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Sabato 01 Ottobre 2005
Farsi dare un prestito in pochi minuti, senza formalità? E’ possibile, grazie al credito su pegno.
Si tratta di un’operazione che permette a chiunque di ottenere piccole o grandi somme da Istituti autorizzati dalla Banca d’Italia (quelli di credito su pegno). Per ottenere denaro contante, il cliente deve consegnare un bene, in genere un oggetto di valore, in garanzia. Il bene è valutato da uno stimatore e il prestito concesso equivale a una percentuale del valore. Il cliente ha poi un periodo per restituire il debito e gli interessi dovuti alla banca. Così riscatta il suo oggetto e ne torna in possesso.
Questo meccanismo semplice e rapido per ottenere contante, è nato con scopi umanitari, nel XV secolo. I primi Monti di Pietà furono costituiti proprio da ordini religiosi per soccorrere i bisognosi.
Oggi però è uno strumento di accesso al credito come altri. Le banche hanno il loro tornaconto, con interessi commisurati alla durata del prestito e al valore dell’oggetto, e i clienti alcuni vantaggi. Le banche, per legge, devono tenere gli interessi sotto la soglia del tasso di usura, calcolato da Bankitalia e aggiornato periodicamente, detto Taeg (tasso annuo effettivo globale). E’ il costo effettivo dell’operazione di prestito, che comprende gli interessi per la banca e le spese (assicurazione, stima del bene...). Bankitalia, nel giugno 2005, ha ribassato la soglia d'usura dall’8,04% al 7,74%.
«Il prestito su pegno, alcuni anni fa, era considerato l’ultima spiaggia. Oggi le cose sono un po’ cambiate» afferma Sergio Cavagna, ex responsabile settore preziosi e credito su pegno della Banca regionale europea. «E’ vero, però, che si racconta senza vergogna di avere acceso un mutuo per acquistare una casa, ma non si fa altrettanto quando si impegnano i gioielli». Ma c’è chi ricorre al prestito su pegno per strategie commerciali. «I negozianti impegnano il magazzino per avere liquidità da investire nell’attività. Gli orafi lo fanno con merce non vendibile al momento: in questo modo si finanziano per rinnovare il campionario». La maggior parte delle banche accettano solo gioielli, oro e pietre preziose in pegno. Sono pochi gli istituti che dedicano ancora grandi spazi custoditi e refrigerati, quindi costosi (camere blindate, magazzini), a pellicce, tappeti, orologi, materiale ottico fotografico, hifi... «Consegnare oro o gioielli è anche più comodo per il cliente: si portano senza fatica e senza spese, anche in borsetta» aggiunge Cavagna.
Nel credito su pegno, però, non è tutto oro quello che luccica.

di Silvia Messa ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). L'articolo è pubblicato su Millionaire di ottobre 2005.


L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".

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