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Giovedė 01 Settembre 2005 |
Mercato immobiliare: si teme lo scoppio della bolla. Borsa: investimenti a rischio. Titoli di Stato: rendimenti esigui. E allora? Cresce l’attenzione verso i “beni rifugio” (oro, gioielli, oggetti d’arte in genere). E sono proprio le opere d’arte a diventare il nuovo status symbol degli italiani. Al piacere di avere appeso alla parete un bel quadro, si può infatti unire un notevole guadagno. Chi alla fine degli anni Ottanta ha puntato su un graffittista americano, oggi ha i capolavori di un maestro indiscusso, Jean-Michel Basquiat. E ha visto moltiplicarsi anche per dieci il valore del suo investimento. Grandi exploit anche per le opere di Maurizio Cattelan: discusso in passato, acclamato (e strapagato) oggi.
Ma questi sono solo esempi, e anche clamorosi. Nell’arte, è impossibile dare numeri. Ed è sconsigliabile acquistare delle opere mossi solo dall’ansia di guadagno.
«La passione è fondamentale e deve nascere spontanea. Non si possono acquistare opere d’arte, basandosi solo sulla logica come succede per le azioni. Si parte sempre da un interesse personale, l’investimento è un aspetto secondario» spiega Gianni Minozzi, mercante d’arte milanese.
Da considerare anche l’orizzonte temporale di questo investimento, che raramente scende sotto i 20 anni.
Di rigore anche una distinzione: quella fra arte antica e moderna. Ancora Minozzi: «Con l’arte antica si va un po’ più sul sicuro, anche se le percentuali di guadagno sono contenute. Apprezzamenti più alti e veloci con l’arte moderna, ma a fronte di un rischio maggiore».
Sull’investimento in opere d’arte contemporanea si esprime Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista e presidente della fondazione Sandretto Re Rebaudengo (tel. 011 19831600, www.fondsrr.org): «Scommettere sulle opere dei giovani è come puntare sulle azioni delle start up: prezzi bassi, ma rischio alto».
Già, ma quanto tempo ci vuole per capire che cosa comprare? «Dico sempre che per diventare un buon antiquario servono almeno dieci anni. E’ ovvio quindi che per maturare delle buone competenze serva tempo. Consiglio di frequentare i musei e le mostre. Le aste sono l’ideale per farsi un’idea dei prezzi e avere il polso del mercato. Si può avere un’illuminazione, ma poi serve sempre il parere di un consulente di fiducia» prosegue Minozzi.
Anche per l’arte contemporanea, bisogna affrontare un percorso formativo. Spiega Patrizia Sandretto: «Avere umiltà, come punto di partenza. Poi leggere molto: libri di settore e riviste dedicate, fra cui Il giornale dell’arte (www.ilgiornaledellarte.com). Visitare le gallerie, cominciando da quelle della propria città.
di Lucia Ingrosso (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di settembre 2005.
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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