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Martedė 01 Novembre 2005 |
Budapest, 1995. Per me allora, e proprio lì, è cominciato tutto. Aspirante giornalista, avevo colto al volo l’opportunità offerta da Millionaire, che cercava degli inviati da mandare nel mondo. A caccia di notizie e idee di business per i lettori. Sono rimasta a Budapest tre mesi ed è stata un’esperienza indimenticabile. La città, da poco uscita dall’influenza russa, era in grande fermento: piena di vita, ma anche di contrasti. Ho trovato in Ungheria un popolo fiero e battagliero, simile a quello italiano, ma con una malinconia ben giustificata da una storia con tanti momenti bui. Budapest era splendida: le definizioni già da allora si sprecavano (la Parigi dell’Est, la Perla del Danubio, il Ponte fra Est e Ovest), ma nessuna era in grado di renderne in pieno fascino e attrattive. Alle sue spalle duemila anni di storia (il primo insediamento è il campo romano di Aquincum), ma la sua origine risale al 1873, dall’unione di tre città (Buda, Pest e Óbuda), fino a quel momento indipendenti. Attraversata dal Danubio (Duna) mi incantò per i meravigliosi ponti (Ponte delle Catene, della Libertà, Elisabetta...) e l’Isola Margherita. E poi le terme (Budapest conta 100 sorgenti e 12 bagni), a cui andavo ogni settimana. Da allora molte cose sono cambiate: l’Ungheria è entrata nell’Unione Europea. Per saperne di più, ne ho parlato con Simona Bazzani. Dal ’91 a Budapest, oggi gestisce il relais Uhuvilla (www.uhuvilla.hu), nella zona collinare di Buda.
Che cosa visitare in città?
«C’è tantissimo da vedere. Fra i monumenti principali: il Parlamento, il bastione dei Pescatori, la chiesa di S. Mattia e la basilica di S. Stefano, la sinagoga, la piazza degli Eroi, il castello Vajdahunyad. In questi ultimi anni, la città ha avuto molte ristrutturazioni e migliorie».
Altre attrattive?
«Al primo posto metterei le terme. Molti turisti vanno a quelle dell’hotel Gellért, ma io consiglio gli stabilimenti Szechenyi, i più grandi e caratteristici del Paese (per info: www.spasbudapest.com). La Váci Utca è la strada dello shopping, una specie di via Monte Napoleone magiara. E poi i caffè storici, come Gerbaud e il New York Café, in cui rifugiarsi nelle giornate di brutto tempo. Notevoli anche i dintorni della città. Da segnalare Szentendre, cittadina sull’ansa del Danubio, piena di artisti e gallerie. Si è inoltre sviluppato in questi anni un turismo legato al vino, con la possibilità di visitare i vigneti a 30-40 lm della città. E assaggiare i vini ungheresi, sempre più rinomati».
di Lucia Ingrosso (
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). L'articolo è pubblicato su Millionaire di novembre 2005.
L'articolo è pubblicato in versione integrale nella sezione pezzi "storici".
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