 200 pagine e continua ad avere grande cura per i contenuti e la grafica. È anche su Facebook e Twitter. Crede nel cambiamento, guarda lontano e cerca di essere sempre più vicino ai suoi lettori. Con l'obiettivo di sempre: aiutarli a trovare idee e strumenti per cambiare vita o lavoro. Grazie per questo splendido viaggio insieme. Ripartiamo per altri 20 anni?

Questi siamo noi
Chi siamo, cosa facciamo, come siamo arrivati a Millionaire. Vita di redazione

Virgilio Degiovanni, editore e direttore responsabile
«Tutto iniziò durante una notte insonne. La sera era terminata con la cessione della mia prima testata da “sbarbato editore”. Un settimanale di Borsa dalla cui idea avrei poi fatto nascere Borsa & Finanza, anni dopo. Quella notte qualcosa mi torceva dentro. Provavo soddisfazione per essere riuscito a gestire una situazione divenuta impossibile ¬ mantenere un settimanale nazionale in edicola a 23 anni ¬ ma al contempo sentivo l'immenso senso di vuoto nel non poter più comunicare. Dentro di me, albergava da sempre la vera passione, che ha dominato tutta la mia vita: l'impresa. Era quella con cui ero nato da due piccoli imprenditori nel commercio, quella con cui ero cresciuto, condividendo mille micromicroimpresine con mio fratello, quella con cui ero stato educato, negli Usa, dove vivevo di sport, Macintosh e... Entrepreneur,  un mensile d'impresa che negli Usa a quell'epoca (1982) vendeva quasi un milione di copie. Era quello con cui mi addormentavo e sognavo. Quella notte tornai a sognare di riuscire a fare un giornale capace di dare sogni ma anche indicazioni pratiche, utili per trasformare i sogni in realtà. Mi buttai giù dal letto e, letteralmente parlando, scrissi su un foglio di carta il primo editoriale di Millionaire. Lo chiamai così perché doveva parlare di quel che la gente poteva davvero raggiungere, non di quei miliardi che arrivano invece a pochi eletti. E tante persone lo capirono perfettamente. È stato entusiasmante come mai. E con Millionaire al fianco ho vissuto tutta la mia vita da imprenditore. Abbiamo vissuto insieme gli alti e bassi della vita. Millionaire mi ha insegnato a non piangere mai sul latte versato. Ma a sorridere invece per quanto creato: non solamente una rivista, ma anche un gruppo di straordinarie persone guidate in modo eccellente da mio fratello Max, che mi hanno accompagnato con fiducia, lealtà ed entusiasmo in questa cavalcata che dura da 20 anni. Bravi, Bravi, Bravissimi. Senza di loro, non saremmo qui. E da domani? Da “domani” sposeremo il nuovo mondo in cui viviamo. Fatto sempre meno di “carta” e sempre più di digitale. Vent'anni fa, a 25 anni, sono diventato editore grazie a una rivoluzione chiamata Macintosh. Oggi, nel nuovo mondo, al Mac si uniscono l'iPhone e da qualche mese una “meraviglia” chiamata iPad. Aspettateci, arriveremo anche lì. Alla prossima festa... nel 2030 naturalmente».

Cristina Riva, art director
«Avevo 20 anni. Un giorno per caso ho acquistato il Corriere della Sera e fra le offerte di lavoro ho trovato un annuncio: casa editrice cerca grafico. Sono stata assunta come impaginatrice grafica. Oggi sono l'art director. Se non vi piace la copertina... prendetevela con me. Ogni mese guardo migliaia di ragazze per trovare quella giusta. C'è chi mi scrive per chiedermi il nome della modella. Ma c'è anche chi mi accusa di scegliere immagini spinte. Eppure spesso disegno reggiseni e mutande per coprirle, tanto che ho pensato... e se inventassi un nuovo lavoro? La sarta virtuale».

Cristina Viganò, grafica
“Mi ritoccheresti un po' qui?”. Chirurghi estetici fatemi largo! Ecco il grido di una grafica da… fotoritocco.
La mia giornata tipo? Inizio la mattina con un giro tra i caffè più trendy del Bel-paese, per poi passare al business plan di un allevamento di polli. All'ora di pranzo mi domando: “E se aprissi una spiaggia? Forse meglio fare coasteering?". Ma alla fine cambio file e passo alle 8 isole da sogno. Il pomeriggio scorre tra una prima e una seconda bozza. Uso Photoshop, incastro foto tra un box e un altro. E a fine giornata quando spengo il mio adorato Mac mi trovo a pensare: “Che bel viaggio è la redazione di Millionaire!”.

Claudia Beretta, photoeditor
«Sono entrata a Millionaire la prima volta nel 2009, per mettermi alla prova con un mensile intrigante per una 27enne. Poi ho fatto altre cose, ma adesso sono di nuovo qui. Benché si faccia spesso sentire la pressione, il lato magico e ludico mi incatena. Guardo le foto, osservo il timone e parte la conta, “celo, celo manca”, con il brivido della caccia. Come mi vedo tra 20 anni? Senior editor al National Geographic o a capo di una mia rivista. Sono incoscientemente ambiziosa. Il mio motto? “È solo lavoro”. E quando lo stress si fa sentire, questo mantra è meglio di otto ore di sonno».

Silvia Messa, vicecaposervizio
«Facevo “vita di miniera”. Vendevo enciclopedie. Laureata in Lettere, con la passione per la scrittura, non avevo trovato altro che piazzare libri porta a porta. Quando seppi che a Millionaire cercavano un collaboratore per l'Annuario del franchising, mi sembrò un miraggio. Dopo un mese, l'incarico finì. Con la tristezza nel cuore, andai a salutare Virgilio Degiovanni. “Non voglio tornare a vendere libri. Voglio scriverli” gli dissi. E lui: “Resta qui. Qualcosa per te lo troveremo”. Sono passati 17 anni da allora. Ho intervistato migliaia di persone. Ho usato telefono e Pagine gialle. Oggi la mia mano destra somiglia a un mouse. Ma sono come allora sono curiosa e tengo gli occhi aperti. Ah: ho anche pubblicato il mio libro!».

Maria Spezia, giornalista
«Un detto recita: “Giornalista, sempre meglio che lavorare”? Non a Millionaire, però! Qui ogni istante è prezioso, il lavoro è tanto. A volte l'idea di fare mille cose ti dà una carica enorme, altre volte non dormi la notte. C'è sempre un'altra intervista da fare. Ti senti viva, appassionata. Perché capisci che fin da quando avevi 10 anni, quando pestavi pensieri sconnessi sui tasti della macchina per scrivere di tua madre, avevi già capito che era proprio questo che volevi fare “da grande”».

Eleonora Chioda, caporedattore
«Fare un giornale è il mestiere più bello del mondo. È un po' come trovare l'armonia tra tanti pezzi diversi. Ma devi imparare a dominare l'ansia. Certe notti mi sveglio pensando a un titolo, certe mattine mi alzo con l'ossessione di un'inchiesta. La vita di redazione? Prima la rassegna stampa, poi mini-riunioni. Interviste da preparare, articoli da immaginare. Infine bozze, prove colori, foto che non arrivano e i grafici urlano: “e qui cosa ci metto, la mia faccia?” Quando il numero è in chiusura l'atmosfera si fa surreale. Saltiamo pranzo, pause-caffè, chiacchiere. A volte ci scanniamo già alle nove del mattino, a volte sono le otto di sera e ci ritroviamo a lavorare con il sorriso.

Lucia Ingrosso, giornalista
«Imprenditori, uomini e donne di marketing. In quasi 15 anni ho intervistato migliaia di persone. Ricordo la chiacchierata con Gabriele Salvatores. Le perle di saggezza di Sergio Rubini. L'emozione di un tête à tête con Luca Carboni. E quella di “beccare”, dopo mesi di tentativi, Carlo Ancelotti, allora allenatore del Milan. O l'intervista a Federico Moccia, da cui è nata una bella amicizia. La più difficile? A Massimo Ceccherini, che nella vita è come lo vediamo in tv: imprevedibile!».

Tiziana Tripepi, giornalista
«Sono arrivata qui a 40 anni, con una laurea in Economia, un'esperienza nella moda. Mi hanno assegnato obiettivi sempre più alti. Come quello di intervistare il ballerino Roberto Bolle. L'ho inseguito per mesi, invano. Finché un giorno, sulle piste da sci, mi squilla il cellulare. “Per l'intervista a Bolle dovrebbe venire in teatro durante l'allenamento”. Un po' sconcertata, accenno a un sì. E dall'altro capo: “Dimenticavamo… dovrebbe indossare un tutù”. Ci ho messo un po' a capire che era tutto uno scherzo delle colleghe! P.S. Bolle mi ha poi concesso l'intervista un anno dopo».

Giampiero Moncada, giornalista
«La domanda è sempre la stessa: “Davvero lavori a Millionaire? Allora sarai milionario anche tu!” Alla fine, devo ammettere, qualche milionario l'ho visto nascere, stando in redazione. Pochi, a dire il vero, perché chi davvero fa fortuna non ci tiene molto a farlo sapere in giro. Ma a furia di parlare con franchisor, affiliati, ho visto che è comunque più facile far soldi mettendosi in proprio anziché giocando una schedina! Io, però, millionario non lo sono diventato. A conferma del vecchio detto che “il ciabattino va con le scarpe rotte”».

Massimo Ligas, revisore di testi
«Da 20 anni mi confermano la patente per altri due, perché la mia salute è improbabile. Ma questa è un'altra storia… Ho sempre pensato che finché avessi avuto la testa, gli occhi e le mani, potevo lavorare. Le mie mani, che mi hanno servito fedelmente per decenni hanno ancora sensibilità, ma non più forza. Lavoro da casa a metà tempo e non sta a me dirlo, ma tutti sanno che non mi sono mai tirato indietro. Ora sogno che mi ridiano la patente così da comprarmi una macchina "automatica", per andare avanti. Mi raccomando sempre (è un augurio)».

Lorenzo Roca, revisore di testi
«Lavoravo già per La Stampa, quando un'amica vide un annuncio in cui cercavano un revisore di testi e mi disse: “Perché non mandi il cv? Pensa, se ti prendono a Millionaire, diventi ricco…». L'ho inviato per gioco ma pochi giorni dopo, mi chiamano per un colloquio. E il posto è mio! Sono partito un po' prevenuto (“Chissà come se la tirano… Non ci sarà mica di mezzo Briatore?”). Ma i miei pensieri iniziali, sono stati spazzati via dalla realtà, fatta da persone splendide e professionisti serissimi. Più che un asettico e freddo posto di lavoro, è una sorta di grande famiglia, fatta spesso di dissapori e contrasti anche aspri, ma poi tutto finisce con un grande sorriso. Ah, dimenticavo: Briatore non c'entra nulla con noi!».

Anna Noria, segretaria di redazione e curatrice di www.millionaire.it
«Ricordi, ne ho molti per il posto in cui sono rimasta più a lungo: la redazione. Il lavoro non è la cosa più importante della vita, ma riempie le nostre giornate! In questo ufficio ho passato molto tempo (14 anni!), qui sono cresciuta, come donna e anche professionalmente. E poi ogni giorno è diverso dall'altro!»

Max Degiovanni, amministratore unico
«Quando ero piccolo, mio padre inculcò nel cranio a me e ai miei fratelli quanto la vita e il lavoro fossero duri e come nessuno ci avrebbe mai regalato niente. In effetti quella era la realtà del negozio di famiglia. La mia reazione? “Col cavolo che mi beccate a fare questa vita d''inferno!" Così, seguendo le mie naturali ispirazioni, mi dedicai al mondo dei motori. Sono stato meccanico, pilota, team manager, importatore dalla California di abbigliamento da motocross. Poi, nel 1991, mio fratello mi spiegò che il franchising era il futuro e che gli serviva una mano per una sezione su Millionaire. Ho iniziato a occuparmi di franchising e della raccolta pubblicitaria correlata. Non sapevo nulla ma dopo qualche anno di “full immersion”, potevo ritenermi un vero “guru”. Mi divertivo, imparavo sul campo, Millionaire cresceva e con lui il franchising. Con fare solenne mi disse: "Caro Max, apprezzo molto il tuo lavoro. Per cui, invece di darti un semplice aumento di provvigioni, ti nomino amministratore della Virgilio Degiovanni editore!”. Un po' confuso dal tono e dal messaggio, capii solo che "non c'era trippa per gatti"... Ma pensai che magari da amministratore avrei potuto un giorno decidere io il mio compenso, per cui accettai l'incarico! Era l'aprile 1999. E siamo arrivati a oggi. La vita e il lavoro sono molto meglio di come li avevano descritti i miei genitori, ma forse perché ho avuto la fortuna di trovare, oltre a una grande idea imprenditoriale, persone in gamba e appassionate! A tutti loro si deve il segreto del successo di Millionaire. Dalla redazione all'amministrazione, dal commerciale alla produzione, dall'ufficio del personale, a chi cura i nostri siti, all'Edp. Una grande squadra. Che tantissimo ha fatto e che ancora oggi dopo 20 (VENTI!!!) anni, non smette di stupire!».

Ilaria Baggi, ufficio commerciale
«Avevo 21 anni quando sono entrata a far parte di questo gruppo. Nel corso degli anni sono cambiate tante cose e sono cambiata anch'io. Arrivata timida timida e alla mia prima esperienza lavorativa, mi sono fatta le ossa. Lavoro da 11 anni nell'ufficio commerciale. Faccio la pendolare da Lodi e nei sei anni in cui la nostra sede era a Corsico… non è stato semplice. Ma ne è valsa la pena. Lavoro in posto dove ci si sente tra amici. E poi siamo tornati a Milano!».

Camilla Ambrosini, ufficio commerciale
«Ho una passione per le catene… e così mi ritrovo qui dall'inizio dei tempi a fare da nume tutelare a chi vuol far crescere i propri progetti nel mondo del franchising. Pare mi riesca bene dato che i miei clienti mi telefonano anche la sera di Natale per chiarire le loro strategie di comunicazione. Sono passati tanti anni mi diverto ancora e mi pagano pure».

Fabio Quattromini, ufficio commerciale
«Ho fatto il primo colloquio otto anni fa. La mia prima postazione: uno strettissimo banchetto da scuola elementare girato fronte muro in un angolo dell'ufficio commerciale. Nonostante tutto, fin dal primo giorno ho lavorato con grande entusiasmo. Ne abbiamo fatta di strada… Oggi sono responsabile commerciale e la mia postazione finalmente è uguale a quella dei colleghi!».

Filippo Nocera, ufficio commerciale
«Chi vende è spesso visto come un “combina guai”, il mio impegno è quello di… limitare i danni! Il resto è fortuna. Ho trovato un ambiente di lavoro molto più simile a un gruppo di amici e l'ufficio è sotto casa. Il mio soprannome: magutt (in milanese: manovale), me lo ha dato il capo per la mia non proprio esile corporatura!».

Lorena Mandelli, produzione e marketing
«Cari lettori, vi immagino immersi nella lettura in una calda giornata estiva. In quel periodo il mio lavoro consisterà nel programmare le gelide settimane invernali e il bello è che quando per tutti sarà Natale… io sarò già in primavera. Perché ogni copia arrivi nelle vostre mani occorre che siano stabiliti dei programmi di lavorazione per la redazione, che vengano avviate in anticipo le collaborazioni con il fotolito, lo stampatore, il confezionatore e il distributore. E con grande anticipo si prevedono anche le pubblicità alla radio. All'uscita di ogni numero è indispensabile poi dare uno sguardo al passato, preparare consuntivi per l'amministrazione e confrontare i risultati storici per lavorare sul futuro».

Fabio Cristian Sestilli, responsabile Edp
«Il mio compito? Implementare, controllare e far funzionare l'intera infrastruttura tecnico-informatica, dai siti alla posta elettronica, dai telefoni agli impianti di servizio. Come potete immaginare, è fondamentale che tutto funzioni al meglio. In caso contrario, tutti i colleghi si rivolgono a me, in cerca di aiuto… Mi occupo anche del portale www.franchisingcity.it, una vera e propria città virtuale dell'affiliazione».

Anna Tessarin, responsabile del personale
«Il mio ruolo a volte mi rende antipatica. E pensare che sono simpaticissima… Sono la donna delle ferie e dei permessi retribuiti. Ma sono anche quella che controlla entrate e uscite. Un collega maschio ha chiesto un permesso per una visita ginecologica. Risata collettiva, alla faccia della privacy. Ma la spiegazione era dietro l'angolo: la moglie aspetta un bimbo! Di questi tempi, ci mancherebbe anche un mammo con salopette premaman!

Angela Morgese, Emanuela Pitarresi, Simona Lorenzini, ufficio amministrativo
«Amministrazione e contabilità: in genere, i nostri colleghi pensano che siamo quelli che chiudono la borsa e dicono sempre di no. In realtà, dietro c'è un lavoro di controllo e analisi molto delicato. Fatturazione, pagamenti fornitori e quadratura dei conti e rapporti con le banche. Parte importante di questo lavoro sono il rispetto delle scadenze fiscali e degli obblighi di legge, ma noi non siamo solo dei burocrati e la nostra funzione richiede anche la capacità di interagire con persone diverse. Siamo come un'orchestra che deve suonare armoniosamente tutto gli strumenti che sono alla base della gestione aziendale».


20 anni come Millioniare

Emma Watson
L'attrice protagonista della fortunata saga di Harry Potter ha 20 anni. Non aveva mai recitato prima di interpretare il ruolo di Hermione Granger. Nel febbraio 2010 ha lanciato una collezione di vestiti ecosostenibili.

Mario Balotelli
Il calciatore dell'Inter il 12 agosto compie 20 anni. Figlio di genitori ghanesi, è stato adottato da una famiglia di Brescia. «Sono italiano, mi sento italiano, giocherò sempre con la Nazionale italiana».

I miei ultimi 20 anni

Ligabue: mille mestieri prima del boom
Bracciante, metalmeccanico, ragioniere. Fa mille mestieri Luciano Ligabue, sempre coltivando il suo amore per la musica. Finché non viene scoperto da Pierangelo Bertoli. Nel 1990, a 30 anni, pubblica il suo primo disco, ma lui non si sente vecchio per il rock. In 20 anni, fa una cavalcata trionfale, ricca di successi, vendite, riconoscimenti. A 50 anni scrive libri, dirige film, scende in politica.

Fabio Volo, ex panettiere oggi scrittore di successo
Oggi -a 38 anni - è un attore, scrittore e conduttore di successo - 20 anni fa faceva il panettiere (nel forno di famiglia) e il barista. Poi il successo fulmineo come cantante. E la travolgente carriera, partita in radio. «La mia rivoluzione è fare bene il mio lavoro. Ma poi torno a essere Fabio Bonetti (il suo vero nome, ndr)».

Federico Marchetti:
«Con Yoox ho fatto un miracolo»

Nel 1990 aveva 21 anni e faceva la Bocconi. Poi è andato all'estero per un master Nel 2000, Federico Marchetti ha fondato Yoox, sito che vende moda su Internet. Nel 2010, a 41 anni, con un fatturato di 152,2 milioni di euro (+50% rispetto all'anno precedente) e una partnership ormai consolidata con brand come Emporio Armani, Diesel, Marni e Dolce&Gabbana. Ha raggiunto il suo obiettivo: costruire un ponte, una "convergenza" tra il mondo della moda e quello di Internet.

Iginio Straffi

IL PAPÀ DELLE WINX HA CREDUTO AI SUOI SOGNI
Iginio Straffi ha 45 anni. A 30 anni ha fondato un'azienda di animazione per ragazzi. Nel 2004, ha lanciato le fatine Winx che hanno avuto un successo planetario

«Sin da bambino avevo immaginato di passare il mio tempo riempiendo diari e album da disegno con i miei personaggi dei fumetti. A 20 anni avevo anche capito che le mie invenzioni sarebbero potute diventare universali solo attraverso un vero e proprio processo industriale.
Qual è la ricetta del suo successo?
«A mio avviso, il talento deve essere plasmato dalla costanza, dal sacrificio e dal metodo. Un lavoro pazzesco che richiede disciplina e una grande quantità di energia. La fortuna conta molto e a volte ti si presenta all'improvviso. Poi bisogna saper sognare, ma deve essere capace di utilizzare gli strumenti che trasformano i sogni in realtà».

L'articolo è pubblicato su Millionaire di luglio/agosto 2010.

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