Giovedė 17 Maggio 2012
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Franchising: 100 idee d'oro
Il franchising si conferma una leva concreta per l'imprenditorialità. Per inventarsi un lavoro quando non c'è. Per avviare o rinnovare un'attività che produca benessere. L'hanno capito in molti: al Franchising & Trade, il Salone di Milano dedicato all'affiliazione, sono arrivati 12mila visitatori, il 12% in più dell'anno scorso. In un padiglione di 6.300mq, nella Fiera di Rho-Pero, si sono ritrovati 170 espositori, alcuni rappresentati da società che si occupano di sviluppo e recruitment, molti altri con un proprio stand, dove incontravano aspiranti affiliati in cerca di un'idea, di un confronto, di informazioni di prima mano. Ecco i volti e le storie di chi ci crede. E il meglio dell'ultimo salone di Milano.

CIBO

Insegna
Tigella Bella - Ottimo take out.
Proposta
somministrazione e take away di tigelle, salse salate e dolci, salumi.
Investimento
400-600 euro al mq. No fee, no royalty il primo anno. Fornitura di prodotto.
Il negozio
250-350 mq per un ristorante da 150 coperti almeno, piccole metrature per il servizio d'asporto.
Info
tel. 347 1339414, www.tigellabella.it

L'evoluzione del pane e salame
«Avevo un'enoteca a Nogaro, in provincia di Verona. Cinque anni fa, c'era un bel locale in vendita. Pensai, con mia sorella Cristina, di servire qualcosa di buono: le tigelle. In famiglia ne andiamo pazzi. Carpimmo la ricetta a un'amica modenese, alleggerendola in strutto e lievito. Per un anno, ho fatto due lavori: di giorno nell'enoteca, la sera a servire tigelle. Poi, mia sorella restò all'enoteca e io e un socio, Luca Casali, ci dedicammo al nuovo business. Il locale era sempre pieno. In una città di 8.000 abitanti ci chiedevano di aprirne un altro! Lo facemmo nelle vicinanze, a Bonferraro (Ve). Un anno e mezzo dopo, trasferimmo tutto in una cascina. Il centro di produzione delle tigelle è a Nogaro, da cui forniamo cinque locali, di cui uno solo da asporto. Una settimana fa ho deciso di venire al Salone. È un palcoscenico importante: qui, o la va o la spacca. E sono contento. Venti contatti, solo il primo giorno. Il mio sogno? Espanderci in altre regioni, superare la diffidenza di chi crede che un affiliante ti voglia fregare. La nostra idea è banale: pane e salumi. Ma è rivista in chiave moderna. E si mangia bene con 15 euro. Problema da affrontare: la logistica. Per rifornire la rete con prodotti freschi e di qualità, dobbiamo trovare uno spedizioniere affidabile».
Filippo Basso, 32anni, Amministratore Tigella Bella Franchising.


Insegna
Piccola Umbria.
La proposta
ristorante tipico italiano con corner di prodotti.
Investimento
40mila euro per Basic, 85mila per Gourmet (formazione, allestimento e prima fornitura di merce compresi). No fee né royalty.
Il negozio
50-80 mq Basic, 80-100 mq Gourmet.
Info
tel. 0039 3934332909, Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo www.piccolaumbriarestaurant.it

Gusto italiano
«Sono responsabile del progetto Piccola Umbria da sei mesi, ma conosco da anni Roberto Passeri, titolare della Passeri Assisi, azienda che ricerca e vende da 40 anni prodotti umbri di qualità. L'idea del franchisor è creare un format di ristorante e fast food, dove poter gustare o acquistare prodotti tipici, forniti dal franchisor stesso. L'affiliato diventa lo sbocco naturale di una filiera corta, dai produttori sparpagliati nei paesini umbri al consumatore. Il format piace anche all'estero: abbiamo tre affiliati in Slovenia e Bosnia-Erzegovina. E per aprire, non serve essere chef. La nostra formazione e un esperto in affiancamento insegnano i segreti della cucina umbra».
Antonello Bellanca, 45 anni, responsabile progetto.


Insegna
Baby Yogurt.
La proposta
negozi di degustazione yogurt probiotico in ricetta di gelato, semifreddo, granita e hamburger.
Investimento
da 20mila euro per allestimento negozio e tecnologia di produzione. No fee, royalty fissa di 1.100 euro l'anno più Iva.
Il negozio
da 15/20 mq, nessuna preclusione per la location purché con un bacino di almeno 2.000 abitanti in località turistiche e 10.000 in altri paesi.
Info www.babyyogurt.com

La mia sfida d'impresa
«Nel 1993 avevo 24 anni e studiavo Matematica all'università. Per caso ho conosciuto un coetaneo con un'idea che mi è sembrata vincente: così ho lasciato gli studi e iniziato un'avventura che in cinque anni ci ha portato ad avere 60 negozi “a marchio” ma senza affiliazione. Da lì, l'idea di inaugurare il franchising: oggi abbiamo 200 franchisee, siamo presenti in più di 30 nazioni e in questa fiera forse abbiamo trovato altri tre master franchisee. Credo moltissimo nel mio prodotto».
Giovanni Pavanello, 40 anni, socio fondatore.


Insegna
Sweetissimo.
La proposta
vendita di gelati e di prodotti di pasticceria.
Investimento
110mila euro (più 10mila di fee d'ingresso) per la formula “gelateria”, 150mila (più 15mila di fee d'ingresso) per la formula “gelateria+pasticceria”.
Il negozio
minimo di 50 mq per la gelateria, 90 per gelateria+pasticceria.
Info www.sweetissimo.com

La mia dolce metà
«Ho da sempre nutrito una vera e propria passione per la pasticceria. Ma la mia laurea e il mio lavoro mi hanno sempre portato in un'altra direzione. Tre anni fa la mia vita è cambiata. Ho conosciuto Angela Maria, rumena, e con lei ho deciso di iniziare un'avventura, matrimoniale e imprenditoriale. L'idea era di creare un nuovo format per una gelateria-pasticceria, con prodotti di altissima qualità e macchinari di avanguardia. Un'azienda siciliana con esperienza trentennale nei semilavorati mi ha fornito il know-how necessario. Ho affrontato un lavoro di ricerca delle materie prime più prelibate (tra gli ingredienti dei nostri gelati, il cacao del Venezuela, la vaniglia del Madagascar e il pistacchio siciliano) e dei macchinari che coniugassero efficienza e risparmio energetico. Il risultato è Sweetissimo, che propone due tipi di format: solo gelateria o gelateria e pasticceria. Il primo punto vendita è stato inaugurato a Vicenza, a maggio di quest'anno. Ora siamo alla ricerca di franchisee». Stefano Miccichè, 42 anni, titolare.


Insegna
Froots.
La proposta
fast food di smoothies (bevande a base di frutta e verdura), insalate e wraps (rotoli tipo piadine) con ingredienti sani e naturali.
Investimento
master franchisor per l'Italia: 0,50 dollari (circa 0,35 euro) per abitante dell'area considerata.
Il negozio
kiosk, isola di 10 o 20 mq inserita nei centri commerciali o negli aeroporti.
Info www.froots.com

Sano americano
«Fino a 20 anni fa lavoravo come ingegnere per il governo americano. Ho vissuto in Iran e in Pakistan. Dopo diversi anni in giro per il mondo ho deciso, con mia moglie Charlotte, di tornare negli Stati Uniti. I figli crescevano e avevamo voglia di fare qualcosa di diverso. La scelta è ricaduta sul franchising. Nel 1997 abbiamo comprato i diritti per il Texas, la Florida meridionale, il Canada da Quiznos, ristoranti specializzati in sandwich, per sviluppare reti di affiliati. Poi è stata la volta di un franchising di palestre. Nel 2006 un ex collega ci ha parlato di Froots. La formula ci è subito piaciuta, perché rappresentava una novità per gli Stati Uniti. Mia moglie è diventata presidente, mentre io ho preferito lavorare come consulente esterno. Abbiamo sviluppato una rete in California del Sud e in Texas, poi ci siamo rivolti al mercato internazionale per la ricerca di master franchisor: i primi contratti li abbiamo conclusi a Singapore e in Medio Oriente. Ora vorremmo svilupparci in Europa. Questa Fiera è un buon punto di partenza».
Hugh Russel, 68 anni, responsabile vendite internazionali e area director per il Texas e il sud California.

Un'ape rosa per gustare il sushi. Grande appeal per la proposta di “take away mobile” progettata dal designer Andrea Carletti. Non si può non notarla, all'aperto, in un centro commerciale o in uno spazio per eventi. Sosushi, l'affiliante, propone l'abbinamento street food mobile (35mila euro) e laboratorio di produzione (70mila-100 mila euro). Più impegnativo il ristorante: 180mila-300 mila euro. Info: www.sosushi.it

ABBIGLIAMENTO

Insegna
Adolfo Dominguez.
La proposta
abbigliamento uomo, donna, bambino.
Investimento
1.000 euro al mq.
Il negozio
da 80 mq (solo donna) a 200 mq.
Info tel. 0034 699699790, www.adolfodominguez.com

Olè: dallo stilista della gente
«Negli ultimi otto anni, sono stato direttore della distribuzione per Giorgio Armani, prima ero direttore del Gft, Il Gruppo finanziario tessile, che commercializza marchi come Dior, Valentino, Ungaro... Ho conosciuto Adolfo Dominguez, il primo stilista spagnolo a entrare in borsa negli anni 90, dopo il successo come stilista di Miami Vice. Oggi ha 640 boutique, di cui 450 di proprietà, soprattutto in Spagna, Centro e Sud America, Giappone. Dal 2009 ha lanciato il franchising internazionale. Io sto creando la struttura per una rete in Italia: una filiale commerciale con uno staff di lavoro, la prima boutique affiliata di rappresentanza a Torino, nel febbraio 2010, un negozio di proprietà a Milano. Mi ha colpito la sua strategia e l'idea di servizio che vuole proporre agli affiliati: il franchisee non viene a comprare la collezione, siamo noi a fare una selezione e a inviare merce e novità ogni due settimane. Stabiliamo noi i prezzi e l'affiliante trattiene il 45%. E a fine stagione ritiriamo l'invenduto. Inoltre, l'affiliato paga dopo 30 giorni. Poi, mi ha convinto il prodotto: alto livello qualitativo, prezzi abbordabili, proponibile sul mercato italiano».
Gherardo Fenzi, 58 anni, direttore sviluppo.


Insegna: Moreal Camicie.
La proposta: camiceria in franchising.
Investimento: a partire da 20mila euro. No royalty né fee. Margine di guadagno lordo fino al 200% (70-100% netto).
Il locale: da 20 a 150 mq, anche se la metratura consigliata è di 40-45.
Info: www.morealcamicie.com

In camicia business
«La mia collaborazione con la Moreal, storica azienda produttrice di camicie dal 1954, ha riguardato inizialmente solo l'aspetto architettonico. Poi si è evoluta: ora mi occupo, più in generale, dell'immagine dei nuovi negozi, personale compreso. Il franchising sta portando una ventata di attualità: negozi più moderni, quattro linee a seconda del target (classico, giovane, ricercato, old style), segnaletica luminosa in negozio. Oltre che nella qualità, la forza dei prodotti sta nella personalizzazione: le camicie possono essere realizzate su misura (senza costi aggiuntivi) e con cifre (due euro a lettera). I prezzi al cliente finale vanno da 29 a 69 euro».
Nunzia Margherita, architetto.


Insegna
Bimbi Belli.
La proposta
abbigliamento 0-14 anni.
Investimento
a partire da 10.000 per il solo arredamento (220 euro al mq). Non sono previste né royalty né fee. Margini intorno al 50%, possibilità di restituire l'invenduto.
Il locale
da 45 mq.
Info tel. 02 87283405, www.bimbibelli.com 

Marketing a prova di bimbo
«Questa iniziativa nasce dall'esperienza di una famiglia di commercianti già attivi nel settore dell'abbigliamento. Prima Bimbi belli era solo il nome di un negozio, poi si è deciso di farlo evolvere in un marchio. Io sono arrivata a quel punto, al momento dello start up. Il primo negozio ha aperto a Milano, nel marzo 2009. Ma è stato il secondo, in corso Buenos Aires, la prova del fuoco. Abbiamo aperto vicino alla Chicco; tutti ci dicevano che eravamo pazzi a sfidare un colosso. Invece, le cose sono andate bene. La nostra filosofia è quella di vestire i bambini spendendo poco, offrendo capi di qualità e di marchi anche noti. Fondamentale il marketing. Io credo molto alle azioni di supporto alle vendite: dal classico volantino ai social network, dai casting pubblicitari all'organizzazione di eventi in asili e oratori». Francesca Cuomo, responsabile marketing

Insegna
CycleBand.
La proposta
abbigliamento 0-14 anni.
Investimento
chiavi in mano 700 euro al mq (300 per il solo arredamento). No royalty né fee.
Il locale
superficie minima di 70-120 mq.
Info www.cycleband.com

Profitti under 14
«Alla base, c'è una grande esperienza. Quella trentennale dell'azienda nel tessile. E la mia, di lungo corso, nel settore, in aziende diverse. Aprire un negozio per bambini è una soluzione anticrisi e io ho sviluppato il progetto dell'affiliazione. Nell'ultimo anno abbiamo aperto 18 negozi, fra Italia ed estero e prospettiamo marginalità del 40%, anche in epoca di saldi. Abbiamo puntato molto sull'organizzazione, la cura del prodotto e l'attenzione all'arredamento dei negozi. Nella nostra espansione siamo partiti da Lazio e Lombardia. Maggiori difficoltà di penetrazione in Veneto, Emilia-Romagna e Toscana. All'estero siamo presenti a Cipro, in Bulgaria e in Estonia».
Pierpaolo Medini, retail manager

CASA

Insegna
Stock B2C.
La proposta
merce di qualità in stock.
Investimento
oltre 10mila euro, né fee né royalty.
Il negozio
oltre 70 mq (300 mq assortimento completo).
Info
tel. 0541 622614, www.stockb2b.it

Il corner degli stock di prodotti
«Sono proprietario di una casa editrice e ho sviluppato il franchising di Gulliver Librerie. Da lì ho iniziato a trattare stock di libri a prezzi scontati. E ho avuto l'idea di rilevare stock di prodotti di vario genere, non alimentari, dalle aziende che volevano liberarsi delle giacenze di magazzino. I contatti spesso avvengono nell'ambito delle fiere. Compriamo grosse quantità, a ottimi prezzi, che poi vengono suddivisi tra tutti gli affiliati, in modo che ognuno abbia un certo numero di articoli di varie aziende e possa offrire ai clienti finali prodotti di qualità, estremamente convenienti. Un oggetto che costa 100, si vende a 30. E in questi periodi, la nostra formula, alternativa all'outlet, sta avendo successo. Il progetto franchising è partito nel 2008. E abbiamo già 14 punti aperti e tre in apertura. Un plus: si vende anche l'arredamento con cui si espone la merce!».
Massimo Caimi, 42 anni, fondatore

Insegna
Interior's.
La proposta
mobili ed elementi di arredo.
Investimento
200-350 euro al mq, stock merce 80mila-90mila euro, fee 15mila euro per il primo negozio, 7.500 per i seguenti, 4% royalty per comunicazione.
Il negozio
150-400 mq
Info www.interiors.fr

Mobili alla francese
«Ho lavorato per otto anni per lo sviluppo di Etam in Medio Oriente e Africa del Nord. Quando Interior's ha deciso di lanciare la catena all'estero, mi hanno cercato e lavoro per loro da cinque mesi. Oggi ci sono 70 negozi in Francia, ma il franchisor mi piace perché resta un'azienda familiare, che produce in aziende con dirigenza francese in Vietnam. In Italia, finora i mobili erano reperibili solo in negozi multimarca. Oggi si cercano master regionali o nazionali per creare una rete di punti vendita in location di traffico importante. I mobili sono di fascia alta, prodotti con materiali e finiture di qualità, in uno stile che spesso si ispira a epoche della storia francese. All'affiliato italiano si prospettano ricarichi minimi del 60%».
Sebastien Chazal,32 anni, responsabile sviluppo franchising internazionale


Insegna
Oggettivamente casa.
La proposta
oggettistica.
Investimento
da 15.000 a 20.000 euro.
Il negozio
da 50 a 100 mq. Assortimento in conto deposito. Ritiro vecchie collezioni a fine anno.
Info tel. 095 591631, www.oggetivamentecasa.it, www.mertoli.it

Innovatore di famiglia
«Trattiamo un prodotto, compresi pezzi di design, che è di moda. Basta guardare la diffusione di negozi con liste nozze: ce n'è più d'uno anche nei piccoli paesi. La mia è un'azienda di famiglia, che ha sede a Catania. 60 collaboratori, fatturati da sei milioni di euro. Da anni commercializziamo oggetti per la casa. Ma sono stato io a pensare allo sviluppo in franchising, dal 2000. Abbiamo costruito una rete di 24 punti vendita, tra quelli di proprietà e in franchising. È il primo anno che veniamo al Salone di Milano, vogliamo sviluppare la catena in tutta Italia, con una cinquantina di affiliati».
Alessandro Mertoli, 39 anni, fondatore di Oggettivamente casa

Insegna
Riccardo Corredi.
La proposta
vendita di materassi, reti, letti, poltrone relax motorizzate e massaggianti.
Investimento
inferiore a 20mila euro, comprensivo di allestimento negozio e prima fornitura di merce. No fee, no royalty.
Il negozio
in zona commerciale, non pedonale. In area automobilistica, su 60-80mq, con due vetrine.
Info www.riccardocorredi.it

Materassi in rete
«Sono stato franchisor e ho un'esperienza approfondita dello sviluppo di una catena di affiliazione: credo nel franchising. Riccardo Corredi aggiunge anche la forza di un prodotto di qualità a prezzo contenuto: 195 euro il prezzo di un materasso singolo. Il franchisor, attivo dal 1978 con la vendita diretta al pubblico, ha inaugurato quest'anno il primo punto vendita pilota: già raggiunto un fatturato di 300mila euro. E per il futuro stiamo già lavorando all'allargamento del catalogo». Giuseppe Lemmi, 46 anni, responsabile sviluppo franchising.


Insegna
Genevieve Lethu.
La proposta
negozi di stoviglie, cristalleria, tessili, accessori e piccolo mobilio da cucina.
Investimento
da 40mila euro per la merce più 10mila euro di fee d'ingresso circa più allestimento negozio (con il franchisor, costa 500 euro/mq).
Il negozio
Da 80/100 mq, in centro storico o commerciale, con bacino d'utenza di almeno 50mila abitanti. 
Info www.genevievelethu.com

Il piacere del quotidiano
«Per anni mi sono occupato di accessori per la casa, poi ho iniziato a lavorare per Genevieve Lethu perché mi è piaciuto il look del marchio, diverso dagli altri: mediterraneo, solare, “francese”. E poi, il suo concept: prodotti di fascia medio alta nell'immagine ma medio bassa nel prezzo. Inoltre condivido in tutto la filosofia del marchio: una cura attentissima al cliente, che esce sempre con un pacchetto raffinato anche con un acquisto da cinque euro. Infine, Lethu è molto elastico: è possibile vendere un 10% di prodotti estranei al catalogo e non c'è obbligo di acquisto dell'allestimento dal franchisor, perché è sufficiente rispettare il progetto standard».
Mauro Galli, 50 anni, direttore negozio Lethu a Milano e curatore nazionale a livello commerciale, gestionale e visuale.

SERVIZI

Insegna: Husse.
La proposta: vendita a domicilio di cibo e accessori per cani e gatti d'importazione svedese e consulenza in materia.
Investimento: da 6mila euro per ogni zona di esclusiva. Prevista una fee mensile per la promozione.
Il negozio: non è necessario: obbligatorio però un bacino d'utenza minimo di 3mila abitanti.
Info: www.husse.com

Punto tutto sulla consegna
«Sono stato manager per anni per il maggiore editore sloveno, poi nel 2008 mi sono reso conto che desideravo un'attività in proprio e ho capito che ero tagliato per diventare master franchisee. Per lavoro conoscevo bene la Svezia e quando ho letto che Husse voleva entrare in Slovenia ho capito che era l'occasione per me: conoscevo già l'azienda, sul mercato da 22 anni e presente in 24 nazioni. In due mesi ho coperto il piccolo territorio sloveno, già occupato da sei franchisee, e anche in Crozia il business è decollato subito. Così ora affronto il Nord Italia: s a carta vincente di Husse è il servizio a domicilio su un prodotto pesante, che si acquista a cadenze regolari, unito alla consulenza al cliente. In principio i franchisee possono limitarsi a lavorare nel weekend o la sera e trasformarsi in imprenditori a tempo pieno in tre-quattro anni».
Borut _egula, 41 anni, master franchisee Husse per il Nord Italia, la Slovenia e la Croazia.

Insegna: Il carrozziere lampo.
La proposta: servizio di rimozione rapida di ammaccature senza stucco o vernice.
Investimento: da 10mila a 200mila euro (dipende dalla città) per formazione, affiancamento, materiale e promozione.
Il negozio: da 30 mq.
Info: tel. 800 616035, www.ilcarrozzierelampo.it

Imparare a fare
«Cercavo un lavoro di tipo tecnico. Ho conosciuto Jeff Putney, il master che aveva aperto, con Donato Paradiso, il primo centro Il Carrozziere lampo, a Monza. Ho seguito il loro corso e per tre anni ho lavorato con loro, mentre l'azienda si trasferiva ad Arcore. Ero sempre più bravo, tanto che diventai istruttore. Cresceva anche la mia autostima: potevo sistemare anche la peggiore delle macchine. D'estate lavoravo come levabolli, d'inverno insegnavo agli altri. Ho contribuito a far ottenere la certificazione di qualità alla nostra formazione. Oggi abbiamo 20 affiliati e 80 tecnici. E cerchiamo sia gli uni che gli altri. Un franchisee si forma, in circa sei mesi, tra corso e affiancamento, poi può lavorare lui stesso e organizzare una propria rete di tecnici, di cui paga la formazione. Riparare un'ammaccatura frutta circa 50 euro (il cliente spenderebbe anche cinque volte di più, da un carrozziere tradizionale) e richiede un quarto d'ora di lavoro. Si può arrivare a 500 euro al giorno di fatturato, anche se non grandina. I costi sono bassi e il tecnico può spostarsi dove serve, con l'attrezzatura in macchina, senza avere le spese di un'autofficina».
Daniele Pili, 37 anni, amministratore delegato

Insegna: Scrokkophone.
La proposta: raccolta di spazi pubblicitari proposti al pubblico in cambio di telefonate gratuite della durata massima di 3 minuti.
Investimento: 16mila euro.
Il negozio: È una speciale cabina telefonica in cui, oltre al telefono per fare telefonate gratis e allo spazio Wi-Fi gratis, è possibile vedere e ascoltare spot pubblicitari.
Info: www.scrokkophone.com

Telefono gratuito, spot accettato
«Avevo mille idee per mettermi in proprio, ma questa mi è sembrata vincente, perché è nuova e adatta a realizzare utili in tempi brevi. In pratica si tratta di offrire telefonate gratis e Wi-Fi al pubblico dei centri commerciali che mentre usufruisce del servizio vede spot pubblicitari. Il franchisee si occupa di trovare aziende disposte a investire 2.500 euro per lo spazio pubblicitario: la sua provvigione è il 70% della cifra versata dagli inserzionisti. Una formula diversa per proporre pubblicità, vissuta in modo positivo dalla gente perché offre un servizio gratis. Le aziende che si promuovono, poi, raggiungono il target allargatissimo degli acquirenti dei centri commerciali. Per il franchisee, il totem è in comodato d'uso per tre anni e l'accesso a Internet e le telefonate sono pagate dal franchisor. Al momento sono attivi tre punti Scrokkophone in Campania».
Giovanna De Micco, 38 anni, responsabile commerciale Scrokkophone.


Insegna: Tgo.it.
La proposta: negozi per acquistare on line Pc e materiale informatico, con assistenza post vendita.
Investimento: circa 5mila euro (allestimento, pc, schermo presentazione prodotti e Pos). Non sono previste royalty.
Il negozio: 25 mq di superficie, con vetrina fronte strada.
Info: www.tgo.it

La strategia del pc
«Ho un'esperienza ventennale nell'informatica e nel franchising e credo di aver trovato la formula adatta a far quadrare i conti degli affiliati. Si chiama Tgo, è un punto vendita in cui si può acquistare qualsiasi prodotto di informatica, telefonia e audio-video presente sul mercato: la merce non è in loco, ma visibile sul sito del franchisor, consultabile nel punto vendita. L'affiliato dunque non acquista merce, ma fornisce consulenza nell'acquisto e assistenza nel post vendita: il franchisee ha un catalogo illimitato senza investire denaro e riceve un gettone di profitto per ogni acquisto compiuto con il suo ausilio. Il suo utile non deriva dalla vendita, bensì dall'assistenza, per la quale si suggerisce una tariffazione di 40-50 euro l'ora. ll franchisor punta ad aprire 100 negozi nei prossimi due anni e cerca giovani con spirito imprenditoriale: 1.500 euro circa il guadagno netto medio per l'affiliato».
Francesco Mancuso, 44 anni, responsabile vendite indirette Altec, proprietaria del marchio Tgo.it. 

Sono un tipo “energico”
Insegna: Ecoveicoli.
La proposta: vendita di veicoli elettrici e ibridi (pedane, biciclette, scooter, veicoli commerciali).
Investimento: 40mila euro. No fee d'ingresso, no royalties.
Il negozio: 90 mq.
Info: www.ecoveicoli.it

«Avevo soltanto 24 anni quando, con due soci, ho aperto un'officina di elettrauto. Ci occupavamo di riparazioni e installazione di aria condizionata. Poi il nostro campo di azione si è esteso alla climatizzazione di ambienti civili e industriali. L'officina era diventata un'azienda, la Autotecnica Group, che oggi conta 100 dipendenti. Quindici anni fa abbiamo intuito le opportunità del settore delle energie alternative. Così abbiamo iniziato a proporre impianti fotovoltaici chiavi in mano, audit energetico, impianti di riscaldamento basati sull'energia solare termica. Il progetto Ecoveicoli è nato dall'idea di progettare un negozio dove si possano acquistare veicoli elettrici e ibridi. Ci lavoriamo da due anni e oggi lo presentiamo in Fiera».
Corrado Lovato, 54 anni, amministratore delegato di Autotecnica Group

Energia al lavoro
Insegna: Eni energy store.
La proposta: negozio di servizi (gas, elettricità , miglioramento termico).
Investimento: conto economico personalizzato, nessuna fee, canoni sui vari servizi.
Il negozio: da 60 a 100 mq.
Info: tel. 800 98 78 98, www.eni.it, e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

«All'inizio, lavoravo nell'ufficio acquisti di Italgas. Nel 1999 nacque Italgas più e il progetto franchising, per creare negozi-sportelli più vicini ai clienti. Nel 2000-2001 si passò al business della vendita extra-gas e servizi. Mi occupavo allora della parte informatica post contatore: sostituzione caldaie, manutenzione apparecchi gas, piani di cottura e climatizzatori. Poi arrivò la fase della fornitura di energia e elettrica e servizi correlati, oltre al calore e alla climatizzazione. E io passai al commerciale. Trovo stimolante lavorare con gli affiliati. Obiettivo comune: portare gente in negozio. Un lavoro difficile, ma bello. Le criticità sono per lo più di tipo tecnico. Dopo il rebranding, dobbiamo consolidare l'immagine della rete: 180 negozi e piccole reti territoriali, che dipendono da affiliati intraprendenti. I nuovi franchisee sono selezionati tramite bandi di gara pubblicizzati sulla stampa».
Sergio Morganti, 54 anni, gestione negozi

ESTETICA

Insegna: Esperienza benessere.
La proposta: negozi di cosmetici e apparecchiature per il benessere (ozonoterapia) per clienti privati e professionali.
Investimento: 1.000 euro al mq (compreso allestimento, formazione, piano di comunicazione , arredamento e prima fornitura merce).
Il negozio: da 30 mq.
Info: tel. 035 300903, www.esperienzabenessere.it

Una boccata di ossigeno
«A 18 anni ho fatto uno stage in un Holiday Inn. Ho conosciuto la formula dello sviluppo retail e ho iniziato a imparare le tecniche dello sviluppo in rete. A 22 anni ho sviluppato la mia prima rete, Mamy Blue, arredamento. Poi mi sono occupato di automobili, design, infine prodotti legati alla medicina. Ho organizzato e fatto nascere il franchising Esperienza benessere, dall'analisi del know-how fino al pilotage dei primi negozi. Mi hanno conquistato le potenzialità di applicazione dell'ozono, dalla rivitalizzazione della pelle alla sanificazione. Due anni fa ho conosciuto il proprietario del marchio, proprio al Salone del franchising. Era in crisi e ha accettato il mio progetto di franchising operativo, che enfatizza l'aspetto medico scientifico dell'attività e lo fa conoscere, in modo effiace. Ha funzionato: al secondo anno di attività, siamo arrivati a 18 punti vendita. A chi si affilia, prospettiamo un ritorno nell'investimento in 8-15 mesi».
Stefano Guglielmetti, 42 anni, franchising manager

Insegna: No+vello.
La proposta: fotodepilazione e rinnovamento facciale.
Investimento: da 40mila a 60mila euro (allestimento, formazione,mobili, attrezzatura, pubblicità, materiali di consumo e creme).
Il negozio: da 40 mq. No corner.
Info: tel. 0034 918117074, www.nomasvello.com

Peli addio
«Sono stata consulente in uno studio, in Spagna, la Barbadillo y associados, e mi sono occupata dello sviluppo di No+vello. Questo franchising mi ha conquistata: la novità del negozio, l'attrattiva dell'investimento, la redditività alta, l'utilità per il cliente finale. Lasciai lo studio di consulenza ed entrai nello staff del franchisor. Ho aperto tre centri a Madrid. La depilazione a luce pulsata può essere praticata da un estetista, e anche in Italia c'è spazio per chi offre un sistema di depilazione efficace. Cerchiamo master per cinque zone, due al Nord. Il master aprirà un punto base, in un centro di almeno 50mila abitanti, poi una rete. Chiediamo capacità imprenditoriali  e garanzie per 200mila euro. La rete è nata in Spagna, nel 2007, ma ci sono ormai 500 punti nel mondo. E rendono: a un affiliato si prospetta un rientro nel suo investimento in 6-10 mesi. Unica difficoltà: la scelta e il costo del personale. Servono almeno due estetiste (una può essere la titolare) e una receptioniste».
Gema Olavarrieta, 39 anni, direttore sviluppo negozi

DISTRIBUZIONE

Insegna: Supermercati Pellicano.
La proposta: supermercati per vendita di alimentari.
Investimento: per l'allestimento circa 50mila euro, in aggiunta a 60mila-80mila euro per il primo acquisto di merce. Non c'è fee d'ingresso ma una royalty dello 0,1% sul fatturato annuo.
Il negozio: Da 400-500 mq in zone centrali o commerciali con possibilità di parcheggio.
Info: www.pellicanosuper.it

A me piace fresco
«Ho lavorato per diverse insegne della Gdo e poi sono stato conquistato dalla proposta di affiliazione Pellicano. Apprezzo molto le caratteristiche dell'azienda, che fa capo al Gruppo Lombardini: sul mercato da 70 anni di cui 40 nel franchising, con all'attivo quattro insegne e 500 negozi, si ispira ancora a una gestione familiare e ricerca un'atmosfera di cordialità nei negozi. Basta pensare all'esposizione di frutta e verdura, esposta in cassette, per capire quanto la freschezza - di prodotto ma anche di offerta commerciale - sia importante per noi. Altro punto di forza è il servizio: sia al cliente del supermercato sia all'affiliato, che riceve un notevole supporto dal franchisor».
Angelo Bacciocchi, 46 anni, capo zona franchising di Supermercati Pellicano.

A cura della redazione - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . L'articolo è pubblicato su Millionaire di dicembre 2009.

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